{"id":2285,"date":"2019-03-13T11:03:29","date_gmt":"2019-03-13T11:03:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=2285"},"modified":"2019-03-18T08:42:59","modified_gmt":"2019-03-18T08:42:59","slug":"saturazioni-simona-menicocci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2019\/03\/13\/saturazioni-simona-menicocci\/","title":{"rendered":"SATURAZIONI &lt; = &gt; Simona Menicocci"},"content":{"rendered":"\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-drop-cap\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000080; font-size: 36px;\">SATURAZIONI<\/span><\/strong> di <span style=\"font-size: 36px;\"><strong>Simona Menicocci<\/strong><\/span> \u00e8 un libro che invecchia e migliora con gli anni, come i vini di grande struttura e corpo. <br \/>Composti tra il 2012 e il 2013, i centocinquanta testi che formavano l&#8217;opera si<\/p>\r\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2286 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103201-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"705\" height=\"533\" \/><\/figure>\r\nsono ridotti in questa edizione (la prima a stampa, se si eccettuano alcuni testi apparsi sul volume <em>EX.IT &#8211; Materiali fuori contesto, <\/em>e corredata da un ponderoso saggio a firma di <span style=\"color: #000080;\">Luigi Severi<\/span>) a circa cento, dunque una \u00abcospicua espunzione e una loro dislocazione in quattro sezioni, volta a proporre un percorso di lettura che potesse dar conto tanto della pratica di scrittura originaria, con le sue intenzioni e direzioni, quanto dell\u2019esperienza retrospettiva del testo\u00bb (come scrive l&#8217;autrice). <br \/>Ma pur evolvendo, maturando nel tempo, un lavoro come <strong>SATURAZIONI<\/strong> \u00e8 destinato a rimanere un testo &#8220;inattuale&#8221;, fieramente allotrio, anche se lucidamente radicato nelle problematiche della storia e dell&#8217;etica, sempre valido, sempre reinterpretabile, rutilante nel suo incedere dolorosamente fratturato, ma difficilmente &#8220;accettabile&#8221;, lontano (in quanto estraneo) dall&#8217;approvazione delle correnti che determinano i perimetri delle &#8220;scritture poetiche&#8221;.<br \/><span class=\"st\">[dia\u2022foria<\/span> \u00e8 orgogliosa di aver reso pubblico un testo tanto complesso e irriducibile, che prosegue perfettamente il percorso logico dell&#8217;esplorazione della parola, presupposto che ha dato origine alla collana\u00a0 <strong>f l o e m a<\/strong>.<br \/><br \/>Le parole di Simona Menicocci intorno al suo libro sono imprescindibili per cogliere le sfaccettature che fondano tutto il progetto:<br \/><br \/><span style=\"color: #000080;\">\u00abIn questo libro il lettore trover\u00e0 testi difficili da maneggiare, difficolt\u00e0 che vorrei non fosse intesa come una forma velleitaria e anticomunicativa postavanguardista, bens\u00ec come un\u2019inchiesta sulla storia umana. Ogni testo, infatti, centripeta sulla pagina uno o pi\u00f9 eventi della cronaca umana contemporanea, affrontati obliquamente; non esprime un\u2019esperienza privata del male, ma problematizza le possibilit\u00e0 di costruire e organizzare, a partire dai materiali del mondo (eventi e discorsi), esperienze linguistiche e affettive che possano essere comuni. Un\u2019inchiesta che quindi non pu\u00f2 slegarsi da quella sul rapporto tra uomo e realt\u00e0, tra linguaggio e storia, tra scrittura e male, intesi in chiave materialistica e non certo ontologica.<\/span><br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2297\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46-1024x637.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46-1024x637.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46-768x478.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46-482x300.jpg 482w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/46.jpg 1894w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><br \/><span style=\"color: #000080;\">Due i punti di riferimento, gli eventi storici centrali e paradigmatici attorno cui sono nati questi testi: Auschwitz e Hiroshima. Non interpretati come catastrofi eccezionali, parentesi in cui la storia si \u00e8 interrotta, bens\u00ec come eventi iperrazionali e ripetibili, in continuit\u00e0 con lo sviluppo di una cultura fondata sul progresso tecnico-scientifico volto all\u2019autopotenziamento costante, che, come ha brillantemente analizzato G\u00fcnther Anders, ha portato l\u2019uomo dalla condizione di soggetto della storia a quella paradossale e tragica di soggetto antiquato a causa del suo gap prometeico rispetto alle conseguenze della tecnica, del \u00abdislivello tra il fare e l\u2019immaginare, l\u2019agire e il sentire\u00bb. Questi assi cartesiani hanno determinato alcune scelte formali specifiche. La pi\u00f9 rilevante \u00e8 stata la soppressione dell\u2019H etimologica in quanto grafema diacritico del verbo avere e in quanto epitome di una bomba oggi anch\u2019essa antiquata, e la ricorrenza dei due punti e della sbarra, simboli della divisione matematica, il cui uso improprio intende mostrare come la scissione subatomica delle unit\u00e0 morfologiche sia in grado di generare polisemie e disseminazioni potenzialmente infinite. Il substrato filosofico di questa frammentazione \u00e8 stata la dialettica negativa di Adorno, nel senso e nel modo in cui ho cercato di porre in campo i conflitti senza pacificarli, evitando la sintesi. In alcuni testi l\u2019immediatezza della denominazione viene cos\u00ec interrotta, sconnessa, le parole si configurano come fermosegni, generati dalla sospensione dei momenti mediati, a favore degli stati sincronici.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2299\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/64-1024x591.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/64-1024x591.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/64-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/64-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/64-500x289.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><br \/><\/span><span style=\"color: #000080;\">Una scrittura permeata dal trauma, passato e presente, continuo e ininterrotto della storia umana, e che non voglia porsi scopi descrittivi, narrativi o rappresentativi, risulter\u00e0 sempre esposta al rischio di non riuscire a darne ragione in forma comunicativa. A partire da questa consapevolezza, considero questi testi come \u00abesercizi di estensione morale\u00bb, in cui la lingua, non intesa come luogo di mimesi del reale, e pur rimanendo in caustico contatto con la realt\u00e0, si sgretola e ricompone, passando dalla dichiarazione all\u2019oggettivazione: senza aufhebung, senza sintesi, soluzione, scioglimento, catarsi.\u00bb<\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong><em>Caratteristiche del volume:<\/em><\/strong><br \/><br class=\"none\" \/><strong>F.to:\u00a016 x\u00a023<\/strong><br class=\"none\" \/><strong>Pagg.: 136<\/strong><br class=\"none\" \/><strong>Copertina: b\/n<\/strong><br class=\"none\" \/><strong>Confezione: brossura<\/strong><br class=\"none\" \/><strong>Prezzo: euro 15,00<br \/><span class=\"st\">[dia\u2022foria<\/span>, 2019<br \/>Edizioni: Il Campano<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro pu\u00f2 essere richiesto direttamente\u00a0all\u2019indirizzo:<strong>\u00a0info@diaforia.org<br \/><\/strong><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2294 size-large\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103412-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103412-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103412-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103412-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/IMG_20190311_103412-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><br \/>Luigi Severi nel suo saggio per SATURAZIONI (&#8220;Il gesto pi\u00f9 estremo di Antigone&#8221;), condensa nell&#8217;incipit il senso strutturale di tutta l&#8217;opera:<br \/><br \/><span style=\"color: #000080;\">\u00abOpera della consumazione ultima, opera dell\u2019origine. Le Saturazioni di Menicocci \u00e8 libro costruito di getto, ma strutturato e selezionato negli anni; senza inizio e senza fine; pervio in ogni suo luogo, eppure regolato al millimetro da una geometria complessa; crepato da vuoti, da spacchi su un corpo esausto, ma anche animato da fonemi primi, essenziali: al tempo stesso saturo e ridotto a frammenti, \u00e8 opera che trae dalla meccanica della contraddizione, dal fuoco secco dell\u2019antinomia il crisma difficile della voce.\u00bb<\/span><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2300\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97-1024x772.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"772\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97-1024x772.jpg 1024w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97-768x579.jpg 768w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97-398x300.jpg 398w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/97.jpg 1606w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>Simona Menicocci<\/strong><\/span><em><span style=\"font-size: 12px;\"> (1985) lavora e studia a Roma.<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Libri di poesia: Il mare \u00e8 pieno di pesci \u2013 La mer est pleine de poissons (Benway Series, Tielleci, 2014); Manuale di ingegneria domestica (Chapbooks, Arcipelago Edizioni, 2015); glossopetrae \/ tonguestones (syn, IkonaLiber, 2017).<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Testi di saggistica: Per impotenza di lettura. Sulle ragioni del conflitto tra scritture nell\u2019epoca postfordismo in Giovannetti P. \u2013 Inglese A. (a cura di), Teoria&amp;Poesia (Biblion Edizioni, 2018); Documenti poetici. Per un\u2019estetica pragmatista, in Triulzi S. (a cura di), Concreta 1, (Diacritica Edizioni, 2019); Politica della poesia, in Severi L. \u2013 Antonelli R. (a cura di), Poesia degli anni 2000. Atti del convegno, (in corso di pubblicazione). <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-2308\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2019\/03\/Simona.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"371\" \/><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Nel 2014 \u00e8 stata tra i curatori della rassegna di arte e scrittura sperimentali Ex.it \u2013 Materiali fuori contesto (Albinea, RE) e ha partecipato alla rassegna Generazione y &#8211; poesia italiana ultima presso il Museo Maxxi di Roma.<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Dal 2015 cura assieme a Fabio Teti un laboratorio di scritture \u201canomale\u201d dal titolo prove d\u2019ascolto.<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Dal 2018, assieme ad Alessandra Greco e Roberto Cagnoli, \u00e8 tra i curatori di PartesExtraPartes, rassegna di musica sperimentale, scritture e arti visive.<\/span><\/em><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SATURAZIONI di Simona Menicocci \u00e8 un libro che invecchia e migliora con gli anni, come i vini di grande struttura e corpo. 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