{"id":2316,"date":"2019-04-17T08:20:26","date_gmt":"2019-04-17T08:20:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2316"},"modified":"2019-04-17T10:48:51","modified_gmt":"2019-04-17T10:48:51","slug":"opera-adriano-spatola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2019\/04\/17\/opera-adriano-spatola\/","title":{"rendered":"OPERA &lt; = &gt; Adriano Spatola"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2317\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/04\/volantino-social-spatola-423.jpg 1890w\" sizes=\"(max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 48px\">Anno 2019, <strong>ADRIANO SPATOLA<br \/>\n<\/strong><\/span><br \/>\nMese ancora da definirsi.<br \/>\n<span class=\"st\">[dia\u2022foria<\/span> restituir\u00e0 una delle opere pi\u00f9 importanti e articolate del Novecento, grazie alla collaborazione degli eredi e alla curatela di Giovanni Fontana.<br \/>\nFigura mitica di intellettuale multidisciplinare, nonch\u00e9 animatore delle maggiori esperienze di &#8220;sperimentazione letteraria&#8221; negli anni &#8217;70 e &#8217;80, <strong>Adriano Spatola <\/strong>ha per\u00f2 sempre intrapreso una via personale e mai di compromesso, rifiutando qualsiasi tipo di status-quo,\u00a0 pur rimanendo in osservazione e in ascolto di nuove proposte e conoscenze. Nonostante\u00a0 rappresenti una grandezza consolidata, <strong>Spatola<\/strong> non \u00e8 ancora conosciuto (e in certi casi ri-conosciuto) come si conviene.<br \/>\nQuesta riedizione di tutta l&#8217;opera &#8220;poetica&#8221; vuole essere il primo passo per inaugurare dibattiti e studi, al fine di riformulare con pi\u00f9 precisione la storia della nostra letteratura del secondo Novecento.<\/p>\n<p>Per informazioni e prenotazioni potete scrivere sempre a:<strong> info@diaforia.org<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[dia\u2022foria  ADRIANO SPATOLA - Opera\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RBcbgUNcfeU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Adriano Spatola (Sapjane, 1941 \u2013 Sant\u2019Ilario d\u2019Enza, 1988) studia a Bologna, dove nel 1961 pubblica il suo primo libro, <em>Le pietre e gli dei<\/em>; ma il taglio post-ermetico di quella scrittura \u00e8 immediatamente superato. La frequentazione dei corsi di Luciano Anceschi \u00e8 illuminante. Nel 1962, in un\u2019osteria di via dei Poeti (un segno del destino) nasce \u201cBab Ilu\u201d. La rivista accoglie, tra l\u2019altro, scritti di Emilio Villa, che Spatola riconosce come uno dei pi\u00f9 interessanti poeti italiani. Segue l\u2019attivit\u00e0 dei <em>Novissimi <\/em>e nel 1963 prende parte al convegno di Palermo del \u201cGruppo 63\u201d. \u00c8\u00a0invitato da Anceschi a scrivere per \u201cIl Verri\u201d; collabora a \u201cIl Mulino\u201d, a \u201cNuova Corrente\u201d e inizia la sua attivit\u00e0 di traduttore dal francese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">L\u2019uscita da Feltrinelli, nel 1964, del romanzo <em>L\u2019obl\u00f2 <\/em>lo pone al centro dell\u2019attenzione della critica. Tra il \u201964 e il \u201967 pubblica la rivista \u201cMalebolge\u201d, con Vincenzo Accame, Giovanni Anceschi, Giorgio Celli, Corrado Costa, Antonio Porta, Nanni Scolari. La pubblicazione inaugura la breve stagione \u201cparasurrealista\u201d che lascer\u00e0 comunque evidenti tracce nell\u2019opera poetica successiva. Osserva nel frattempo il panorama internazionale della \u201cpoesia concreta\u201d, segue il fenomeno \u201cFluxus\u201d e apprezza le ricerche di Dick Higgins sull\u2019intermedialit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Sul fronte \u201cvisuale\u201d partecipa al dibattito in corso in Italia e incontra i maggiori esponenti della sperimentazione verbo-visiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Escono per l\u2019editore Sampietro <em>Poesia da montare<\/em>, nel 1965, e <em>Zeroglifico,<\/em> nel 1966. In quell\u2019anno pubblica <em>L\u2019ebreo negro<\/em> presso Scheiwiller e avvia l\u2019idea di \u201cGeiger\u201d, per realizzarla nel 1967 in collaborazione con il fratello Maurizio. Si tratta di un\u2019antologia \u201cipersperimentale\u201d che introduce in Italia il modello editoriale dell\u2019assembling press, del tutto nuovo ed originale, appena apparso negli Stati Uniti con \u201cAspen\u201d di Phyllis Johnson, ma del tutto sconosciuto in Europa. La stessa rivista \u201cAssembling\u201d di Richard Kostelanetz si affaccia solo all\u2019inizio degli anni \u201970. Catalizzante,\u00a0l\u2019incontro con Julien Blaine (con il quale Spatola mette a punto il progetto di \u201cRabelais\u201d, rivista internazionale interdisciplinare mai concretizzato). Con \u201cGeiger\u201d, \u00e8 avviato un laboratorio attivo che allarga le aree di relazione e inaugura le omonime edizioni di poesia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Una sorta di prova generale di comunicazione artistica interdisciplinare, intermodale e intermediale \u00e8 effettuata nel mese di agosto del 1967 a Fiumalbo, dove grazie all\u2019iniziativa di Claudio Parmiggiani, di Costa e di Spatola e alla complicit\u00e0 del sindaco Mario Molinari, viene scritta una pagina memorabile per la storia dell\u2019avanguardia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Entra nella redazione di \u201cQuindici\u201d e vi lavora fino alla chiusura della rivista. Spatola sente la crisi dell\u2019impegno, che si profila come atteggiamento ovvio ed inutile, e preferisce, senza alcuna esitazione, la poesia, facendone una scelta di vita. Pubblica <em>Verso la poesia totale<\/em> presso Rumma (1969) e con le edizioni Geiger, crea la testata \u201cTam Tam\u201d (1972).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Il Mulino di Bazzano, in Val d\u2019Enza, prima sede redazionale della rivista, si trasforma ben presto in un vero e proprio faro per poeti nomadi. Da l\u00ec Adriano e Giulia Niccolai segnalano, coordinano e organizzano, accanto alle iniziative editoriali, rassegne, mostre e festival. Gli echi del tam tam raggiungono ogni angolo del mondo. Pubblica<em> Majakovskiiiiiiij<\/em> (1971); seguono <em>Algoritmo <\/em>(1973) e <em>Diversi accorgimenti <\/em>(1975). Nel 1976 entra nella redazione di \u201cDoc(k)s\u201d, rivista internazionale di poesia diretta da Julien Blaine. Esce La composizione del testo (1978) e con l\u2019editore\u00a0Ivano Burani inventa \u201cBaobab\u201d, prima audiorivista di poesia sonora italiana. Nel 1981 crea con Tommaso Cascella la rivista \u201cCervo Volante\u201d, che dirige fino al n\u00b0 11. Nel 1982 cura con Paul Vangelisti (traduttore della sua poesia nelle edizioni americane) l\u2019antologia <em>Italian poetry: 1960-1980: from neo to post avant-garde<\/em> e l\u2019anno seguente pubblica <em>La piegatura del foglio<\/em>. Intanto tiene mostre personali e di gruppo e partecipa a numerose esposizioni collettive in Italia e all\u2019estero, curando egli stesso alcune importanti rassegne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px\">Negli ultimi anni, sempre pi\u00f9 marcatamente, Spatola offre al pubblico il poema di s\u00e9. Non a caso, nell\u2019ultima sua performance, solo due giorni prima della sua scomparsa, esordisce dicendo: \u201cMi onoro di questa morte. Far\u00f2 una marcia funebre sul mio corpo\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Anno 2019, ADRIANO SPATOLA Mese ancora da definirsi. 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