{"id":2447,"date":"2022-06-18T10:00:07","date_gmt":"2022-06-18T10:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2447"},"modified":"2022-06-18T10:00:07","modified_gmt":"2022-06-18T10:00:07","slug":"loblo-adriano-spatola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2022\/06\/18\/loblo-adriano-spatola\/","title":{"rendered":"L&#8217;obl\u00f2 &lt; = &gt; Adriano Spatola"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[dia\u2022foria   Adriano Spatola \u2012 L&#039;obl\u00f2\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/v6GaJfio-Xo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 24px\">\u00c8 uscita, a cura di Giovanni Fontana e Daniele Poletti, <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/pubblicazioni-di-dia%E2%80%A2foria\/dia%e2%80%a2foria-30-adriano-spatola-loblo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una nuova edizione dello storico, unico romanzo di Adriano Spatola,<em> L\u2019obl\u00f2<\/em><\/a>, pubblicato nel 1964 da Feltrinelli (con in appendice, a completare l\u2019opus narrativo dell\u2019autore di <em>Verso la poesia totale<\/em>, anche il racconto <em>Apocolocyntosis<\/em>), accompagnato da testi critici di Fontana, Francesco Muzzioli e Chiara Portesine.<br \/>\nIl volume (pp. 264, \u20ac 25) inaugura la collana \u00abTOTALE. Adriano Spatola e altre scritture\u00bb. Dopo l&#8217;edizione di <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/pubblicazioni-di-dia%E2%80%A2foria\/dia%e2%80%a2foria-24-adriano-spatola-opera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> Opera<\/a> (che raccoglie tutte i lavori lineari e visuali del poeta) prosegue la riproposta dell\u2019opera di Spatola, iniziata due anni fa, e si apre, con questo rinnovato progetto, un percorso verso quelle scritture che stanno al confine tra verbale e visivo o che comunque rappresentano <\/span><span style=\"font-size: 24px\">un&#8217;oltranza del segno, proprio secondo lo spirito spatoliano e nella prospettiva antidogmatica e politicamente necessaria di una scrittura complessa.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2448\" aria-describedby=\"caption-attachment-2448\" style=\"width: 516px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2448\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2022\/06\/copertina-feltri.jpg\" alt=\"\" width=\"516\" height=\"842\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2448\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;obl\u00f2<\/em>, edizione Feltrinelli del 1964<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 60px;color: #ff0000\">ESTRATTI CRITICI<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 36px\"><strong>L\u2019obl\u00f2: il romanzo come sublimazione<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 36px\"><strong>della scrittura performativa<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 28px\">Giovanni Fontana<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soprattutto una delle indicazioni della copertina de L\u2019obl\u00f2, ben evidenziata in una vera e propria anticipazione delle attuali word cloud, spinge a inquadrare l\u2019opera spatoliana come un \u201cromanzo pop\u201d. Del resto il suggerimento verbovisivo, dovuto al curatore della grafica del libro, proviene da quanto \u00e8 scritto, verosimilmente dallo stesso Spatola, nella quarta di copertina. L\u00ec, infatti, oltre a dichiarare la connessione diretta con \u00abi contenuti dei<br \/>\nmass-media che riflettono i sistemi di valore esistenti nella societ\u00e0\u00bb, si segnala come \u00ab[p]i\u00f9 che naturale\u00bb il \u00abriferimento a certe recenti esperienze musicali (Cage, Schnebel, Kagel), alla pittura d\u2019assemblage e, sotto certi aspetti, alla pop-art\u00bb.<br \/>\nLa nuvola di parole, che nella corrente praticabilit\u00e0 di rete riassume il quadro generale delle informazioni e visualizza i concetti chiave, assegnando, su scala dimensionale, differente peso grafico in base alla frequenza di ricorrenza nel testo, qui evidenzia con un corpo tipografico maggiore la parola \u201cpop\u201d, come per sottolinearne l\u2019importanza in analogia con quanto si andava facendo in queglianni nelle partiture di poesia sonora, sulla scia delle suggestioni optofonetiche futur-dada.<br \/>\n[&#8230;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 36px\">Lenti, macchine fotografiche e voyeurismo<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 36px\">intertestuale: il buco dello sguardo<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 36px\">nell\u2019<em>Obl\u00f2<\/em> di Adriano Spatola<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 36px\"><span style=\"font-size: 28px\">Chiara Portesine<\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 36px\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019obl\u00f2 <\/em>\u00e8 un curioso manufatto, un cine-romanzo vertoviano in cui tutto, letteralmente, si trasforma in occhio \u2013 anzi, in una cavit\u00e0 oculare vuota su cui viene montata una lente periscopica. Un occhio culturalizzato, insomma, che riflette criticamente le strutture e le sovrastrutture del reale. Se, come scrive Francesco Muzzioli, il dispositivo dell\u2019\u201cobl\u00f2\u201d funziona anzitutto come obiettivo fotografico non sar\u00e0 difficile stabilire un immediato parallelismo con <em>Il grande angolo<\/em> di Giulia Niccolai, pubblicato due anni dopo nella stessa collana feltrinelliana delle \u00abComete\u00bb. Una certa reversibilit\u00e0 tra i due libri si disvela proprio nella costante necessit\u00e0 di frapporre filtri visivi tra il soggetto e il mondo. I viaggi di Niccolai passano attraverso il setaccio prospettico di un \u00abforte teleobiettivo\u00bb che \u00abscatta immagini della vita\u00bb catturando sulla pellicola personaggi e scenari che vi \u00abrimangono impressi\u00bb e invischiati come se si trattasse di carta moschicida. La voce del narratore viene a coincidere con lo sguardo del reporter, in una foto-diegesi in cui le azioni di \u00abvedere e fotografare\u00bb costituiscono una dittologia sinonimica. Nella prosa di Spatola coesistono, invece, diverse modalit\u00e0 di rifrazione mediale dei referenti. L\u2019autore non disdegna neppure alcune formulazioni convenzionali dell\u2019alleanza tra vista e strumentazione optometrica, riscattate dall\u2019armadio degli archetipi narrativi soltanto per essere contestate nell\u2019atto stesso di enunciarle come postulati di verit\u00e0.<br \/>\n[&#8230;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 36px\"><strong>Attraverso l\u2019obl\u00f2<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 28px\">Francesco Muzzioli<\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<br \/>\nResta un\u2019ultima domanda: perch\u00e9 l\u2019unicit\u00e0? come mai <em>L\u2019obl\u00f2<\/em> non \u00e8 stato seguito da altre prove narrative, se non un tentativo rimasto al palo? Questa rarit\u00e0 ha portato tra l\u2019altro la critica sull\u2019autore a privilegiare gli altri versanti della sua successiva multiforme opera, gli zeroglifici, la poesia sonora, la performance, ecc. La risposta ovvia che \u00e8 andata cos\u00ec, non pu\u00f2 bastare. Si potrebbe supporre che il trattamento del romanzo avesse raggiunto nell\u2019<em>Obl\u00f2<\/em> un grado cos\u00ec radicale, cos\u00ec definitivo, da sconsigliare altre aggiunte, che sarebbero state inferiori (lo stesso Sanguineti, tanto prolifico in versi, far\u00e0 fatica a completare la sua trilogia in prosa). Vista dall\u2019altra parte: la prova aveva fatto toccare con mano il potere inattaccabile della forma romanzo nel mercato delle identit\u00e0. Le \u00abComete\u00bb, titolo della collana feltrinelliana ospitante, finivano dritte ai remainders (dove io stesso acquistai il mio <em>Obl\u00f2<\/em> a met\u00e0 prezzo, 600 lire di allora). Forse il titolo che ho scelto per il mio saggio, <em>Attraverso l\u2019obl\u00f2<\/em>, intendendo ovviamente l\u2019attraversamento critico, pu\u00f2 valere anche per l\u2019autore che, con questo testo, ha attraversato il romanzo (come diceva proprio Sanguineti che bisognasse \u00abattraversare l\u2019avanguardia\u00bb). Come fosse lo smaltimento di una febbre giovanile, da parte di un Adriano ancora senza barba. Dopo di che, dopo l\u2019esplosione sessantottina e la conseguente crisi di \u00abQuindici\u00bb, sar\u00e0 prioritaria la \u201cpoesia totale\u201d dello sciamano ironico nel suo nucleo di \u201cresistenza alla rassegnazione\u201d arroccato nel Mulino di Bazzano, centro autogestito e richiamo mobilitante con il suo \u201ctam tam\u201d rivolto alla generazione successiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;font-size: 28px\">(quarta di copertina dell\u2019edizione originale de L\u2019obl\u00f2, Feltrinelli, 1964)<\/span><\/strong><\/p>\n<p>I protagonisti di questo romanzo, quelli che si dividono la responsabilit\u00e0<br \/>\ndi tenere il passo con gli sviluppi imprevedibili (fuori del principio<br \/>\ndi causalit\u00e0) di una storia che, riproducendosi per partenogenesi, ruota<br \/>\nvorticosamente su se stessa e tende, per una specie di forza centrifuga,<br \/>\na proiettarli nel limbo delle apparizioni non concrete; i protagonisti di<br \/>\nquesta commedia (spezzettata in decine e decine di scene) sono fondamentalmente<br \/>\ntre: l\u2019io narrante, Guglielmo (il suo alter ego) e il dott.<br \/>\nPietro. Manca, si direbbe, il quarto punto cardinale, l\u2019autore. E infatti<br \/>\nL\u2019obl\u00f2 \u00e8 una carta geografica priva di uno dei lati, cosicch\u00e9 da una falla<br \/>\nche si apre nella diga dell\u2019ordinata rete di meridiami e paralleli (una rete,<br \/>\nfra l\u2019altro, che imprigiona il mondo) fuoriescono violentemente i materiali<br \/>\neterogenei che il fiume della storia ha raccolto e ingerito durante il<br \/>\nsuo corso.<br \/>\nQuesti materiali fagocitati e risputati sono i contenuti dei mass-media<br \/>\nche riflettono i sistemi di valore esistenti nella societ\u00e0 nella quale hanno<br \/>\nluogo, di modo che, con l\u2019ostinazione cieca della macchina che messa<br \/>\nin moto ripete all\u2019infinito la serie dei medesimi gesti, i valori che la societ\u00e0<br \/>\nesalta (o condanna, o tollera, o crea come bisogni artificiali) sono<br \/>\ncoinvolti in questa lotta dei personaggi tra loro per il dominio della storia<br \/>\n(per la sua comprensione). Le pagine dedicate alla descrizione particolareggiata<br \/>\ndegli strip-tease, ad esempio, riflettono coscienziosamente una<br \/>\nrealt\u00e0 esteriore (meccanica, appunto) ma profondamente simbolica, di<br \/>\ngesti: perch\u00e9 nei mass-media al livellamento dell\u2019espressione corrisponde<br \/>\nun livellamento macroscopico dei contenuti in quanto, indipendentemente<br \/>\ndalla \u201cforma\u201d (sempre funzionale all\u2019estremo), sono i contenuti in<br \/>\ns\u00e9 che servono le necessit\u00e0 socio-psicologiche di un pubblico.<br \/>\nPi\u00f9 che naturale quindi un riferimento a certe recenti esperienze musicali<br \/>\n(Cage, Schnebel, Kagel), alla pittura d\u2019assemblage e, sotto certi aspetti,<br \/>\nalla pop-art, la cui area sembra per\u00f2 ampliata fino a comprendere,<br \/>\noltre a descrizioni macabre e ripugnanti da film dell\u2019orrore, situazioni<br \/>\nerotiche di stampo fumettistico, ecc., anche, per esempio, certi toni biblici<br \/>\nframmentari, quali pu\u00f2 avere nell\u2019orecchio il lettore disattento della<br \/>\nBibbia in dispense. I passaggi continui da una tecnica all\u2019altra e l\u2019uso del<br \/>\ncontemporaneo, in una stessa pagina, di varie tecniche opposte, stanno<br \/>\nalla base del sentimento di dispersione che pervade tutto il romanzo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2449\" aria-describedby=\"caption-attachment-2449\" style=\"width: 409px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2449\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2022\/06\/Spatola-obl\u00f2-copertina-righine-ritag-565x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"409\" height=\"726\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2449\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;obl\u00f2, edizione [dia\u2022foria 2022<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 60px;color: #ff0000\"><strong>L&#8217;obl\u00f2<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Volume di 264 pagg., cm 13&#215;23<br \/>\na cura di Giovanni Fontana e Daniele Poletti<br \/>\n<\/strong><strong>saggi di Giovanni Fontana, Francesco Muzzioli, Chiara Portesine<br \/>\nin appendice il racconto <em>Apocolocyntosis<\/em><\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong> euro 25.00<br \/>\nper acquistare il libro scrivete a: info@diaforia.org<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2454\" aria-describedby=\"caption-attachment-2454\" style=\"width: 365px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-2454\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2022\/06\/Spatola-Adriano-16-675x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"548\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2454\" class=\"wp-caption-text\">Adriano Spatola<br \/>(foto di Giovanni Giovannetti\/effigie)<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #ff0000;font-size: 60px\"><strong>Adriano Spatola<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px\">Adriano Spatola (Sapjane, 4 maggio 1941 \u2013 Sant&#8217;Ilario d&#8217;Enza, 23 novembre 1988) \u00e8 stato un poeta, editore e critico letterario italiano, \u00e8 stato tra le figure di maggior rilievo nella cultura letteraria italiana della seconda parte del Novecento. La sua opera poetica e l&#8217;elaborazione del suo progetto di poesia &#8220;totale&#8221;, lo portarono ad inserirsi con autorevolezza nelle vicende delle avanguardie novecentesche, a ripensare a certi assunti del surrealismo e del dadaismo, a partecipare giovanissimo al Gruppo &#8217;63, giungendo infine alla concezione della poesia come fatto artistico &#8220;visivo&#8221;, &#8220;gestuale&#8221;, &#8220;fonetico&#8221; oltre che letterario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24px\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00c8 uscita, a cura di Giovanni Fontana e Daniele Poletti, una nuova edizione dello storico, unico romanzo di Adriano Spatola, L\u2019obl\u00f2, pubblicato nel 1964 da Feltrinelli (con in appendice, a completare l\u2019opus narrativo dell\u2019autore di Verso la poesia totale, anche il racconto Apocolocyntosis), accompagnato da testi critici di Fontana, Francesco Muzzioli e Chiara Portesine. 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