{"id":2800,"date":"2026-03-20T07:34:22","date_gmt":"2026-03-20T07:34:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2800"},"modified":"2026-03-20T07:34:22","modified_gmt":"2026-03-20T07:34:22","slug":"blow-up-dicembre-2025-diaforia-in-cerca-di-scritture-complesse-incontro-con-daniele-poletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2026\/03\/20\/blow-up-dicembre-2025-diaforia-in-cerca-di-scritture-complesse-incontro-con-daniele-poletti\/","title":{"rendered":"BLOW UP (dicembre 2025) &lt; = &gt; [dia\u2022foria: in cerca di scritture complesse (incontro con Daniele Poletti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.blowupmagazine.com\/\"><span style=\"font-size: 24px;color: #ff0000\">BLOW UP<\/span><\/a> , dicembre 2025, esce un articolo su [dia\u2022foria e Daniele Poletti, a cura di <span style=\"font-size: 20px\">Vittore Baroni<\/span>, nella rubrica \u00ab<span style=\"color: #ff0000\"><strong>CABINET OF CURIOSITIES, stranezze e rarit\u00e0 tra ieri e oggi\u00bb<\/strong><span style=\"color: #000000\">. Riportiamo le scansioni direttamente dalla rivista, ringraziando il direttore Stefano Isidoro Bianchi e naturalmente Vittore Baroni.<br \/>\nPi\u00f9 in basso pubblichiamo l&#8217;intera intervista che Baroni aveva sottoposto a Poletti e, che motivi redazionali, \u00e8 stata adattata alle due pagine dedicate.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2801\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-747x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"747\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-747x1024.jpg 747w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-768x1052.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-1121x1536.jpg 1121w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-1495x2048.jpg 1495w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-438x600.jpg 438w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-117x160.jpg 117w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/IMG20260320073053-scaled.jpg 1869w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2804\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-743x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"743\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-743x1024.jpg 743w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-768x1059.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-1114x1536.jpg 1114w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-1486x2048.jpg 1486w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-435x600.jpg 435w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-116x160.jpg 116w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU1-scaled.jpg 1857w\" sizes=\"(max-width: 743px) 100vw, 743px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2805\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-744x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-744x1024.jpg 744w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-768x1057.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-1116x1536.jpg 1116w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-1488x2048.jpg 1488w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-436x600.jpg 436w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-116x160.jpg 116w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/articolo-BU2-scaled.jpg 1860w\" sizes=\"(max-width: 744px) 100vw, 744px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24px;color: #ff0000\"><strong>INTERVISTA COMPLETA A DANIELE POLETTI (a cura di Vittore Baroni)<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Nel campo della musica contemporanea, ci sono generi, autori od opere specifiche che avverti in sintonia con le ricerche della &#8220;scritture complesse&#8221; di cui solitamente ti occupi?<br \/>\n<\/span>D\u2019acchito e in senso estensivo ti risponderei che la musica \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un <em>medium<\/em> complesso, perch\u00e9 come il cinema ha tutta una serie di livelli tecnici che la rendono materia articolata, stratificata, polivalente e quindi pu\u00f2 rappresentare per la scrittura un\u2019inferenza continua, una sorgente che penetra nei modi pi\u00f9 inusitati nella rielaborazione letteraria. Dalla vocalit\u00e0 radicale al progressive rock, dalla contemporanea al free jazz, passando per la cultura industriale, il pop, il rock e la musica etnica, sono tutte fonti potenzialmente trasfigurabili.<br \/>\nSe devo invece stare pi\u00f9 alla lettera della tua domanda: non sono pi\u00f9 aggiornato come un tempo sulle ultime tendenze della sperimentazione sonora \u2012 termine quello di \u201csperimentazione\u201d che oggi solo la letteratura italiana teme di utilizzare, come se fosse un tab\u00f9, mentre la musica le arti in generale, anche all\u2019estero, ne fanno ancora un uso sensato \u2012 perci\u00f2 rischierei di fare degli esempi poco attuali.<br \/>\nTuttavia, o onor di aneddoto la prospettiva critica delle \u201cscritture complesse\u201d prende proprio avvio da un prestito terminologico dalla musica contemporanea, quello della \u201cnuova complessit\u00e0\u201d dei Ferneyhough e dei Lachenman, per poi strutturarsi attraverso la filosofia di Morin, Deleuze, Bourriad, Bifo ecc e di tutto il pensiero radicale da Latouche a Fisher. La prospettiva complessa in letteratura ha come privilegiato punto di indagine tutte quelle esperienze che oltrepassano il concetto di \u201ccanzone\u201d inteso in senso strettamente narrativo e consequenziale, per aggiungere un margine di indisponibilit\u00e0, una sottrazione dalla canonica rappresentazione identitaria. La scrittura complessa aspira ad essere una chiave transtorica che individua disposizioni di divergenza dalla norma e dal normativo in ogni epoca, dalla Scuola siciliana del \u2019200 a Burchiello e Ariosto, fino a Lyacos, ME, Federico Nervi, C\u0103rt\u0103rescu etc.<br \/>\nE comunque non ho fatto i nomi! Gran parte della musica contemporanea rispecchia certe modalit\u00e0 composite di una specifica complessit\u00e0 in scrittura, penso in senso sparso e ridottissimo \u2012 a parte ai citati prima \u2012 a Luciano Berio, Iannis Xenakis, Gerard Grisey, Antonio Agostini (per rammentare un grande compositore in zona mia, Versilia\/Viareggio), ma si pu\u00f2 sconfinare tranquillamente dalla musica colta alla \u201cpopular music\u201d, intesa nel senso pi\u00f9 ampio possibile, citando a caso Art Bears, Death, Tim Buckley, Matmos, Maurizio Bianchi, Makigami Koichi, Naked City, Antony Braxton, Radiohead e molti molti altri.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; In quali modalit\u00e0 la ricerca sonora si pu\u00f2 relazionare oggi con la sperimentazione letteraria?<br \/>\n<\/span>Partendo dal fatto che la sperimentazione in letteratura, almeno in Italia, \u00e8 diventata pi\u00f9 rara e in certi casi \u00e8 un\u2019addomesticazione dovuta all\u2019introiezione acritica dei codici e alla semplificazione indotta dal demone del presenzialismo, ritengo che la ricerca sonora sia sempre pi\u00f9 avanzata di quella letteraria, in ragione di una mentalit\u00e0 pi\u00f9 duttile, mobile a volte, per fortuna, impudica. In effetti i musicisti o gli artisti che si prestano alla scrittura sono spesso, non sempre, pi\u00f9 interessanti dello \u201cscrittore\u201d di mestiere. Rilevo comunque, dal mio minuto punto di vista, che anche le sperimentazioni musicali pi\u00f9 estreme, cio\u00e8 quelle che esistono non grazie alle major, spesso sono autoreferenziali, fanno della ricerca un\u2019isola di identit\u00e0 esclusiva per un certo numero di soci, utilizzando, ancora, una codificazione e un\u2019espressivit\u00e0 riconoscibili, collocabili, sempre per un certo senso di appartenenza.<br \/>\nNon trovo ci sia un grande dialogo tra la ricerca sonora e letteraria oggi. Quando assistiamo a delle letture pubbliche \u201csonorizzate\u201d, ad esempio, nel migliore dei casi il risultato \u00e8 un tappeto sonoro, con qualche picco qua e l\u00e0, informale, adattabile a qualsiasi circostanza. Diverso il discorso per libretti o testi appositamente concepiti per opere o concept. Per\u00f2 ritengo ci sia sempre un equilibrio sbilanciato tra le due espressivit\u00e0, in un senso o nell\u2019altro, spesso c\u2019\u00e8 un rapporto di, per cos\u00ec dire, sudditanza. Le importanti, non recenti eccezioni, che mi sovvengono sono quelle di Berio\/Sanguineti, Nono\/Cacciari, Balestrini\/Stratos e naturalmente Carmelo Bene che trasfigura la parola attraverso il corpo della voce.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; In aggiunta a veterani quali Giovanni Fontana o Jaap Blonk, esiste una nuova generazione di autori in grado di attraversare e fondere i linguaggi, aggiornando e portando avanti il lavoro sulla &#8220;parola parlata&#8221;?<br \/>\n<\/span>Esiste, come si sa, il fenomeno dello \u201cslam poetry\u201d, sorta di esibizione\/gara poetica dove i vari partecipanti salgono sul palco per la declamazione dei loro testi. Non credo che questa modalit\u00e0 sia una forma nuova di intermedialit\u00e0, anzi mi pare che, con forti altalene sulla qualit\u00e0 dei testi, si tratti di una semplice lettura in pubblico, con pi\u00f9 o meno capacit\u00e0 recitativa, con pi\u00f9 o meno <em>appeal<\/em>. L\u2019oralit\u00e0 \u00e8 una dimensione importante del testo, ma se diventa didascalia o ornamento, a mio avviso \u00e8 preferibile che il testo rimanga muto. Mi vengono in mente alcuni nomi come Serena Di Biase, Alessandra Greco e Sara Davidovics che fanno un lavoro molto interessante sul crinale delle arti, per il resto la stagione del corpo \u00e8 quiescente, quella del corpo che vibra, del corpo incandescente che intrattiene col testo un rapporto di esposizione e elevazione a potenza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Come definiresti l&#8217;area di queste &#8220;scritture complesse&#8221;, indagato da\u00a0 [dia\u2022foria nella antologia <em>Continuo<\/em>: sono autori irregolari, che non rientrano in nessuna delle tipologie finora storicizzate della sperimentazione letteraria (dalla Poesia Visiva alla scrittura asemica)?<br \/>\n<\/span>Come accennavo in precedenza quella di \u201cscrittura complessa\u201d \u00e8 una prospettiva critica, non \u00e8 un manifesto o un\u2019indicazione di direzione (se non in senso politico-sociologico), non vuole fare scuola. La \u201cscrittura complessa\u201d individua quelle scritture che sono irriducibili ad equazioni interpretative nette e certe e che intrinsecamente sono dissidenti rispetto alla parola del potere, quella che uniforma e pialla i linguaggi con la volont\u00e0 di instaurare un linguaggio dell\u2019\u201camministrazione totale\u201d, come scriveva Marcuse. Perci\u00f2 non pu\u00f2 parlarsi di \u201carea\u201d, non c\u2019\u00e8 il concetto di trib\u00f9 e di appartenenza, la complessit\u00e0 \u00e8 uno strumento per individuare autori e opere con i percorsi pi\u00f9 disparati: dall\u2019<em>outsider<\/em>, all\u2019esordiente, all\u2019autore con il suo curriculum non necessariamente sperimentale, che magari produce una o pi\u00f9 prove che sono scarto dalla sua norma (un esempio che mi viene facile, seppure rovesciato, \u00e8 il caso di Sebastiano Vassalli dei primi lavori rispetto ai tre quarti della sua produzione successiva, informata al romanzo pi\u00f9 tradizionale; per dire che non c\u2019\u00e8 una regola di uniformit\u00e0, si guarda alla potenza dell\u2019opera).<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Con quale criterio selezioni nuovi autori per le tue edizioni?<br \/>\n<\/span>Quasi ogni autore di [dia\u2022foria \u00e8 stato invitato a Viareggio e diventato un amico.Vino e cibo. Convivialit\u00e0!<br \/>\nAl di l\u00e0 della battuta (per\u00f2 \u00e8 la verit\u00e0) ci sono due percorsi molto chiari: il recupero di autori storici della sperimentazione, o di opere dimenticate o scomparse e l\u2019accoglienza di quegli autori viventi, senza discrimini generazionali, che portano avanti un lavoro di ricerca sulla concettualit\u00e0, progettualit\u00e0 e qualit\u00e0 del testo. L\u2019ultimo aggettivo \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 scivoloso, ma credo di poter dire che si capisce quando uno scrivente scimmiotta i codici senza conoscerli e senza, soprattutto, la capacit\u00e0 di riforgiarli. Suona sordo, non fa pi\u00f9 per noi. Per tutto il resto delle scritture poetiche o in prosa che seguono linee pi\u00f9 canoniche, ci sono decine di editori adatti allo scopo, [dia\u2022foria opera in modo molto pi\u00f9 specifico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Che tipo di reazioni ha il pubblico (suppongo di nicchia) e la critica accademica nei confronti di ricerche letterarie cos\u00ec radicali?<\/span><br \/>\nPer quanto riguarda il pubblico, esiste una comunit\u00e0 di interessati, abbastanza frastagliata tra addetti ai lavori, lettori curiosi, scrittori stessi, che non coincide del tutto con il cosiddetto \u201cpubblico della poesia\u201d, proprio in ragione della multiformit\u00e0 delle proposte. Naturalmente parliamo, come tu dicevi, di numeri contenuti, i nostri canali non sono nazionali, boicottiamo la distribuzione, abbiamo qualche libreria fiduciaria in Italia, ma siamo a tutti gli effetti un tassello di \u201cesoeditoria\u201d. Per quanto riguarda il <em>cot\u00e9<\/em> accademico il lavoro da fare a livello di coscienza, conoscenza e abbattimento del pregiudizio \u00e8 ancora ingente e lungo, ma negli ultimi 20 anni hanno cominciato a spuntare tesi di laurea su Spatola, Gruppo 63, Emilio Villa, Augusto Blotto, ecc anche e soprattutto grazie alla volitivit\u00e0 e alla tenacia di giovani studenti. Per fortuna, d\u2019altro canto, ci sono docenti preparati sulla contemporaneit\u00e0, che sanno collocare e apprezzare l\u2019accelerazione delle dissoluzione delle forme nel novecento, diciamo da Sch\u00f6mberg in poi. Ma in generale si parla di eccezioni e la loro possibilit\u00e0 di dedicarsi ad eventuali collaborazioni \u00e8 sempre messa a repentaglio proprio dal sistema universitario del profitto accademico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Gli anni &#8217;60-&#8217;70 sono stati particolarmente fertili nel campo delle sperimentazioni verbo-visuali e delle ricerche &#8220;intermedia&#8221;, una ricca stagione di scoperte e innovazioni che rischiano di essere obliate: \u00e8 questo il motivo per cui[dia\u2022foria ha ristampato opere fondamentali di autori storici come Adriano Spatola o di personaggi meno noti come Silvano Martini e Antonio Syxty?<br \/>\n<\/span>Quegli anni sono un opificio insostituibile di esperienze, ricerche e sperimentazioni. Il lavoro di [dia\u2022foria nasce dalla necessit\u00e0 di riportare all\u2019attenzione certe opere fondamentali, che al tempo erano pubblicate anche presso grandi editori (due esempi non da poco <em>L\u2019obl\u00f2<\/em> di Spatola che usc\u00ec per Feltrinelli e <em>Una forma di lotta<\/em> di Pignotti per Mondadori) e che oggi possono essere riproposte solo nell\u2019ambito della piccola e microeditoria. L\u2019operazione di ripubblicazione non \u00e8 mai una ristampa fine a se stessa, ma un\u2019operazione che rivivifica il testo con apparati critici nuovi, materiali spesso inediti, ecc. C\u2019\u00e8 poi, come dicevo prima, un percorso parallelo sugli autori viventi, tra i quali a volte si ha la fortuna di scoprire opere totalmente inedite o quasi di uno spessore e una rutilanza commoventi. \u00c8 proprio il caso di Antonio Syxty, di Morena Coppola, Federico Nervi\u2026 Mentre Martini \u00e8 uno dei nostri recuperi eccellenti, sul percorso dell\u2019antiromanzo, rilanciato grazie al benestare di Anterem di Verona.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; La figura del poeta o del letterato ha avuto nella storia momenti di minore e maggiore incidenza sulla vita sociale, oggi pare soccombere alla narrazione dominante, si avverte poi una forte spaccatura anche tra gli intellettuali pi\u00f9 illuminati e le lotte politiche e sociali in atto: \u00e8 una frattura da ricomporre, o ritieni che la trasgressione dei canoni convenzionali della scrittura sia gi\u00e0 di per se una presa di posizione etico-politica?<br \/>\n<\/span>Questa \u00e8 una domanda estremamente importante. A me pare che la classe intellettuale sia scomparsa, o meglio si sia e sia stata insabbiata in una sorta di lungo letargo della tartaruga. Negli ultimi trenta anni il ruolo illuminato degli intellettuali, sugli aspetti politico-sociali, si \u00e8 trasferito su alcuni comici, che hanno poi fatto la fine di quei giornalisti pi\u00f9 \u201cscomodi\u201d verso il potere, cio\u00e8 sono diventati rumore di fondo. Ma \u00e8 evidente che non \u00e8 possibile affidare il contraddittorio allo spettacolo e alla risata intelligente, tutto diventa conforme gioco delle parti e intanto il potere, quello pi\u00f9 bieco, becero e pericoloso delle destre ultraliberali e colonialiste, pu\u00f2 prosperare a scapito di quelle classi sociali pi\u00f9 deboli \u2012 ma anche sostegno, queste classi, di intere nazioni \u2012 che vengono continuamente spremute, tartassate e messe in stallo dal miraggio del benessere diffuso. Questo \u00e8 l\u2019andamento del nostro e di altri paesi e gli intellettuali <em>engag\u00e9<\/em>, quelli che si oppongono fermamente, fuori dalla politica alla politica e concorrono a costruire la coscienza di un popolo fantasma, sono latitanti, non dialogano con le istituzioni, non esiste altres\u00ec una sinistra che sappia esprimere, senza ingerenze, nuove figure di coscienza sociale. Secondo questa prospettiva e in relazione al mondo malato del lavoro, che sottrae pi\u00f9 del cinquanta per cento di vita a un individuo, con ritorni economici vergognosi, l\u2019effrazione del canone letterario \u00e8 una forma politica di resistenza alla semplificazione anche umana che ci circonda; una dimostrazione di come il reale sia stratificato e complesso appunto; una metafora estetica su come sviluppare un pensiero critico e sottrarsi dalle spire della servit\u00f9 volontaria. Nella mia posizione di operaio mi \u00e8 impossibile partecipare attivamente alla vita politica, manifestare concretamente, il sistema \u00e8 troppo stringente, cerco di fare qualcosa con l\u2019impegno sulla letteratura.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Con le infinite possibilit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie, il tradizionale libro fisico come sopravvive e si rapporta ad un&#8217;epoca in cui la multimedialit\u00e0 e la fruizione in digitale paiono essere divenuti il nuovo standard?<br \/>\n<\/span>Credo e mi auguro che il libro avr\u00e0 ancora vita molto lunga. Del resto negli ultimi venti anni l\u2019LP \u00e8 tornato prepotentemente alla ribalta, si spera che l\u2019\u201canalogico\u201d tenga il colpo! Il problema \u00e8 che si legge poco e cose spesso di dubbia qualit\u00e0, questo fa entrare l\u2019industria editoriale in un gorgo inestricabile di crisi: si abbassa sempre pi\u00f9 il livello delle pubblicazioni per interessare un pubblico pi\u00f9 ampio. Purtroppo questo pubblico \u00e8 frutto di uno sgretolamento che vede la sua accelerazione con il sistema berlusconiano e ci vorranno anni per ricostruire un\u2019alfabetizzazione minima individuale. Ma appunto sta anche agli editori e ai librai scommettere su titoli e autori fuori norma, almeno in nome della tanto strombazzata pluralit\u00e0.<br \/>\nIl comportamento di tanti giovani studenti (questo mi \u00e8 sembrato di scorgere) \u00e8 quello di rivolgersi anche ai canali tecnologici perch\u00e9 un ebook o un pdf sono pi\u00f9 facilmente malleabili nella prospettiva di una citazione ad esempio. (Anche se l\u2019ebook sconvolge il concetto di libro eliminando la numerazione delle pagine e dando conto di un avanzamento percentuale della lettura, questo non credo sia cosa buona). Ma in linea di massima molti sono ancora innamorati della carta, \u00e8 che spesso fanno fatica ad acquistare per motivi economici.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">&#8211; Hai operato a lungo a cavallo tra performance art e altri linguaggi, interessandoti anche a personaggi della Industrial Culture, mentre oggi il tuo lavoro si esplica soprattutto nella scrittura: cosa stai approntando, sia nella tua produzione personale che con [dia\u2022foria?<br \/>\n<\/span>S\u00ec la <em>performance art<\/em> \u00e8 stata una stagione piuttosto lunga e importante per me, ma di base il mio lavoro \u00e8 sempre stato sulla scrittura, poi nel 2010, esaurite certe istanze, ho attivato il progetto editoriale [dia\u2022foria. Avevo bisogno di una dimensione pi\u00f9 ritirata e \u201cpoliticamente\u201d pi\u00f9 esposta a un tempo. Per la performance sto comunque accarezzando qualche nuova idea, ma in relazione al corpo-voce, non pi\u00f9 quelle scorribande fisiche di un tempo, gli anni passano!<br \/>\nPer quanto riguarda la mia scrittura personale sul finire del 2024 \u00e8 uscito, per Anterem di Verona, <em>I taglienti \u2013 trusioni e sfalci dall\u2019Ordet<\/em>, un progetto su cui ho lavorato quasi otto anni, questo ti dice che non sono molto prolifico. Per [dia\u2022foria i progetti attivi sono molti, ci vorr\u00e0 tempo, ma cercheremo di fare tutto. Per dare qualche accenno: con Luigi Severi siamo in procinto di inaugurare una nuova collana di scrittori del \u2019500\/\u2019600; a breve sar\u00e0 pronto il primo libro della traduzione integrale di <em>A<\/em> di Louis Zukofsky; sto curando con Francesco Muzzioli il secondo volume delle opere poetiche di Gianni Toti; nel 2026 uscir\u00e0 <em>Verso la poesia totale<\/em> di Adriano Spatola, le opere di Biagio Cepollaro, un libro antologico e di saggi su Augusto Blotto, il secondo repertorio di scritture complesse <em>Continuo<\/em> e diverse pubblicazioni di autori per lo pi\u00f9 inediti e di grande valore lettrario e sovversivo. Insomma questo e altro, prevedendo i prossimi tre anni gi\u00e0 quasi saturi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2809\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-578x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-578x1024.jpg 578w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-768x1362.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-866x1536.jpg 866w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-1155x2048.jpg 1155w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-338x600.jpg 338w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-90x160.jpg 90w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2026\/03\/Daniele-Poletti-scaled.jpg 1444w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/>Daniele Poletti, Viareggio, 1975. Fondatore e promotore del progetto culturale [dia\u2022foria (www.diaforia.org), si occupa di poesia, scritture sperimentali e performance. Teorico della \u201cscrittura complessa\u201d, analizza e produce materiali, non solo letterari, secondo questa ottica proteiforme. Alcuni libri all\u2019attivo, tra cui <em>Ottativo <\/em>(Prufrock spa edizioni, 2016) e<em> I taglienti<\/em> (Anterem edizioni, 2024); qualche partecipazione su riviste e blog.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BLOW UP , dicembre 2025, esce un articolo su [dia\u2022foria e Daniele Poletti, a cura di Vittore Baroni, nella rubrica \u00abCABINET OF CURIOSITIES, stranezze e rarit\u00e0 tra ieri e oggi\u00bb. Riportiamo le scansioni direttamente dalla rivista, ringraziando il direttore Stefano Isidoro Bianchi e naturalmente Vittore Baroni. 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