LA PAROLA INFORME – a cura di Sonia Caporossi

Abbiamo intervistato Sonia Caporossi su “La parola informe”, Marco Saya Editore (2018), progetto antologico che accarezzava da qualche anno e che finalmente vede la luce, accompagnato da un consistente apparato critico.
Come dice la curatrice: “L’idea di base era quella di sfatare sostanzialmente il mito della dicotomia fuorviante e illusoria tra poesia lirica e poesia di ricerca […]”, a questo scopo esce questa rosa di 15 autori contemporanei che esemplificano, secondo la Caporossi, il concetto di base di una ricerca letteraria senza pregiudizi di genere.
Gli scrittori/poeti presenti sono: Daniele Bellomi, Enzo Campi, Alessandra Cava, Vladimir D’Amora, Alessandro De Francesco, Gianluca Garrapa, Andrea Leonessa, Daniele Poletti, Michele Porsia, Jonida Prifti, Carlo Enrico Paolo Quaglia, Lidia Riviello, Marco Scarpa, Antonio Scaturro, Silvia Tripodi.

 
 
DP: In realtà un’intervista sulla curatela di un libro è piuttosto semplice, perché prevede una serie di domande di rito, alle quali non ci sottrarremo, ma cercando di capire anche altro.
Come nasce il progetto “La parola informe”?
SC: “La Parola Informe” era un lavoro che mi vorticava in testa da qualche anno. L’idea di base era quella di sfatare sostanzialmente il mito della dicotomia fuorviante e illusoria tra poesia lirica e poesia di ricerca che tanta polemica letteraria oggi alimenta, inconsistente per una serie di ragioni non tanto critiche quanto filosofico-estetiche. Il principio di base in base al quale tale dicotomia non ha ragione di esistere è il seguente. Essendo il fondamento del poetico in quanto tale la forma, ne consegue che il contenuto dei testi può essere qualsiasi cosa. Di conseguenza, non ha ragione di esistere l’antinomia fra la presenza dell’io e la sparizione dell’autore, in quanto i testi assumono valore indipendentemente dai temi e dai problemi in esso e per esso sollevati, indipendentemente dalla presenza o meno dell’io e dell’aspetto emozionale, come a dire che la poesia è (l’)uno e a determinarla è semplicemente la forma che può essere a sua volta (il) molteplice, altrimenti bisognerebbe dire che ciò che da taluni è considerato non-poesia o post-poesia è semplicemente altro. Il termine forma va peraltro sfrondato dal malinteso pacchiano della sua perfetta corrispondenza con l’aspetto della mera tecnica, giacché va inteso fenomenologicamente, in quanto είδος ovvero forma intelligibile del poetico, contrapposta alla materia, ovvero al contenuto, ma anche completata e superata dialetticamente da essa/o. In un’ottica Gestalt, la forma si riferisce a campi semantici come la percezione e l’esperienza. Lo scopo della “Parola Informe” era quello di rintracciare nel panorama ultracontemporaneo italiano autori e testi che riuscissero a non escludere la forma dal contenuto e l’espressione dalla comunicazione come invece avviene in troppa poesia di ricerca attuale. Che riuscissero, insomma, a riunire concettualmente e praticamente i due corni della dicotomia e a rendere comunicativa e comunicabile la parola che non può essere detta o comunicata, ovvero la parola “informe”.

 

DP: In questo senso, non pensi che il titolo, con l’aggettivo “informe”, assuma una valenza negativa, facilmente strumentalizzabile dai detrattori?
SC: L’aggettivo “informe” non vuol dire in questo caso, per quanto ho detto precedentemente, “privo di forma”, bensì “colto nell’atto del suo informarsi”, ovvero del suo prendere forma. Come scrivo nell’introduzione, “gli autori antologizzati, in questo senso, hanno in comune proprio la facoltà di porre un ponte tra il grado zero della scrittura, la forma barthesianamente intesa, e il grado all’ennesima del dicibile, ovvero l’universo semantico delle cose espresso per via analogica, fino al raggiungimento del livello informe della parola, condizione fluttuante in cui il senso si concede alla comprensione, di volta in volta, nell’atto del suo stesso farsi. È, questa, la condizione ultracontemporanea che rende la poesia simile a una filosofia dell’assurdo piuttosto che a un mero gioco letterario, giacché «L’artista sta sempre, esemplarmente, sul discrimine invisibile che separa senso e non – senso, così come, non esemplarmente, ci stanno tutti»” (la citazione è da Emilio Garroni).

DP: Qual è stato il ruolo dell’editore Marco Saya in questo progetto che si distanzia abbastanza dal suo catalogo?
SC: Marco Saya mi ha dato carta bianca con il solito entusiasmo e come sempre avviene per le nostre collaborazioni ormai quinquennali: la Marco Saya Edizioni viene considerata, in modo troppo manicheo, una casa editrice che ha interesse a pubblicare esclusivamente poesia lirica; in realtà l’editore non esprime alcun tipo di chiusura nei confronti delle cosiddette nuove scritture, come la pubblicazione della nostra antologia dimostra molto bene. Aggiungo che Marco Saya, per la passione e la serietà che dimostra nella sua politica editoriale, è fra gli editori più seri oggi presenti sulla piazza, fautore di uno scouting indefesso e dotato dell’esigenza genuina di far emergere davvero il sommerso, senza favoritismi o “pagamenti in natura”.

 

DP: Quali criteri hai adottato per la scelta degli autori coinvolti? Insomma un’antologia è parziale per definizione, pensi che questa tua ricognizione possa avere un seguito, nel senso della maggior specificazione del concetto di “informe”?  Tra l’altro un’antologia di scrittura contemporanea non è mai innocua, voglio dire quali sono le esigenze che ti hanno portato a partorire una antologia del genere oltre alla diatriba tra “lirico” e “sperimentale” e la cosiddetta “scrittura di ricerca”?
SC: Come scrivo nell’introduzione, “Il criterio di selezione che abbiamo tenuto fermo oltrepassa qualsiasi impostazione antologica per età anagrafica o per comunanza di stile, per concentrarsi sulla loro non dissimile inclinazione alla deformazione poietica del dicibile. La scelta ruota infatti intorno al concetto comune di parola informe, la sostanza cangiante e metamorfica che nel logos poetico ricerca il senso estetico delle cose attraverso la presa di coscienza, ancora una volta garroniana, del paradosso sorgente dalle multiformi modificazioni del nesso tra segno e significato, propria dell’esperienza poetica per eccellenza: quella dell’intuizione aurorale, in dotazione ad ogni essere umano, ma presente nell’artista in maniera esemplare, che esista un nesso retrostante all’accostamento tra le parole e le cose stesse, possibile unicamente in virtù del principio cardine del poeticum in quanto tale, ovvero l’analogia”. L’urgenza di mettere in evidenza l’analogia come Bestimmungsgrund della forma è stato il primo motore del progetto, e l’analogia è principio fondante del poetico sia in senso lirico che in senso sperimentale, non ci sono modificazioni se non nell’aspetto tecnico o contenutistico, laddove il principio formale di fondo è lo stesso.  Beninteso, i generi esistono e hanno uno scopo che è quello classificatorio, tassonomico, pedagogico, però bisogna essere sempre consapevoli del fatto che le differenziazioni di genere letterario hanno ragione di esistere solo a scuola come elencatio veterostrutturalista…In questo senso, io mi auguro che questo lavoro critico possa avere un seguito sfrondando la prassi critica attuale da tutta una serie di vizi incarniti come il favoreggiamento di un genere su un altro.

 

DP: La parte critica, molto cospicua nel libro, con una introduzione generale e una nota per ogni autore, riveste un ruolo determinante in un libro del genere. In generale quanto pensi che la critica svolga ancora il suo ruolo di “scouting” e di messa in crisi della percezione comune?
SC: Mia abitudine e prassi critica è quella di dotare le antologie a mia cura di un folto apparato critico e paratestuale, altrimenti il ruolo del curatore si ridurrebbe a quello del mero compilatore scolastico, e sarebbe un peccato intellettuale gravissimo. Inoltre lo scouting, a mio parere, dovrebbe essere un obiettivo fondamentale della critica letteraria odierna, ma deve depurarsi da clientelismi e favori amicali e di parte, malattie di cui la critica appare profondamente affetta. Sono presenti nella “Parola Informe” alcune “nuove scoperte”: da Antonio Scaturro (che dopo un primo exploit essendo stato già finalista di Opera Prima nel 2013 poi aveva interrotto la propria produzione), a Quaglia, che non aveva pubblicato praticamente niente prima d’ora. Gli autori che ho scelto appartengono volutamente ad aree eterogenee: alcuni, come De Francesco, Cava, Bellomi, Leonessa, Garrapa, Campi, Riviello, Tripodi e Daniele Poletti, rientrano dichiaratamente nell’alveo della cosiddetta poesia di ricerca, ammesso e non concesso che tale definizione abbia un senso preciso; altri come D’Amora, Porsia, Quaglia, Prifti, Scaturro o Scarpa possono essere considerati più legati ad una serie di suggestioni formali e contenutistiche varie, persino liriche. Lo scopo, com’è ormai evidente, era quello di superare la dicotomia poesia lirica/poesia di ricerca sia nella scelta degli autori, sia in quella dei testi, fatto salvo il principio estetico della centralità del testo, che è davvero fondamentale.

 

 

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011), Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) e Riot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum (Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Milano, Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente come poeta nell’antologia La consolazione della poesia a cura di Federica D’Amato (Ianieri Edizioni, Pescara 2015) e, con contributi saggistici, nei collettanei Pasolini, una diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). Nel 2016 pubblica la silloge di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania), nel 2017 esce Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi (Marco Saya Edizioni) e nel 2018 cura l’antologia La Parola Informe. Esplorazioni e nuove scritture dell’ultracontemporaneità (Marco Saya Edizioni 2018). Dirige i blog Critica Impura, Poesia Ultracontemporanea, disartrofonie e conduce su NorthStar WebRadio la trasmissione Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio. Vive e lavora nei pressi di Roma. 

EMILIO VILLA { } DAVIDE ANDREATTA

Le nostre due ultime pubblicazioni uscite a breve distanza l’una dall’altra.

AA.VV – Emilio Villa | la scrittura  della Sibilla

DAVIDE ANDREATTA – INSERT KOINÈ

(clicca sull’immagine per l’articolo su  f l o e m a)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I libri possono essere richiesti direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o  sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Peter Carravetta – on Pasolini’s unfinished revolution

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Last May, on the occasion of the 40th anniversary of Pier Paolo Pasolini’s death, [dia•foria published its latest issue (n°13), the short essay by Peter Carravetta “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, (on Pasolini’s unfinished revolution), so far unreleased in Italy. During the same month, we presented the new issue at Festival Bologna in Lettere, curated by our friend Enzo Campi.
We will soon share in  f l o e m a  – esplorazioni della parola, a videoclip featuring an interview with Carravetta on poetry, experimentation and allegory.

Book facts:
Dimensions: 12cm x 13cm
Pages: 84
Cover: b/n
Cover: paperback
Price: 9,00 euro
Language: Italian

The book can be ordered directly at: info@diaforia.org or purchased on the bigger online stores: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Peter Carravetta – Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

Copertina rid

Il saggio breve di Peter Carravetta “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, rimasto fino ad oggi inedito in Italia, è stato pubblicato nel maggio di quest’anno in occasione del quarantennale dalla morte dell’artista. Nello stesso mese abbiamo presentato in anteprima il libro al Festival Bologna in Lettere, curato dall’amico Enzo Campi.
A seguire un breve testo di Daniele Poletti (curatore del volume) preparato in occasione della presentazione e l’intervento video di Peter Carravetta (che non poté presenziare a Bologna) proiettato durante la serata del 29 maggio.
Prossimamente presenteremo su  f l o e m a  – esplorazioni della parola, una video intervista a Carravetta su poesia, sperimentazione e allegoria.

Caratteristiche del volume:
F.to: 12 x 13
Pagg.: 84
Copertina: b/n
Confezione: brossura
Prezzo: euro 9,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.
 
 
Presentazione saggio di Peter Carravetta per B.I.L.
di Daniele Poletti

 

“Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” è un saggio breve di P.C. inedito in Italia e pubblicato originariamente su Art & Text (Sydney), Winter, 1989.
Recentemente è uscito per Aracne un volume di saggi di P.C. “La funzione Proteo” che raccoglie quasi tutti gli interventi critici dell’autore. Parlando con Peter a Firenze alla fine del 2014, venimmo a sapere dell’esistenza di quattro saggetti ancora inediti, che non era riuscito a inserire in “La funzione Proteo”. Ci parlò di una rilettura del Maia di D’Annunzio e appunto di Pasolini. Poco tempo dopo ricevetti l’invito di Enzo Campi a B.I.L., che aveva come focus proprio Pasolini, perciò ricontattai subito Peter per il saggio ed eccolo qua.

Perché abbiamo deciso di pubblicare questo breve saggio?
Intanto per la “storicità” del documento, uscito 26 anni fa su una rivista australiana ma mai tradotto in Italia; ma soprattutto per  la collocazione che queste pagine hanno nella letteratura critica pasoliniana: si pongono sull’estremo limite che c’è tra l’ultima opera di Pasolini, “Salò”, e la scoperta e pubblicazione del corrispettivo letterario “Petrolio” nel 1992.

Carravetta decise di scrivere di Pasolini del tutto occasionalmente, in seguito alla mostra che si tenne a New York nel 1985 di tutti “I disegni, 1941/1975”  con catalogo Scheiwiller. La  prima parte del saggio sostiene (qui la prima novità) come l’opera grafica di Pasolini, per niente sporadica, ma anzi costante nella vita artistica dell’autore, rivesta una grande importanza nel processo creativo delle altre opere, siano esse cinematografiche o letterarie.
Da questo punto Carravetta espande la riflessione sulla poetica di Pasolini nelle altre modalità espressive, letteratura, cinema e di rinquarto critica sociologica, affermando che si può parlare di poetica del cambiamento e della contaminazione. Ne abbiamo una riprova anche nei disegni, secondo Zigaina (curatore del catalogo Scheiwiller): per l’opera grafica Pasolini “fece uso di tutta una serie di mezzi espressivi, materiali, oggetti, colori, alcuni dei quali egli addirittura scoprì o inventò.” Pasolini voleva “andare oltre l’univocità del significato o comunque creare le premesse per ulteriori fonti di significazione.” Carravetta colloca le opere di Pasolini “entro uno spazio allegorico fatto di figure che nascondono un discorso impronunciabile, una verità inaudita. Nonostante l’autore stesso non fosse consapevolmente allegorico, la sua opera può soltanto essere intesa come un’allegoria del destino dell’ultimo grande artista della Modernità”.

interno

Lo stesso Sanguineti definì “Pasolini uno scrittore postumo” e in effetti dopo la sua morte fino ad oggi, con intensità costante, si torna sull’uomo, sull’opera e sul testamento/testimone che ci ha lasciato. Come è noto Pasolini si pose in senso antagonista rispetto all’esperienza e agli esiti della nuova avanguardia. Nel 1975 esce “Salò” e Petrolio era nascosto in qualche cassetto; in quegli anni Sanguineti, preso ormai ad esempio, ma si potrebbe parlare anche degli altri novissimi, scrive “Postkarten” e il suo stile si fa più discorsivo e comunicativo.
Ritornare oggi su Pasolini con il saggio di Carravetta ci permette di riflettere anche sulla scrittura di ricerca di oggi e sui padri recenti dello sperimentalismo.
Pasolini è il grande demiurgo che con la palestra di “Officina” si pone ancora nella tradizione letteraria italiana (pur contestandola dal punto di vista sociale), Sanguineti, Balestrini, Pagliarani etc. rappresentano il nuovo che avanza che sembra spaccare del tutto i ponti con la tradizione e criticare molto più aspramente il contegno e le anomalie della borghesia. Questo è superficialmente il quadro di fazioni che via via si fronteggeranno in modo sempre più tagliente, basti ricordare il saggio su “Empirismo eretico” sull’avanguardia in Italia: “la critica dei novissimi si rivolge alla mera tradizione “letteraria”, non al mondo “reale””. In effetti la grande rivoluzione sta più nel significante che nel significato, mentre Pasolini evita qualunque autoindulgente virtuosismo dei significanti, perché è interessato al referente, alla concretezza storico-sociale intesa come Forma che connette due o più fenomeni. Per questo motivo Pasolini non può essere considerato un avanguardista, ma neppure, a nostro avviso, un antimoderno come affermava Gilda Policastro nel saggio “Pasolini anti-moderno: l’utopia negativa di Salò e Petrolio”.
Ci troviamo alle prese con uno scrittore che fa guerra ininterrottamente alla circolazione di significati acquisiti, riciclati dalla sua cultura e dalle istituzioni, svelandone la quasi completa assenza di autenticità, coerenza e verità. Certo il bilancio può essere solo ipotesi, in quanto abbiamo a disposizione le ultime due opere che segnalano una via alternativa, una terza via a quella dei lirico-ermetici da una parte e dei novissimi dall’altra.

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Come dicevamo, negli anni in cui la portata scardinante dei novissimi si modera in spazi di ricerca personali e meno dichiarativi, Pasolini porta a compimento o quasi le sue due opere più estreme e sperimentali in qualche modo, attraverso il principio di contraddizione che lo caratterizza, ma  mantenendo la coerenza di rispetto del Referente e del significato: con la denuncia di tutti i totalitarismi -compreso quello linguistico che è scaturito da una rivoluzione nata già viziata dall’ovatta borghese- di “Salò” e di “Petrolio”. Pasolini si pone oltre il moderno e al di sopra del postmoderno e indica una via ancora percorribile da un punto di vista soprattutto etico (con tutti gli aggiornamenti formali che si vogliono) da tener presente anche per le nuove ricerche sulla scrittura.

Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, avanguardie e postmoderno, poetiche e politica,  emigrazione, studi italoamericani, studi inter-culturali, e l’Umanesimo italiano ed europeo. Attualmente sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani.
PeterFondatore e direttore della rivista  Differentia, review of italian thought (9 fascicoli, 1986-1999), Carravetta è autore di Prefaces to the Diaphora. Rhetorics, Allegory and the Interpretation of Postmodernity (W. Lafayette (IN), Purdue University Press, 1991), Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Lecce, Milella 1996), Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (Torino, marcovalerio, 2002),Del Postmoderno. Critica e cultura in America all’alba del duemila (Milano, Bompiani, 2009);Sulle tracce di Hermes. Migrare, Vivere, Riorientarsi (Milano, Morellini Editore, 2012);The Elusive Hermes. Method, Discourse, Interpreting (Aurora (CO), The Davies Group Publishers, 2013); La funzione Proteo. Ragioni della poesia e poetiche della fine (Roma, Aracne, 2014).  Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Milano, Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Treviso, Pagus, 1993).
Ha tradotto dall’italiano all’inglese l’opera avanguardistica di Martino Oberto, Anaphilosophia (Campanotto, Udine, 1993; ed. bilingue), una raccolta di saggi di Gian Carlo Pagliasso, Déjà Chimera. Writings 1987‑1999 (Editions d’Afrique du Nord, Tanger, 2001), una raccolta di poesie di Flavia Pankiewicz,  Eclissi americane / American Eclipses  (W. Lafayette (IN), Bordighera Press, 1999), e l’antologia filosofica di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, Il pensiero debole (orig. it. 1983), Weak Thought (Albany, SUNY Press, 2012). Ha tradotto dall’inglese all’italiano il libro di poesie di Richard Milazzo, Piccola luna cinese (Udine, Campanotto, 2010)
Dall’inglese all’italiano ha tradotto Small China Moon di Richard Milazzo (Piccola luna cinese, Campanotto, Udine, 2009), testi poetici di John Cage, Bern Porter, e Paul Vangelisti, poeti-soldati del Vietnam, e testi critici di Richard Prince, Richard Palmer, Richard Milazzo, e Charles Bernstein.
Carravetta ha inoltre scritto otto libri di poesia: percorso masticato (Seledizioni, Bologna 1974); existenz (Adams Press, Chicago, 1976),  delle voci (Anterem, Verona, 1980); dialogi v (Tam Tam, Reggio Emilia, 1987);  metessi (1980-1989) (Ripostes, Salerno 1991);  The Sun and Other Things (Guernica, Toronto, 1998); L’infinito (poesie scelte 1972-2012) (Campanotto, Udine, 2012; Premio Lorenzo Montano 2013); e The Other Lives (Guernica, Toronto, 2014).

[dia•foria a BOLOGNA IN LETTERE

Triplice appuntamento per [dia•foria, venerdì 29 maggio e sabato 30 maggio, a BOLOGNA IN LETTERE, festival di letteratura voluto e organizzato da Enzo Campi e giunto alla terza edizione.
Potete trovare il programma completo a questo indirizzo:

https://boinlettere.wordpress.com/2015/04/19/bologna-in-lettere-2015-il-programma/

BIL

VENERDI 29: presso Cassero Lgbt Center, Via Don Minzoni 18 dalle 19.00, presentazione del saggio breve di Peter CarravettaSulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, fino ad oggi inedito in Italia

Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, avanguardie e postmoderno, poetiche e politica,  emigrazione, studi italoamericani, studi

Peter Carravetta

Peter Carravetta

inter-culturali, e l’Umanesimo italiano ed europeo. Attualmente sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani.
Fondatore e direttore della rivista  Differentia, review of italian thought (9 fascicoli, 1986-1999), Carravetta è autore di Prefaces to the Diaphora. Rhetorics, Allegory and the Interpretation of Postmodernity (W. Lafayette (IN), Purdue University Press, 1991), Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Lecce, Milella 1996), Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (Torino, marcovalerio, 2002), Del Postmoderno. Critica e cultura in America all’alba del duemila (Milano, Bompiani, 2009); Sulle tracce di Hermes. Migrare, Vivere, Riorientarsi (Milano, Morellini Editore, 2012); The Elusive Hermes. Method, Discourse, Interpreting (Aurora (CO), The Davies Group Publishers, 2013); La funzione Proteo. Ragioni della poesia e poetiche della fine (Roma, Aracne, 2014).  Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Milano, Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Treviso, Pagus, 1993).
Ha tradotto dall’italiano all’inglese l’opera avanguardistica di Martino Oberto, Anaphilosophia (Campanotto, Udine, 1993; ed. bilingue), una raccolta di saggi di Gian Carlo Pagliasso, Déjà Chimera. Writings 1987‑1999 (Editions d’Afrique du Nord, Tanger, 2001), una raccolta di poesie di Flavia Pankiewicz,  Eclissi americane / American Eclipses  (W. Lafayette (IN), Bordighera Press, 1999), e l’antologia filosofica di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, Il pensiero debole (orig. it. 1983), Weak Thought (Albany, SUNY Press, 2012). Ha tradotto dall’inglese all’italiano il libro di poesie di Richard Milazzo, Piccola luna cinese (Udine, Campanotto, 2010)
Dall’inglese all’italiano ha tradotto Small China Moon di Richard Milazzo (Piccola luna cinese, Campanotto, Udine, 2009), testi poetici di John Cage, Bern Porter, e Paul Vangelisti, poeti-soldati del Vietnam, e testi critici di Richard Prince, Richard Palmer, Richard Milazzo, e Charles Bernstein.
Carravetta ha inoltre scritto otto libri di poesia: percorso masticato (Seledizioni, Bologna 1974); existenz (Adams Press, Chicago, 1976),  delle voci (Anterem, Verona, 1980); dialogi v (Tam Tam, Reggio Emilia, 1987);  metessi (1980-1989) (Ripostes, Salerno 1991);  The Sun and Other Things (Guernica, Toronto, 1998); L’infinito (poesie scelte 1972-2012) (Campanotto, Udine, 2012; Premio Lorenzo Montano 2013); e The Other Lives (Guernica, Toronto, 2014).

[...] Si potrebbe quindi vedere nell’opera di Pasolini il tramonto stesso della tradizione simbolista, nel senso che, pur restando in debito allo stile del Simbolismo, egli ne radicalizza le premesse, sovvertendole dall’interno. Se è vero che le avanguardie, in particolare le neo-avanguardie italiane degli anni ‘60, derivano in parte dal simbolismo francese7 e dai vari –ismi che esso ha generato, allora la critica pasoliniana delle diverse poetiche avanguardiste dovrebbe coincidere con il superamento tout court dell’anima Simbolista/Modernista dalla nostra tradizione culturale. [...] 
(da Peter Carravetta "Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini"; edizioni [dia•foria/Cinquemarzo, a cura di Daniele Poletti)

 

una-modesta-proposta_locandina

SABATO 30: presso Libreria Coop Zanichelli, Piazza Galvani 1/H dalle 11.00 alle 13.00, tavola rotonda su editoria e poesia con “UNA MODESTA PROPOSTA”, progetto a dialogo ideato e curato da Luca Rizzatello

 

 

SABATO 30: presso SPAZIO 100300 – Via Centotrecento 1/A dalle 17.30, presentazione del libro di Fabio Teti “spazio di destot”, primo volume della collana di scrittura sperimentale  f l o e m a

Fabio Teti è nato a Castel di Sangro (AQ) il 17/12/1985. Vive e lavora a Roma, dove nel 2012 si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di

Fabio Teti

Fabio Teti

Giuliano Mesa. È stato redattore di «gammm.org» e «puntocritico.eu»; collabora, dalla fondazione, alle attività di «eexxiitt.blogspot.com». Suoi testi sono comparsi in diverse riviste, lit-blogs e web-zines tra cui «Semicerchio», «Nazione indiana», «L’Ulisse», «Allegoria», «alfabeta2», «l’immaginazione». In traduzione inglese, è presente sul «Journal of Italian Translation» (2012) e nell’antologia online «FreeVerse – Contemporary Italian Poetry» (2013); in traduzione franscese, in «Nioques» (2015). Nel 2013 ha pubblicato, all’interno del volume antologico Ex.It. 2013. Materiali fuori contesto (Tielleci, Colorno), le prose di sotto peggiori paragrafi e, per La Camera Verde di Roma, b t w b h  (frasi per la redistribuzione del sensibile), uno dei cui testi è stato esposto, nel maggio 2014, al MACRO di Roma, nell’ambito della mostra collettiva se il dubbio nello spazio è dello spazio, a cura di Nemanja Cvijanović e Maria Adele Del Vecchio.

 

non trapianto, non amo il gioco non la
dimensione della corrente. procedure di deformazione
ossea: è la forza della corda alla mia
testa. carneade, necrologio di un’amica, non ci
siamo. sono caduto, lo lego mentre lo leggo, se
non sai nuotare per le lunghe distanze, spingere
il treno deragliato e aprii gli occhi, dubbio nello
spazio, dello spazio, a frattura: l’esperienza e la
scomparsa, la speranza e lo spirito del quadrato
semiotico, la linea: allotria, non credere, non è
sufficiente
(da Fabio Teti "spazio di destot"; edizioni [dia•foria/Cinquemarzo, a cura di Daniele Poletti)
 

TOTILOGIA – il libro

Fresco di stampa: “TOTILOGIA”, [dia•foria n.11, la prima antologia dell’opera poetica di Gianni Toti.
Il volume è interamente curato da [dia•foria, edito da Edizioni Cinquemarzo, la stampa è stata possibile grazie al contributo de La Casa Totiana di Roma. Desideriamo ringraziare tutta La Casa Totiana e in particolar modo Pia Abelli Toti e Silvia Moretti per la disponibilità e la gentilezza.
Oltre all’antologia delle opere, la seconda parte del libro ospita gli interventi critici e creativi di: Paolo Albani, Daniele Bellomi, Enzo Campi, Marcello Carlino, Peter Carravetta, Biagio Cepollaro, Donato Di Stasi, Domenico Donaddio, Pier Luigi Ferro, Stefano Guglielmin, Raffaele Perrotta, Carlo Alberto Sitta, Maurizio Spatola, Silvia Tripodi. Chiude il libro l’inedito “racCanti” e il raro “Apollineairerreur” (tratto da TeatroDelSilenzio n. 3, settembre 1980, diretto da Gian Paolo Guerini).

"TOTILOGIA" - Prima di copertina

“TOTILOGIA” – Prima di copertina

Caratteristiche del volume:
F.to: 17 x 21
Pagg.: 192
Copertina: quattro colori con bandelle
Confezione: brossura, filo refe
Prezzo: euro 14,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’Editore a questo indirizzo mail: lab@cinquemarzo.com, attraverso il sito internet: http://www.cinquemarzo.com/cinquemarzo2/contattaci
oppure richiedendolo direttamente a noi all’indirizzo: info@diaforia.org

e a giorni sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Oppure acquistato direttamente giovedì 18 settembre, presso Galleria Ostrakon Via Patrengo 15 Milano, in occasione della rassegna “TU SE SAI DIRE DILLO”, dove faremo la prima presentazione ufficiale e dedicheremo un’intera giornata a Gianni Toti.
Per maggiori dettagli: http://www.diaforia.org/diaforiablog/2014/09/04/dia%E2%80%A2foria-gianni-toti-rassegna-tu-se-sai-dire-dillo/

TOTILOGIA - copertina

TOTILOGIA – copertina

TOTILOGIA - interno

TOTILOGIA – interno

 

Out now: “TOTILOGIA”, [dia•foria n.11, the first collection of works of poet Gianni Toti.
The volume is entirely designed and curated by [dia•foria, published by Edizioni Cinquemarzo and sponsored by the La Casa Totiana (the Gianni Toti Estate) in Rome. We’d like to thank La Casa Totiana, Pia Abelli Toti and Silvia Moretti particularly for their support and kindness.
In addition to the anthology of Toti’s works, the second half of the book features critic and creative essays of Paolo Albani, Daniele Bellomi, Enzo Campi, Marcello Carlino, Peter Carravetta, Biagio Cepollaro, Donato Di Stasi, Domenico Donaddio, Pier Luigi Ferro, Stefano Guglielmin, Raffaele Perrotta, Carlo Alberto Sitta, Maurizio Spatola, Silvia Tripodi. The book is closed by the unreleased work “racCanti” and the rare “Apollineairerreur” (extracted from the TeatroDelSilenzio n. 3, September 1980, directed by Gian Paolo Guerini).

Technical info:
dimensions: 17 x 21 cm
pages.: 192
cover: four colors with flaps
stitched paperback binding
price: euro 14,00

The book can be ordered directly from the publisher writing at this address: lab@cinquemarzo.com or through the link: http://www.cinquemarzo.com/cinquemarzo2/contattaci
It will be also available soon on the most important book stores on th web: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

But you could also purchase it next Thursday, Septemebr 18 at the Ostrakon Gallery in Via Patrengo 15, Milan, during the festival “TU SE SAI DIRE DILLO” , where we will present the book for the first time and dedicate th whole day to Gianni Toti.
More details here: http://www.diaforia.org/diaforiablog/2014/09/04/dia%E2%80%A2foria-gianni-toti-rassegna-tu-se-sai-dire-dillo/

La scrittura della Sibilla < = > Emilio Villa

In occasione del centenario del grande poeta e artista Emilio Villa (1914-2014), siamo lieti di presentare uno dei progetti più importanti di  f l o e m a  del 2014. L’ebook che pubblichiamo è la prima antologia poetica e critica organica presente in rete e abbiamo l’onore di ospitare testi di Carlo Alberto Sitta, Aldo Tagliaferri, Ugo Fracassa, Cecilia Bello Minciacchi, Enzo Campi e Giorgio Barbaglia. Tra le poesie di Villa compaiono 4 inediti di cui due autografi. È doveroso ringraziare Francesco e Stefania Villa per aver concesso la riproduzione dei testi del padre e il Prof. Aldo Tagliaferri per aver sostenuto attivamente il progetto.

http://www.diaforia.org/floema/2014/05/30/la-scrittura-della-sibilla-emilio-villa/

Buona Lettura!

Emilio Villa - Sibylla (inedito, s.d.)

Emilio Villa – Sibylla (inedito, s.d.)