{"id":533,"date":"2013-03-28T14:01:08","date_gmt":"2013-03-28T14:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=533"},"modified":"2013-06-04T20:33:20","modified_gmt":"2013-06-04T20:33:20","slug":"colloquiale-n1-con-gian-paolo-guerini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2013\/03\/28\/colloquiale-n1-con-gian-paolo-guerini\/","title":{"rendered":"Colloquiale n\u00b01 con Gian Paolo Guerini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Con questo articolo parte <strong>Colloquiale<\/strong>, l&#8217;intervista che seguir\u00e0 la pubblicazione di ogni autore su \u00a0<br class=\"none\" \/><strong>f l o e m a<\/strong>. Prima di passare al botta e risposta vero e proprio, mi preme riportare una parte interessante di un messaggio privato che Gian Paolo Guerini mi ha spedito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\"><em>Chiedo aiuto a Nanni Cagnone che egregiamente chiarisce la differenza tra \u201cpoeta\u201d e \u201cletterato\u201d:<br class=\"none\" \/><\/em><\/span><br class=\"none\" \/><span style=\"color: #666699\">\u00abLa poesia non chiede devozione, bens\u00ec disperato orgoglio; non perch\u00e9 l\u2019innaturale questione dell\u2019originalit\u00e0 sia decisiva (dopo tutto, non \u00e8 che l\u2019effetto di una tradizione interrotta e l\u2019equivalente del copyright, del mercantile trade mark), ma perch\u00e9 manifestare devozione, e sostenere da principio la propria dipendenza, \u00e8 da letterati, non da poeti (i primi potrebbero essere la versione amatoriale o impiegatizia dei secondi). Invece di scrivere, gli adoratori dovrebbero limitarsi a sospirare, talora commuoversi, e allestire nostalgiche merende in sale da t\u00e8, guardandosi dal debole orgoglio che sempre accarezza ifans, a cui tocca il privilegio di stravedere per il tale, avendolo o non avendolo sfiorato, avendolo probabilmente frainteso ma sapendo un bel po\u2019 di cose su di lui, anche il nome della clinica in cui venne partorito e il colore dei fazzoletti da naso che tentarono arginare la commozione degli astanti.\u00bb<br class=\"none\" \/><em><br class=\"none\" \/>Se ti trovi d\u2019accordo con Nanni Cagnone, perdona ancora se ho poco da spiegare, se non mi sento\u00a0artista\u00a0(h\u00e8las, questo termine offre il destro a molti equivoci, e mi chiederebbe molto tempo per chiarirmi, o oscurarmi.. prendiamolo come termine di comodo per intenderci&#8230; forse il punto grave dell\u2019arte\u00a0\u00e8 che ci sono molte persone che hanno delle idee a riguardo) n\u00e9 originale n\u00e9 rappresentativo del mio tempo.<br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><\/em><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_542\" aria-describedby=\"caption-attachment-542\" style=\"width: 964px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/robertocalbucci.tumblr.com\/page\/3\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-542\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/The-suggestions-of-the-form_-GEOASTRAZIONE-3-2012.jpg\" alt=\"\" width=\"964\" height=\"839\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/The-suggestions-of-the-form_-GEOASTRAZIONE-3-2012.jpg 964w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/The-suggestions-of-the-form_-GEOASTRAZIONE-3-2012-300x261.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/The-suggestions-of-the-form_-GEOASTRAZIONE-3-2012-250x217.jpg 250w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/The-suggestions-of-the-form_-GEOASTRAZIONE-3-2012-344x300.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-542\" class=\"wp-caption-text\">The suggestions of the form_ GEOASTRAZIONE 3 &#8211; Roberto Calbucci, 2012<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\"><em><br class=\"none\" \/><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/>1) La prima domanda che ti sottopongo \u00e8 la domanda fissa che riproporremo ad ogni autore invitato su\u00a0 <strong>f l o e m a<\/strong>, in modo da creare, se non una letteratura, una raccolta di idee e punti di vista sul tema della <em>sperimentazione<\/em>. Cosa significa per te scrittura sperimentale, scrittura di ricerca e avanguardia? E dove possiamo rinvenire queste declinazioni nella letteratura odierna?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Senza nessun intento polemico: non mi sono mai posto il problema di affrontare il significato della scrittura, non ho mai cercato di capirla, ma \u00e8 solo entrata a far parte dell\u2019esperienza della mia vita. D\u2019altronde non leggo la letteratura odierna, ma rileggo solo pochissimi scrittori, in particolare i padri della chiesa cattolica e le vite dei santi. A una scrittura che ricerca, preferisco una che trovi, soprattutto oggetti sconosciuti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) Marco Giovenale parla di scritture \u201cdopo il paradigma\u201d, dove con paradigma -sintetizzo grossolanamente- ci si riferisce a tutto il <em>portato <\/em>letterario di ricerca del Novecento e afferma tra le altre cose: <em>\u201c\u00c8 (o: sono persuaso possa essere) un contesto in cui il paradigma delle scritture, delle aperture ricettive, nei lettori, ma pi\u00f9 ampiamente l\u2019ambiente percettivo e dunque sociale non solo italiano ma mondiale che si \u00e8 venuto a creare molto prima e subito dopo la rivoluzione digitale, \u00e8 profondamente cambiato, <\/em>radicalmente<em> cambiato. Come se da un paradigma o visione\/sentimento generale delle cose si fosse passati a qualcosa di irreversibilmente differente, difficilmente paragonabile a ci\u00f2 che (e a come) eravamo.\u201d<\/em> (<a href=\"http:\/\/slowforward.wordpress.com\/2012\/09\/29\/riambientarsi-ma-anche-difendersi\/\">http:\/\/slowforward.wordpress.com\/2012\/09\/29\/riambientarsi-ma-anche-difendersi\/<\/a>)<br class=\"none\" \/>Cosa pensi di questa posizione teorica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Faccio fatica a seguire le teorie, ancor meno quelle sulla scrittura. Inoltre, non mi sono mai posto il problema di avere dei lettori. Credo piuttosto ad una situazione \u201ccosmica\u201d dell\u2019arte, soprattutto quando ha la forza di andarsene altrove, da quello che chiunque possa intendere con arte. Preferisco l\u2019abbandono, alla teoria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) Dove collocheresti la tua scrittura e qual \u00e8 la sua funzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Vorrei semplicemente che sia (da Rilke): \u201cdivinamente \u00abinservibile\u00bb\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4) Puoi parlarci delle tecniche compositive dei tuoi testi e illustrarci qual \u00e8 il percorso teorico che presiede alla tua scrittura? Giorgio Bonacini ha definito la tua parola <em>infinitamente vasta,<\/em> io aggiungerei che ci troviamo di fronte a una scrittura-Nastro-di-M\u00f6bius: un sistema di superfici non ordinario, perpetuo nel movimento, ma pur sempre organizzato in un sistema chiuso\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Cerco di liberare i testi dalla teoria e di lasciarla vagabondare beffarti ai confini della ragionevolezza. Ripeto: preferisco che abbiano a che fare con l\u2019esperienza che non con la teoria. Ho il desiderio che i libri possano avere un percorso verticale (mi piacciono i vini \u201cverticali\u201d, quelli che si gustano lentamente, non come la maggior parte dei vini attuali che si gustano velocemente: ti ingannano, dopo 3 minuti \u00e8 tutto finito!), che possano essere letti <em>attraverso<\/em> le pagine e non pagina dopo pagina. Ho l\u2019impressione che solo cos\u00ec possano evidenziare la loro insensatezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5) Hai mai fatto uso delle tecniche del cut-up teorizzate da Brion Gysin? E conosci le teorie anagrammatiche di <a href=\"http:\/\/www.anagramsandpoetry.org\/\">Gianpaolo Sasso<\/a>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Brion Gysin non l\u2019ho mai letto e pochissimo William Burroughs, e ignoro completamente le teorie di Gianpaolo Sasso. Spero che possano aver utilizzato questa tecnica come uno dei tanti mezzi per liberare la scrittura da se stessa.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_554\" aria-describedby=\"caption-attachment-554\" style=\"width: 384px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gianpaologuerini.it\/a_aboutme\/2_biblio\/pdf\/occhio_che_riflette.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-554   \" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/Gian-Paolo-Guerini-658x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/Gian-Paolo-Guerini-658x1024.jpg 658w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/Gian-Paolo-Guerini-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/Gian-Paolo-Guerini-250x388.jpg 250w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/03\/Gian-Paolo-Guerini.jpg 899w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-554\" class=\"wp-caption-text\">Gian Paolo Guerini davanti al Chelsea Hotel, NY, maggio 2011, foto di Claudia Steger<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">6) La scelta di H\u00f6lderlin, per le tue &#8220;Traduzioni da H\u00f6lderlin&#8221;\u00a0 \u00e8 stata dettata dalla passione che hai per l&#8217;autore o per la lingua tedesca?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">No; non c\u2019\u00e8 stato un motivo preciso per H\u00f6lderlin. Avrebbe potuto essere un altro. Sicuramente non mi sarei avventurato in una lingua con la quale ho pi\u00f9 dimestichezza, rispetto al tedesco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">7) Proseguirai questo ciclo di sperimentazioni su altri ceppi linguistici o dialettali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Credo di no, almeno non in tempi brevi. Tutte le cose che ho fatto si sono indirizzate all\u2019esigenza di liquidare una serie di epifanie, per le quali non sono riuscito ad applicare sempre la regola della dimenticanza. Credo che sia un modo per liquidare alcune ore della propria vita, per darsela a bere che la morte sia lontana&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">8) Con questo tipo di rielaborazione \u00e8 possibile creare un significato nuovo che esula completamente da quello originario, si svela un certo cripticismo che perde la sua oggettivit\u00e0 divenendo pura soggettivit\u00e0, prestando il testo ad infinite ri-letture &#8211; connessioni terminologiche &#8211; e trasformando testi abietti in interessanti. Cosa puoi dirci su questo aspetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Non me la sento di parlare di \u201csignificato nuovo\u201d, e neppure di qualcosa privo di significato (senza significato? insignificante?&#8230;). Solo qualcosa che faccia parte della mia e altrui esperienza.<\/span><br class=\"none\" \/><span style=\"color: #666699\">Piuttosto il contrario: se il tentativo di assaporare una \u201cpura oggettivit\u00e0\u201d ha trovato riscontro nel lettore, per me \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi conquiste. Credo di essere uno scrittore \u201cpornografico\u201d, almeno un po\u2019, dove le parole possano parlare a se stesse senza sapersi, prive di soggettivit\u00e0. Nella \u201cpornografia\u201d non c\u2019\u00e8 significato: nel significato ce ne stiamo ancora aggrappati agli odori, alla maleodoranza, ci si crogiola nel tragico. Penso ad una \u201cpornografia teologica\u201d, dove per\u00f2 non ci sia pi\u00f9 la puzza di dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">9) Per quanto concerne questo aspetto del tuo lavoro potremmo parlare di \u201crilettura esoterica del testo?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Certo, esoterica va bene. Religiosa. Alle elementari avevo moltissimo in religione e 5 in italiano!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">10) Mi piacerebbe tu ci parlassi dell\u2019esperienza di \u201cTh\u00e9\u00e2tre du Silence\u201d, rivista e marchio che creasti nel 1980, della tua contemporanea attivit\u00e0 di performer e musicista e\u00a0dell&#8217;esperienza nel campo dell\u2019editoria autoprodotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">A ripensarci adesso, era solo un modo per trovare degli amici con interessi simili ai miei, Una sorta di \u201cbocciofila poetica\u201d. Curiosamente, ho ritrovato solo un paio di persone di quegli anni, e per poco tempo. Mi capit\u00f2 di trovarmi a un pranzo di nozze, a Livorno, circa dieci anni fa, dove uno dei collaboratori della rivista \u201cT\u00e9\u00e2tre du Silence\u201d, al mio stesso tavolo, scoperto che ero di Bergamo, mi chiese se conoscevo Gian Paolo Guerini. N\u00e9 io riconobbi lui, n\u00e9 lui me&#8230; <br class=\"none\" \/>Non ho mai fatto differenza tra scrittura, performance e musica: ho sempre fatto le mie cose indipendentemente dal fatto di usare un suono o un sasso. Li metto vicini solo perch\u00e9 entrambi iniziano con la \u201cs\u201d. C\u2019\u00e8 sempre un collegamento (a volte sottile, s\u2019intende) che lega le cose che faccio. <br class=\"none\" \/>Riguardo alle autoproduzioni i<\/span><span style=\"color: #666699\">o ho fatto solo dei libretti per gli amici. Altri li fanno, e mettono il nome di un editore fittizio. Forse questo li aiuta ad essere pi\u00f9 credibili. Cerco solo di fare un favore a me stesso, e lui, spesso, \u00e8 anche ingrato!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">11) Che parte hanno avuto nella tua produzione la mail art e la poesia visuale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Praticate entrambe pochissimo. La poesia visuale praticamente mai. D\u2019altronde, stiamo parlando della superficie delle cose: la profondit\u00e0 credo non stia nei mezzi usati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">12) E l\u2019interesse per la teologia e per la filosofia quanto hanno direzionato la tua scrittura? Ti confesso che alcuni tuoi lavori mi hanno ricordato Lucio Saffaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Per anni ho abitato a Bologna in via Belle arti, di fronte alla casa di Lucio Saffaro, senza conoscerlo. Ho letto i suoi libri. Il \u201cTrattato del modulo\u201d \u00e8 quello che preferisco. Mi ha mostrato una teoria che non ha aspetto teorico. Ho interesse solo per la teologia negativa: John Cage mi disse che per migliorare la musica bisognava partire da Meister Eckhart. Ho seguito il suo consiglio e mi sono trovato bene!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">13) Inevitabile chiederti dei tre numi tutelari del tuo percorso artistico: Joyce, Duchamp, Cage; quanto hanno inciso sul tuo pensiero queste figure? Ci sono altre figure di riferimento nel tuo percorso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #666699\">Non so se abbiano inciso sulle cose che faccio. Credo comunque non in modo evidente. Posso solo dire gli autori che rileggo sempre: Antonin Artaud, James Joyce, Ezra Pound, Giorgio Manganelli. In Italia ho l\u2019impressione che non ci sia nessun altro, oltre a Manganelli.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo parte Colloquiale, l&#8217;intervista che seguir\u00e0 la pubblicazione di ogni autore su \u00a0f l o e m a. Prima di passare al botta e risposta vero e proprio, mi preme riportare una parte interessante di un messaggio privato che Gian Paolo Guerini mi ha spedito. 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