AUGUSTO BLOTTO < = > «ASSENTE COME UN PROCREATORE» + Giornata di studi, Torino 17 ottobre 2026


Esce un libro importante che ha richiesto diversi anni di cantiere. Un libro singolare nella sua composizione: antologia poetica dell’immensa opera di AUGUSTO BLOTTO, che racchiude al suo centro una sequenza di saggi sul poeta stesso.
Un libro indispensabile per far ripartire, alimentare e sancire la riflessione su una delle voci più radicali del ‘900 e oltre. Una scrittura, quella di Blotto, che alla fine dei conti non sfida nessuno, piuttosto invita, nella sua ricchezza, varietà e potenza («La forza grossa e varia»), ad abbracciare la lingua poetica, e la scrittura tutta, come visione trasversale sul reale, come ebbrezza dei sensi e dell’intelletto che arriva a noi come pura alterità, in costrutti non convenzionali che riescono a dare spessore estetico alla divergenza.
Augusto Blotto non è riuscito a toccare questo libro (ha abbandonato il camminare il 29 maggio del 2024), per questo motivo glielo dedichiamo.

Dall’indice del volume:

Antologia poetica
~ Primo periodo 1950/51 
~ Secondo periodo 1952/56 
~ Terzo periodo 1957/68
~ Quarto periodo 1969/87
~ Quinto periodo 1988/2002 
~ Ragioni, a piene mani, per l’«enfin!» 2002/2021

 

Saggi critici
≈ Giovanni Tesio, Capitoletti per Blotto 
≈ Antonio Belfiore, Paesaggi, qui e altrove, inevitabile dove. Un nuovo Reale per Augusto Blotto 
≈ Marco Conti, In medias res. Sulla formazione della poesia di Augusto Blotto 
≈ Chiara Serani, Osservazioni (semiserie e congestionate) sulle declinazioni del sublime nell’opera di Augusto Blotto 
≈ Antonio Rossi, Magistra campagna. Note interpretative 
≈ Isabella Tomei, Il passaggio dell’eroe: appunti sulla scrittura di Augusto Blotto
≈ Gilberto Isella, Mosaico per Blotto 
≈ Anna Chiarloni, Poesia, riso e arguzia nell’opera di Augusto Blotto
≈ Lorenzo Mari, Blotto: civile/anticivile, totale/antitotale? 
≈ Paolo Valesio, “Falsetto” e Blotto

 

 

Dalla bandella introduttiva:

Il libro si forma nella sua dimensione definitiva e incipiente a un tempo, come oggetto dinamico e in cammino; il libro si forma nella sua unicità quasi contraddittoria: quella di antologia poetica e florilegio di saggi sull’autore. Questo libro, testamento olografo ed eterografo, è stato progettato come una monografia di storia dell’arte, ma con sviluppo inverso. Le due grandi ali di poesia, in apertura e chiusura, apparentabili al corredo visivo esplicativo dei saggi, conchiudono invece, in un abbraccio cronologico, l’ermeneusi sull’opera. Nel caso di Augusto Blotto non poteva essere diversamente. Il sorriso sornione, ma sempre espressione di una nobile modestia, dissimulava la piena coscienza dei mezzi e del facimento di un’opera senza precedenti e senza successori.
Perciò prendo qui l’onere di dare fiato al sospeso. La scrittura di Blotto non poteva e non potrebbe essere esemplificativa dell’interpretazione che se ne può fare (al di là delle citazioni di servizio) e perciò abbiamo scelto questa collocazione atopica: i saggi diventano corredo iconografico della poesia; istantanee che – pur nella loro misura, argutezza, generosità e sfida – devono mettere in conto la vastità e l’ardua arditezza della Thule blottiana. Dal centro del libro si irradiano perciò possibilità di percorsi poi intersecantisi ai vettori centripeti della poesia, grande massa terracquea che contiene e che sfugge.
«Assente come un procreatore» dunque è un libro, se non unico nel suo genere, sicuramente inusuale e progettato come metonimia del lavoro di Blotto che, in revoca alla sua ritrosia, ha fatto dono della possibilità di costringere in un costrutto antologico un’opera di oltre ventimila pagine.
Seppure sia stato l’autore stesso a individuare una periodizzazione precisa e significativa nell’evoluzione della propria scrittura (cinque periodi più il sesto, l’«enfin!», concrezione ultimativa e definitiva del viaggio) la sua contrarietà alle antologizzazioni era divenuta proverbiale, tale che ammetteva – uniche eccezioni le raccolte ludicamente ricomposte per temi geografici, come le “poesie ticinesi” o le “poesie piemontesi” – una estrazione fatta a caso dal flusso discernibile ma indifferenziabile dell’opera.
L’opera è una macrostruttura articolata in libri editi e inediti, quasi sessanta in tutto, sinonimi di “messa in forma”, di piccoli ormeggi nel procelloso mare blottiano che non rendono ragione, se non in parte, della visione e della necessità di questa scrittura inesauribile. Per tale motivo l’autore incitava a tuffarsi, a prendere «a piene mani» dal forziere dei suoi versi.
«Assente come un procreatore», titolo suggerito da Blotto stesso, è paradigma rutilante, e della luciferina ironia dell’uomo e del ritmo di afasico contrappunto che i versi e i titoli del nostro evocano nel lettore. Ma in questo frangente il titolo racconta molto più di quanto posto all’attenzione. Si parlava in apertura di “facimento” dell’opera, non a caso; per Augusto Blotto, teorico senza teoresi, affidatario di una hybris che serpeggia e si diffrange dall’archetipo linguistico alla parafrasi e ricostruzione del reale, non vi è “creatore” dell’opera, ma “facitore”, ovvero colui che, attraversato dalle parole e da quella phoné di beniana memoria, è “detto” dal linguaggio. Il poeta diventa dunque mero strumento di procreazione e in quanto tale “assente”, perché non dandosi creazione ex nihilo, la posizione diviene ancillare, eventuale, ma al contempo di biologica importanza e necessità: la scrittura è metro del “respiro camminato” (come ebbe a notare Ermanno Moretti anni fa, camminando e leggendo versi dell’autore) perciò inscindibile dalla vita stessa. È un fatto, inoltre, che questa eventualità, assai rara, abbia trovato in Blotto un interprete che ha sovvertito e rinnovato tutte le istanze della poesia contemporanea.
Nel libro compaiono contributi importanti che aggiornano e reinventano l’analisi critica sul lavoro di Blotto, sia grazie a firme ormai solidali al percorso (Giovanni Tesio, Marco Conti, Antonio Rossi), sia per la presenza di nuovi avventurieri, o quasi (Lorenzo Mari, Anna Chiarloni, Paolo Valesio, Chiara Serani, Gilberto Isella) e di giovani studiosi che hanno avuto la giusta lungimiranza e dedizione per affrontare l’impresa (Antonio Belfiore e Isabella Tomei). Il lavoro da fare può dirsi da poco iniziato.

Daniele Poletti

 

AUGUSTO BLOTTO – «ASSENTE COME UN PROCREATORE». La scrittura inesauribile di Augusto Blotto
Formato: 17×24 cm
Pagine: 308
Prezzo: euro 20,00
Saggi critici di: Giovanni Tesio, Antonio Belfiore, Marco Conti, Chiara Serani, Antonio Rossi, Isabella Tomei, Gilberto Isella, Anna Chiarloni, Lorenzo Mari, Paolo Valesio
a cura di Daniele Poletti
[dia•foria, maggio 2026
collana: floema

PER INFO E ORDINI SCRIVETE A: info@diaforia.org

 

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Il 17 ottobre 2026 si terrà a Torino, presso l’Hotel NH, Piazza Carlina, una Giornata di Studi dedicata all’opera di Augusto Blotto; in tale occasione verrà presentato anche il volume «ASSENTE COME UN PROCREATORE». Riportiamo qua sotto la locandina  dell’evento.

 

 

 

Augusto Blotto (Torino, 1933-2024) ha pubblicato negli anni ’50 e ’60
diciotto volumi di poesia presso Rebellato e Schwarz, tra cui Il 1950, civile,
Trepide di prestigio, Svenevole a intelligenza, Tranquillità e presto
atroce, La popolazione. Tra le pubblicazioni più recenti: La vivente uniformità
dell’animale (Manni, 2003, con un saggio di Stefano Agosti); a
piene mani – 5 poesie inedite (plaquette, [dia•foria, 2011, presentazione
di Stefano La Notte); I mattini partivi. Poesie per un angolo di pianura,
1951-2012 (Nino Aragno, 2014, postfazione di Giovanni Tesio);
Veramente, quando (ADV, 2016, introduzione di Gilberto Isella); Ragioni,
a piene mani, per l’«enfin!» ([dia•foria, 2021). Utile strumento per
accostarsi all’opera sterminata di Blotto è il volume, a cura di Mariarosa
Masoero e Gabriella Olivero, «Il clamoroso non incominciar neppure».
Atti della giornata di studio in onore di Augusto Blotto, Torino, Archivio
di Stato, 27 novembre 2009 (Edizioni dell’Orso, 2010, con quattordici
saggi di differenti autori); e oggi il presente libro, ricognizione rinnovata
su uno dei poeti più importanti del XX secolo e oltre.
augustoblotto.it

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