Colloquiale n.17 con Lello Voce

LELLO VOCE

COLLOQUIALE n.17

Su  f l o e m a – esplorazioni della parola  un’intervista a Lello Voce, uno dei nostri intellettuali più controversi e sanguigni che ci parla di poesia, sperimentazione e poetry slam. Buona Visione, cliccando sull’immagine sotto:


Commenti

Colloquiale n.17 con Lello Voce — 2 commenti

  1. Il momento migliore è a 41.55: per il resto trovo alcune considerazioni non allineate con la mia visione e nella logica di acquisire (migliori) strumenti per apprendere e comprendere mi piacerebbe leggere o ascoltare anche un’analisi critica da parte vostra di quanto presente nell’intervista, che altrimenti è un monologo.
    Tra le altre…
    1.Poesia come arte che appartiene al tempo e non all’occhio. Lo sguardo non serve anche a tastare il passare del tempo? La luce, il buio non sono anche ambiti temporali perché determinano il trascorrere delle ore?
    2.Facebook. Non è in assoluto uno strumento veloce ma è l’uso che se ne fa che ne determina le caretteristiche a volte anche meno dirette.
    3 Futurismo. Che possa piacere oppure no, mentre nell’intervista viene definito come “l’avanguardia meno interessante che c’è”, a Milano c’è una mostra “Post Zang Tumb Tuuum” in cui si segnala come ” il futurismo abbia ha davvero anticipato tutto: l’arte visiva, il design, le Lettere, la pubblicità”. Io concordo con quest’ultima.
    4.Poesia come medium. Se la poesia è un medium prima di diventare arte, anche tutto il resto (pittura, scultura, musica, etc…) è medium?
    5.Necessario. Scrivere cose necessarie (min.56.00) non contrasta con l’idea che la poesia non sia fondamentalmente necessaria?
    6.Interessante. Vista l’insistenza con cui viene menzionato, questo aggettivo cosa significa?

    Grazie e un saluto!
    T.

    p.s. L’utilizzo del termine “normale” dovrebbe esser perseguibile penalmente, figuriamoci per chi si definisce poeta…

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