{"id":2710,"date":"2025-06-29T10:33:57","date_gmt":"2025-06-29T10:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2710"},"modified":"2025-06-30T16:03:13","modified_gmt":"2025-06-30T16:03:13","slug":"the-forty-years-later-project-vol-1-colloquiale-n-20-antonio-syxty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2025\/06\/29\/the-forty-years-later-project-vol-1-colloquiale-n-20-antonio-syxty\/","title":{"rendered":"The Forty Years Later Project, vol. 1 + Colloquiale n. 20 &lt; = &gt; Antonio Syxty"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 60px;color: #202099;font-family: georgia, palatino, serif\">ANTONIO SYXTY<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 60px;color: #202099;font-family: georgia, palatino, serif\">THE FORTY YEARS LATER PROJECT, VOL. 1<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il booktrailer:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[dia\u2022foria Antonio Syxty \u2012 The Forty Years Later Project, vol. 1\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/folK1OTqNrE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Antonio Syxty &#8211; The Forty Years Later Project, vol. 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Formato: 18&#215;28 cm<br \/>\nPagine: 304 + 52<br \/>\neuro 27,00<br \/>\na cura di Daniele Poletti<br \/>\nsaggio critica: Marcello Sessa<br \/>\n[dia\u2022foria, giugno 2025<br \/>\ncollana: floema &#8211; esplorazioni della parola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\"><strong>Dal saggio di Marcello Sessa:<\/strong> <em>Un calamaio di fotografie. Afasie ricettive a fronte di un regesto transtestuale siglato A.S.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Trovarsi \u2013 davvero? \u2013 di fronte a un massiccio segmento<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">del \u00abPrimo Famoso e Improbabile Archivio di Antonio<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Syxty\u00bb \u00e8 un\u2019eventualit\u00e0 molto simile a quella in cui si<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">\u00e8 sorpreso \u2013 per finta? \u2013 il narratore del capolavoro che<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Jean Potocki ha redatto, con spasmodica incostanza, in<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">ben tre versioni (1794, 1804, 1810); \u00e8 come incappare in<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">un manoscritto \u201ctrouv\u00e9\u201d a Saragozza. Lo spiega bene il<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">personaggio che innesca la macchina romanzesca del<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">conte franco-polacco; straniato in terra straniera, \u00e8 curiosissimo<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">di entrare in \u00abune petite maisonnette assez<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">bien b\u00e2tie, que je crus d\u2019abord n\u2019avoir encore \u00e9t\u00e9 visit\u00e9e<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">par aucun Fran\u00e7ais\u00bb: \u00abSeulement j\u2019aper\u00e7us par terre,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">dans un coin, plusieurs cahiers de papier \u00e9crits\u00bb. L\u2019Archivio<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">syxtyano, in prima battuta, richiede l\u2019esame pi\u00f9 prudente<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">possibile, e appare una potockiana \u201cmoltitudine di<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">quaderni di carta scritta\u201d; la perizia letterale preventiva<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">garantisce referti successivi maggiormente articolati:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">pare ovvio, ma sulla carta si possono scrivere moltissime<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">cose e in moltissimi modi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Il soggetto che per avventura scorge \u2013 appercepisce: il francese tinge filosoficamente quel verbo di uso comune \u2013 un oggetto-testo siffatto comincia dal \u201cgrado zero\u201d della scrittura (come inconsciamente fa Roland Barthes: \u00abLa langue est comme une Nature qui passe enti\u00e8rement \u00e0 travers la parole de l\u2019\u00e9crivain, sans pourtant lui donner aucune forme, sans m\u00eame la nourrir\u00bb) e culmina, se ne approfondisce l\u2019ispezione, con \u201cla letteratura al secondo grado\u201d (come consciamente fa G\u00e9rard Genette: \u00abL\u2019objet de la po\u00e9tique [\u2026] n\u2019est pas le texte, consider\u00e9 dans sa singularit\u00e9 [\u2026], mais l\u2019architexte, ou si l\u2019on pref\u00e8re l\u2019architextualit\u00e9 du texte, [\u2026] \u201cla litt\u00e9rature de la litt\u00e9rature\u201d\u00bb): inaugura un viaggio dalle condizioni di esistenza dello scrittorio fino alle condizioni di possibilit\u00e0 del letterario. Compiere questo percorso richiede anzitutto l\u2019elasticit\u00e0 semiotica necessaria per passare, sempre con lessico barthesiano, dalla \u00abmalinconia\u00bb alla \u00abfelicit\u00e0\u00bb del segno; ovvero accorgersi della rigidit\u00e0 del codice e della \u201cfalsa coscienza\u201d dell\u2019istituzione letteraria che, artificiale per statuto, si vuole naturale in apparenza. L\u2019emancipazione segnica \u2013 Giorgio Patrizi ha chiosato \u2013 \u00abavviene ad un livello preciso del linguaggio. Non al livello della denotazione quanto a quello della connotazione\u00bb; sciolto il carattere castrante del testo, esso si spoglia nel nome del piacere e del desiderio, che per Barthes corrisponde a un libero \u00abtrascorrere dei significanti\u00bb: a un <em>textum <\/em>come <em>texture<\/em> del possibile. Il segno \u00e8 felice, poich\u00e9 massimamente gode di tutto ci\u00f2 che plausibilmente pu\u00f2 fare se\u00a0 organizzato in scrittura desiderante, che \u00absi sdoppia in una ricerca del desiderio nel momento in cui si scoprono le [sue] capacit\u00e0 di aderirvi\u00bb. Acceso il suo polo \u201cmaniaco\u201d a detrimento di quello \u201csaturnino\u201d, la testualit\u00e0 di Syxty si infuoca e si propaga dove meglio riesce, badando che non si calpestino nemmeno le sue ceneri; le sue unit\u00e0 sono \u00aboscilloscopi\u00bb che si compiacciono del loro bipolarismo e che \u00abmisurano [l\u2019]intelligenza con attrezzature avveniristiche\u00bb. Nelle pagine che a queste si accompagnano, la \u201cfase maniacale\u201d impazza, nessun impulso \u00e8 sublimato e le oscillazioni sono frenetiche, per il fatto che il testo che imbastiscono (de-codificato, de-connotato e sfrenatamente denotato) si incardina in \u00abuna rifondazione del linguaggio, insomma, proprio nel luogo e del momento della sua destrutturazione: una nuova comunicativit\u00e0, nella non comunicazione\u00bb. Il segno \u201cdepresso\u201d \u00e8 dall\u2019autore subito agitato a suo piacimento e a suo piacere: \u00abLa vogliamo svelare questa frase? | T\u2019insegner\u00f2 io a sfasciare la macchina da scrivere!\u00bb. Dopo avere temperato il segno syxtyano (da freddo connotato di significati a caldo denotato di significanti), il soggetto che lo risquadra \u00e8 obbligato a fare un doppio movimento; a scinderne la lettura per il momento in due binari, con una procedura analogica che consenta di percepirne la coalescenza gi\u00e0 menzionata di scrittorio e di scritturale: requisito indispensabile al successivo orientamento nei <em>texta<\/em> (sono molteplici e sono incastrati) che il segnico compone. Il primo asse di questa dinamica \u00e8 puntato all\u2019indietro; Syxty impone di retrocedere alle origini del grafo: alle sue scaturigini essenziali pi\u00f9 che alla sua causalit\u00e0 genetica. [&#8230;] <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-large wp-image-2721\" src=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-1024x745.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"745\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-768x559.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-1536x1118.jpg 1536w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-2048x1490.jpg 2048w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-600x437.jpg 600w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/40-years-1-220x160.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Le figurazioni surrealiste di Max Ernst, cos\u00ec, sarebbero omologhe, nella loro composizione, a riflessioni sulle invarianti mitologiche di societ\u00e0 in societ\u00e0; al contrario, invece, la loro retrospezione e retrocessione a un <em>minimum<\/em> figurativo per spalancare l\u2019inconscio dovrebbe essere vista come una variante presente della figurazione archetipa, condotta con i rudimenti del mestiere faticosamente rintracciati \u201cin levare\u201d. Con intento affine Syxty consegna, esprimendosi, le ossa del linguaggio. Dopo alcune indicazioni di massima circa il suo Archivio, viene ammesso che \u00abtutto comincia con una scritta\u00bb, e che quella scritta manco \u00e8 tracciata da chi scrive; viene documentato che \u00e8 stata vista, fotografata e raccolta nel 1978; viene dichiarato che \u00abper un caso della sorte \u00e8 rimasto solo quel frammento strappato\u00bb: un frammento del raccoglitore che la conteneva. Cosa fare? Mostrarla \u00abin una copia fotostatica in bianco e nero in modo che possiate essere testimoni di un fatto che \u00e8 realmente accaduto\u00bb, e cominciare \u2013 proprio da una d\u00e9chirure testuale \u2013 a squadernare l\u2019archiviato. L\u2019impresa \u201ctexturale\u201d di Syxty, che gi\u00e0 in questa monade minuscola stratifica, moltiplica e perverte parecchi codici segnici \u2013 ma di questo si dir\u00e0 meglio e a parte \u2013 si avvia accogliendo il linguaggio verbale al suo interno a patto che sia segno barthesianamente \u201ccaldo\u201d: de-codificato. Grazie al primo spostamento posteriore, alla volta dello scrittorio, l\u2019autore ammonisce che l\u2019opera non sar\u00e0 soltanto da leggere, da decodificare, e che le parole verranno trattate alla stregua di \u201cscritte\u201d: di scrizioni \u201cincarnate\u201d, di vive ritenzioni del gesto, della voce e del corpo di chi le ha emesse. Syxty compone quindi variazioni\u00a0 primigenie sul <em>gr\u00e1phein<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">Il secondo asse della dinamica di lettura sopra accennata \u00e8 orientato, invece, in avanti. Se lo scrittorio si d\u00e0 originariamente, lo scritturale amplia considerevolmente (e progressivamente) le proprie condizioni di possibilit\u00e0; ne risulta che i segni \u201cben temperati\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\">si organizzano in pattern e che la scrittura viene destituita. Il verbale \u00e8 detronizzato, e deve spartire lo spazio del testo con linguaggi altri: il visivo grafico, il visuale fotografico-indessicale, il gestuale e il sonoro. Questi ultimi sono interconnessi alla performance art e al teatro, praticati dall\u2019eteronimo dell\u2019estensore A.S., nel nome di una pessoana \u201cpluralit\u00e0\u201d e su un binario non parallelo bens\u00ec tangente la<em> fictio<\/em> artistico-letteraria; anzi proprio come in Fernando Pessoa, egli deve appunto alla finzione la messa in opera concreta: \u00abIo stesso non so se questo io, che vi espongo in questa serie di pagine che scorrono, esista realmente, oppure sia soltanto un concetto estetico e falso. Mi vivo esteticamente in un altro\u00bb. Subentra addirittura la dimensione temporale, che la scrittura syxtyana manipola a piacimento e con inapparente metodo incrociando, in virt\u00f9 di un\u2019attrezzatura espressiva completa, referenze a una temporalit\u00e0 <em>lato sensu<\/em> \u201cstorica\u201d e una temporalit\u00e0 nell\u2019insieme \u201cfinzionale\u201d. Paul Ricoeur \u2013 a cui spetta la paternit\u00e0 di questo schema \u2013 ha concluso che, in mezzo a tale incrocio, \u00abbisogna allargare lo spazio di lettura aprendolo a ogni forma di grafia\u00bb, se si vuole accedere alle problematicit\u00e0 teoriche del racconto che \u00e8 \u201crifigurazione effettiva del tempo\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif\"><strong>COLLOQUIALE N. 20 (intervista ad Antonio Syxty)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[dia\u2022foria Colloquiale n\u00b0 20 con Antonio Syxty\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3pqr_rrmL-8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14px\">Antonio Syxty nasce a Buenos Aires e vive a Milano, dove si dedica all\u2019arte visiva, alla performance e alla regia. Ancora studente di liceo redige autonomamente una tesi sulle scritture visuali e d\u2019avanguardia in Italia (1940-1974), preludio al suo percorso artistico.Dopo una formazione tra il 1975 e il 1976 negli Stati Uniti in Art and Drama e creative writing, torna in Italia e realizza numerose art-performance. Nel 1978 fonda <em>Oh-ART!<\/em>, manifesto concettuale, e crea l\u2019<em>Antonio Syxty Fan Club<\/em>, progetto autobiografico volutamente fittizio. Partecipa a installazioni e performance in citt\u00e0 italiane ed europee come Napoli, Roma, Bologna, Vienna e Londra. Alla fine degli anni \u201970 si afferma come performer in gallerie e spazi underground, collaborando con figure di rilievo dell\u2019arte, del design e della musica come Alessandro Mendini, Nanda Vigo, Franco Battiato, Ivan Fedele, Andrea Branzi, Mauro Staccioli, Cinzia Ruggeri, Elio Fiorucci, Krizia e altri. Negli anni \u201980 espone opere su carta e tela nei circuiti artistici milanesi, con un linguaggio influenzato dall\u2019 arte concettuale, comportamentale, con richiami alla body art. Forti sono le influenze di Marcel Duchamp, Vito Acconci, John Baldessari, Sol LeWitt, On Kawara, Allan Kaprow, Gina Pane. Parallelamente realizza scritture visive e intrattiene carteggi con Ugo Carrega, Arrigo Lora-Totino, Emilio Isgr\u00f2, Adriano Spatola, Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti, Antonio Porta. Il suo lavoro di scrittura rimane principalmente inedito con rare eccezioni. Negli anni \u201990 si concentra sulla regia teatrale e multimediale, senza mai abbandonare l\u2019arte visiva e la performance, considerandosi un regista di spazi e situazioni. Collabora con RAI e Mediaset per progetti di regia facendo cinema, televisione, pubblicit\u00e0, moda, concerti, eventi live e installazioni. Attualmente \u00e8 coordinatore artistico di MTM &#8211; Manifatture Teatrali Milanesi della Fondazione Palazzo Litta per le Arti e svolge attivit\u00e0 di content creative su canali digitali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14px\"><strong><a href=\"http:\/\/antoniosyxty.com\/\">antoniosyxty.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-819x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"819\" height=\"1024\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2723\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-1228x1536.jpg 1228w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-480x600.jpg 480w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1-128x160.jpg 128w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2025\/06\/Antonio-Syxty-1.jpg 1230w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTONIO SYXTY THE FORTY YEARS LATER PROJECT, VOL. 1 &nbsp; Il booktrailer: &nbsp; Antonio Syxty &#8211; The Forty Years Later Project, vol. 1 Formato: 18&#215;28 cm Pagine: 304 + 52 euro 27,00 a cura di Daniele Poletti saggio critica: Marcello Sessa [dia\u2022foria, giugno 2025 collana: floema &#8211; esplorazioni della parola &nbsp; &nbsp; Dal saggio di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78,256,22,8,49,7,231,50,214,10],"tags":[195,187,31,261,210,259,260],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2710"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2710"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2730,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2710\/revisions\/2730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}