{"id":2736,"date":"2025-09-03T16:34:41","date_gmt":"2025-09-03T16:34:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2736"},"modified":"2025-09-06T05:51:02","modified_gmt":"2025-09-06T05:51:02","slug":"separazioni-jump-cuts-marco-mazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2025\/09\/03\/separazioni-jump-cuts-marco-mazzi\/","title":{"rendered":"SEPARAZIONI\/JUMP CUTS &lt; = &gt; Marco Mazzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #bd0404;font-size: 48px\">Marco Mazzi<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #bd0404;font-size: 48px\">SEPARAZIONI\/JUMP CUTS<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #bd0404;font-size: 48px\">fase zero (matrice)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[dia\u2022foria Marco Mazzi \u2012 SEPARAZIONI\/JUMP CUTS\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QvWmRFtIv6w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 20px\">Marco Mazzi \u2013 Separazioni\/Jump Cuts<\/span><\/h1>\n<div style=\"text-align: center\">Formato: 19\u00d730 cm<br \/>\nPagine: 288<br \/>\neuro 22,00<br \/>\na cura di Daniele Poletti<br \/>\nnota critica: Alessandro De Francesco<br \/>\n[dia\u2022foria, giugno 2025<br \/>\ncollana: floema \u2013 esplorazioni della parola<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"color: #bd0400\">Nota critica di<em> Alessandro De Francesco<\/em><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ogni scrittura che non racconti niente di specifico e che non crei una finzione<br \/>\nlineare intesa come cronotopo definito \u00e8 da riceversi come un\u2019esperienza<br \/>\ndel reale che ci circonda. Se la scrittura viene percepita e vissuta,<br \/>\npiuttosto che interpretata e capita, tutta la famosa storia dell\u2019oscurit\u00e0 della<br \/>\npoesia svanisce. Nessuno si chiede cosa significhi entrare in una stanza,<br \/>\ntoccare un corpo, o mangiare una pietanza, perch\u00e9 queste esperienze non<br \/>\ncorrispondono immediatamente a un sistema di segni. La scrittura di<br \/>\n<em>Separazioni \u2013 Jump cuts<\/em>, bench\u00e9 costellata qua e l\u00e0 da personaggi e da<br \/>\nscene narrate, non \u00e8 una scrittura di finzione: essa si presenta in oggetti,<br \/>\npercetti, concetti, spazi che non creano a loro volta un mondo parallelo, ma<br \/>\n\u201cfanno mondo\u201d, nel senso che ci permettono di entrare nella realt\u00e0, quella<br \/>\ndi tutti, da angoli inediti. In questo senso, <em>Separazioni \u2013 Jump cuts<\/em> mette in<br \/>\natto una vera e propria<em> scrittura-esperienza<\/em>, che traduce il reale in una serie<br \/>\ndi processi testuali volti a mantenere la complessit\u00e0, in senso propriamente<br \/>\nepistemologico, del modo in cui lo esperiamo.<br \/>\nLa nozione di \u201cscrittura complessa\u201d, cara alla casa editrice<br \/>\n[dia\u2022foria e al suo progetto teorico, \u00e8 profondamente appropriata per descrivere<br \/>\nil lavoro di Mazzi: al di l\u00e0 di certi valori, lo sviluppo di un sistema<br \/>\ncomplesso \u00e8 imprevedibile e il suo comportamento non \u00e8 lineare.<br \/>\nImprevedibilit\u00e0 e non-linearit\u00e0 caratterizzano queste pagine sotto forma di<br \/>\nsovrapposizioni dei piani dell\u2019immaginario e di temporalit\u00e0 multiple, invertite<br \/>\ne sovvertite. Un sistema complesso presuppone inoltre dei modelli<br \/>\ndi descrizione multidimensionali e aperti, che ritroviamo nell\u2019andamento<br \/>\ndel testo di Mazzi, nella sua potenziale infinit\u00e0 e nella molteplicit\u00e0 dei<br \/>\npunti di vista che si succedono rapidamente nel testo fino a creare una sorta<br \/>\ndi caleidoscopio della percezione.<br \/>\nPer ottenere questo tipo di risultato, il libro \u00e8 stato composto mediante<br \/>\ntecniche esse stesse molteplici: ripetizioni, trasformazioni e permutazioni<br \/>\ndi materiali di partenza nei quali si mischiano fasi di scrittura<br \/>\nsoggettiva, come in un flusso di coscienza focalizzato non sull\u2019esperienza<br \/>\nindividuale, ma su una massa di immagini in dialogo aperto; fasi di scrittura<br \/>\nconcettuale, dove il testo si fa evento attraverso il processo stesso del suo<br \/>\nsviluppo; e fasi di scrittura cosiddetta \u201cnon-creativa\u201d, dove il testo \u00e8 prelevato<br \/>\nda fonti eterogenee ed esterne all\u2019opera \u2013 spesso e volentieri reperite<br \/>\nsu internet, che l\u2019autore considera un ricettacolo di storie ben pi\u00f9 interessanti<br \/>\ndi quelle di finzione \u2013, che vengono in seguito rielaborate e iniettate<br \/>\nnel flusso testuale. Ad esse si aggiunge una concezione della scrittura,<br \/>\nsecondo le parole dello stesso autore, come \u201cnoise\u201d, ovvero come performance<br \/>\no installazione verbale in cui il testo \u00e8 trattato mediante filtri, effetti,<br \/>\ndilatazioni e compressioni, come si farebbe con della materia sonora.<br \/>\nUna frase come la seguente: \u00abci\u00f2 che sto scrivendo ora (sono le<br \/>\n16:38) \u00e8 una montagna che si trasforma, un mare che si ritira\u00bb pu\u00f2 essere<br \/>\nintesa quale dichiarazione di poetica riferita ai processi di trasformazione<br \/>\nin atto. Non mancano altri indizi sul modo in cui l\u2019opera \u00e8 stata costruita:<br \/>\n\u00abquesto testo sar\u00e0 imballato, credo. \/ sar\u00e0 spostato, spedito, e non so come<br \/>\n(se ci sono parole, allora c\u2019\u00e8 un reale, in senso ingenuo)\u00bb. L\u2019imprevedibilit\u00e0<br \/>\ndella scrittura complessa investe lo stesso autore (\u00abnon so come\u00bb)<br \/>\ne il linguaggio si fa recensione diretta, \u00abingenua\u00bb, del reale. Il testo di<br \/>\n<em>Separazioni \u2013 Jump Cuts<\/em> \u00e8 un\u2019auto-permutazione ed \u00e8 imprevedibile a s\u00e9<br \/>\nstesso. Altrove (ad esempio in <em>Nihil<\/em>, Gli Ori 2023) Mazzi ha lavorato anche<br \/>\ncon traduttori ad intelligenza artificiale, di cui si percepisce un\u2019eco formale<br \/>\ne di registro anche nella scrittura di <em>Jump Cuts<\/em>, dove l\u2019autore non ha<br \/>\nutilizzato direttamente tali dispositivi. Ma l\u2019eco dell\u2019IA rimane appunto<br \/>\nin questa idea di permutazione infinita, cara all\u2019autore, secondo la quale<br \/>\nil testo qui presentato \u00e8 soltanto una fase e una versione provvisoria, che<br \/>\npotrebbe benissimo evolvere ulteriormente (e imprevedibilmente, secondo<br \/>\ni criteri di complessit\u00e0 illustrati sopra) applicando nuovi filtri e nuovi<br \/>\npassaggi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2739\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-578x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-578x1024.jpg 578w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-768x1362.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-866x1536.jpg 866w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-1155x2048.jpg 1155w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-338x600.jpg 338w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-90x160.jpg 90w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/copertina-mazzi-scaled.jpg 1444w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/div>\n<div>Contrariamente a quanto si potrebbe forse pensare leggendo queste<br \/>\nbrevi osservazioni, <em>Separazioni \u2013 Jump Cuts<\/em> \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano vi<br \/>\npossa essere da un approccio formalista. Le tecniche utilizzate per realizzarlo<br \/>\nsono in fondo meri mezzi, per quanto importanti, per l\u2019esperienza del<br \/>\ntesto nel suo insieme, le parti di \u201cflusso di coscienza\u201d rimangono centrali,<br \/>\ne soprattutto il lavoro di Mazzi non \u00e8 mai calcolato n\u00e9 intellettualizzato.<br \/>\nIn questo Mazzi, come scrittore e come artista, anzi in quanto scrittore-artista,<br \/>\n\u00e8 in grado di uscire dal Novecento e di proporre un discorso decisamente<br \/>\ncontemporaneo: fare della scrittura un luogo di sperimentazione<br \/>\nnon significa assumere un partito preso avanguardistico in cui l\u2019oggetto<br \/>\nsi sostituisce al soggetto, la forma all\u2019emozione. Come i vari piani della<br \/>\nscrittura si mischiano in modo indistinto e produttivo, cos\u00ec anche la<br \/>\nconcettualit\u00e0 e l\u2019emotivit\u00e0 diventano complici nell\u2019andamento di un testo-<br \/>\nesperienza che si emancipa da qualsiasi presupposto, formale ma anche<br \/>\nideologico, che ne detti lo sviluppo. Una cosa per\u00f2 resta nella poetica<br \/>\ndell\u2019autore dell\u2019eredit\u00e0 \u201csperimentale\u201d di un\u2019avanguardia peraltro pi\u00f9 europea<br \/>\nche unicamente italiana: la nozione stessa di scrittura che, come gi\u00e0<br \/>\nprevedeva Philippe Sollers in <em>Logiques<\/em> (1968), si sostituisce storicamente<br \/>\na quella di letteratura, e si sottrae, come anche in questo caso, a qualsiasi<br \/>\ndeterminazione non solo formale, ma anche generica. <em>Separazioni \u2013 Jump<\/em><br \/>\n<em>Cuts<\/em> \u00e8 poesia in prosa, prosa poetica, narrazione non finzionale, scrittura<br \/>\nlibera o non-creativa, tutto insieme, fino a che tali definizioni possano essere<br \/>\nabbandonate in favore di un\u2019esperienza nuda \u2013 secondo un aggettivo<br \/>\nricorrente nell\u2019opera \u2013 del testo come mondo. Se la pratica artistica in tutte<br \/>\nle sue manifestazioni, specialmente quelle pi\u00f9 ibride, \u00e8 una storia di esplorazione<br \/>\ne di rischio, quest\u2019opera affronta con coraggio, nell\u2019evoluzione del<br \/>\nsuo flusso testuale, due imprevedibilit\u00e0 parallele: quella del reale stesso<br \/>\nnella sua complessit\u00e0 e quella di un processo testuale non ancora definito,<br \/>\nproteso verso il futuro e l\u2019ignoto della scrittura.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2740 size-large\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-1024x578.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"578\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-1536x866.jpg 1536w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-2048x1155.jpg 2048w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/mazzi-interno-280x158.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: 14px\"><strong>Marco Mazzi <\/strong>(Firenze, 1980) \u00e8 artista multimediale. Si occupa principalmente di video arte. Ha esposto presso il Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci (Prato), il Museo laboratorio di arte contemporanea (MLAC, Roma), lo Yokohama Museum of Art (Yokohama, Giappone), il Watari Museum of Contemporary Art (Tokyo), il 798 Art District di Beijing, il Museo di scultura e architettura di Pietrasanta e in gallerie private, fra le quali: Daniele Ugolini Contemporary, Frittelli arte contemporanea, Cartavetra. Si interessa alla scena culturale e politica dell&#8217;Albania, dove participa a residenze artistiche e collaborazioni presso il Department of Eagles e il DebatikCenter of Contemporary Art di Tirana. <\/span><span style=\"font-size: 14px\">Fra le pubblicazioni ricordiamo: <em>Relational Syntax <\/em>(Maschietto Editore, Firenze, 2012, in collaborazione con la Fondazione Nomas, il Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci e la Galleria Scaramouche), <em>Uninspired Architecture<\/em> (Maschietto Editore, Firenze, 2014), <em>Inconscio ambientale<\/em> (a cura di Erica Romano, SilvanaEditoriale, Milano, 2018), <em>Lapidari <\/em>(con Vincent WJ van Gerven Oei, Punctum Books, New York, 2015), <em>Beta Exercise, The Theory and Practice of Osamu Kanemura<\/em> (con Vincent WJ van Gerven Oei, Punctum Books, New York, 2019), <em>Control<\/em> (Con Armando Lulaj, Silvana Editoriale, Milano, 2020),<em> Industrial<\/em> (con Elisabetta Porcinai, Mousse Publishing, Milano, 2021), <em>Mental Dough<\/em> (con Alessandro De Francesco, Gli Ori, Pistoia, 2022), <em>Nihil <\/em>(a cura di Silvia Concari, Gli Ori, Pistoia, 2023). <\/span><span style=\"font-size: 14px\">Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazi<\/span><span style=\"font-size: 14px\">onali nell&#8217;ambito della video arte e del cinema sperimentale. Vive e lavora fra Firenze, To<\/span><span style=\"font-size: 14px\">kyo e Tirana.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2741\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-400x600.jpg 400w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-107x160.jpg 107w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/09\/marco-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Mazzi SEPARAZIONI\/JUMP CUTS fase zero (matrice) &nbsp; &nbsp; Marco Mazzi \u2013 Separazioni\/Jump Cuts Formato: 19\u00d730 cm Pagine: 288 euro 22,00 a cura di Daniele Poletti nota critica: Alessandro De Francesco [dia\u2022foria, giugno 2025 collana: floema \u2013 esplorazioni della parola &nbsp; Nota critica di Alessandro De Francesco Ogni scrittura che non racconti niente di specifico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78,120,8,7,231,214,10],"tags":[217,31,216],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2736"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2738,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736\/revisions\/2738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}