{"id":219,"date":"2013-02-19T14:44:17","date_gmt":"2013-02-19T14:44:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=219"},"modified":"2013-03-28T14:10:37","modified_gmt":"2013-03-28T14:10:37","slug":"nasce-f-l-o-e-m-a-esplorazioni-della-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2013\/02\/19\/nasce-f-l-o-e-m-a-esplorazioni-della-parola\/","title":{"rendered":"<em>Nasce<\/em>\u00a0\u00a0f l o e m a<em> &#8211; esplorazioni della parola<\/em>"},"content":{"rendered":"<h5 align=\"right\"><\/h5>\n<h4 align=\"right\"><em><span style=\"color: #333333\">\u201c\u2026l\u2019arte e l\u2019epos greco [\u2026] continuano a suscitare in noi un godimento estetico e costituiscono, sotto un certo aspetto, una norma e un modello inarrivabili.\u201d<\/span><\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"color: #800000\">Karl Marx: \u201cL\u2019arte greca e la societ\u00e0 moderna\u201d (Grundrisse, 1857-1858)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><br class=\"none\" \/><br class=\"none\" \/>Nella societ\u00e0 in cui viviamo, dove \u00e8 pi\u00f9 facile abbattere un albero per costruire un marciapiedi o un rond\u00f2, invece che girargli intorno, mantenendo l\u2019erettile architettura, <strong>f l o e m a<\/strong>\u00a0 si propone di mostrare ci\u00f2 che la sega, se meglio adoperata, poteva evitare: la sezione di un tronco.<br \/>\nNessuna postura pseudofuturista o rivoluzionaria, sappiamo di essere piccoli e forse minoritari, ma ci\u00f2 che ci spinge a ritagliarci uno spazio nel mare magnum della rete e della cultura nazionale e oltre \u00e8 la necessit\u00e0 di mostrare che \u201csi possono suonare le foglie\u201d, e lo si pu\u00f2 fare probabilmente anche grazie a ci\u00f2 che sta dentro il tronco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_290\" aria-describedby=\"caption-attachment-290\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/seaione.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-290\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/seaione-289x300.png\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/seaione-289x300.png 289w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/seaione-250x259.png 250w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/seaione.png 400w\" sizes=\"(max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-290\" class=\"wp-caption-text\">sezione<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <em>floema<\/em>, detto anche tessuto cribroso o libro, \u00e8 il tessuto\u00a0di conduzione della linfa elaborata. La soluzione zuccherina viene traslocata da un&#8217;area di produzione, ad esempio la foglia matura, a una regione di utilizzo che richiede gli zuccheri per la propria crescita (gemme, fiori, frutti, semi) o ad una di accumulo (radici, fusto, tuberi).<br \/>\nIl movimento \u00e8 attivo: implica cio\u00e8 un dispendio energetico. Le pareti cellulari non presentano lignificazione e sono dotate di aree porose rivestite di callosio\u00a0per permettere la connessione citoplasmatica tra una cellula e l&#8217;altra.<br \/>\nQuesto fascio conduttore corre parallelamente a quello dello\u00a0<em>xilema\u00a0<\/em>(detto anche legno), il tessuto deputato al trasporto dell\u2019acqua e dei sali minerali.<\/p>\n<p>2013, nasce\u00a0\u00a0<strong>f l o e m a<\/strong>\u00a0<strong>&#8211; esplorazioni della parola.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 curioso, ma casuale, come ci si trovi a 50 anni dalla costituzione del gruppo \u201963 e a 20 dallo scioglimento del gruppo 93. Ma non c\u2019\u00e8 da sperare, o meglio da temere, che \u00a0<strong>f l o e m a<\/strong>\u00a0 voglia costituirsi come un nuovo gruppo di alternativa poetico-letteraria, o come una fucina teorico-pratica per il rinnovamento della scrittura: quantomeno non lo sar\u00e0 programmaticamente. Ci troviamo, del resto, in un momento storico in cui le definizioni non reggono: i \u00abpost-\u00bb, i \u00abneo-\u00bb hanno assunto un tono sinistro, per non parlare di \u00abavanguardia\u00bb e \u00absperimentalismo\u00bb. Etichette queste che proiettano un\u2019ombra di nostalgica lontananza, o -anche se non ancora del tutto digerite e sviluppate- si riducono a una centrifuga vertiginosa che produce stereotipi pronti per essere usati e consumati: l\u2019inconsapevole debito dell\u2019<em>odierno<\/em>.<br \/>\nL&#8217;anomia caratterizza il nostro presente poetico; l&#8217;afasia recettiva e cognitiva il \u00abpubblico della poesia\u00bb. A fronte di un certo tipo di espressivit\u00e0 della parola, \u00e8 necessario uno sforzo attivo da parte di chi vi entra in contatto, un movimento capace di creare una continua osmosi percettiva e cognitiva. Non \u00e8 una regola, ma un rapporto tra curiosit\u00e0 e stimoli. E la sua necessit\u00e0 non pu\u00f2 giustificare giudizi di incomprensibilit\u00e0, ermetismo, od oscurit\u00e0. Perch\u00e9 se da un lato la sperimentazione, soprattutto linguistica, \u00e8 diventata accademica (come fa notare Biagio Cepollaro qui:\u00a0<a href=\"http:\/\/poesiadafare.wordpress.com\/la-ricerca-in-poesia\/\">http:\/\/poesiadafare.wordpress.com\/la-ricerca-in-poesia\/<\/a>), dall&#8217;altro anche il pubblico e la critica sono andati nei secoli creando la propria ben riconoscibile \u00abaccademia\u00bb di aggettivi, perifrasi, e reticenze nei giudizi, che tradiscono un pregiudizio anti-intellettualistico in guisa di intellettuale. Questo pregiudizio non \u00e8 altro che il frutto, in realt\u00e0, della paura\u00a0 di abbandonare le proprie certezze di fronte a forme e strutture linguistiche non pi\u00f9 mimetiche, che rifiutano di essere soltanto il \u00abrumore di fondo dell\u2019arte\u00bb, gestibile, acriticamente indolore, ma vogliono essere, invece, un richiamo stentoreo sulla realt\u00e0. Rifuggendo la complessit\u00e0 in nome di una docilit\u00e0 mansueta, ci si rifiuta cos\u00ec ogni tentativo di comprendere la contemporaneit\u00e0, e il godimento estetico che ne deriverebbe.<\/p>\n<figure id=\"attachment_146\" aria-describedby=\"caption-attachment-146\" style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2012\/12\/orologio2.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-146\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2012\/12\/orologio2.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2012\/12\/orologio2.png 259w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2012\/12\/orologio2-250x254.png 250w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-146\" class=\"wp-caption-text\">meccanica<\/figcaption><\/figure>\n<div><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, il linguaggio non pu\u00f2 essere tutto. Come scrive Biagio Cepollaro, \u201coggi lo possiamo sapere, dopo che le avanguardie, le sperimentazioni linguistiche, le sperimentazioni che si sono concentrate sul linguaggio, sono diventate accademiche\u201d (op.cit.). Complessit\u00e0 e sperimentalit\u00e0 non equivalgono necessariamente alla complicazione e alla sperimentazione \u2013 sintattica o semantica \u2013 del linguaggio. Allo stesso modo, per\u00f2, come \u00e8 necessario discostarsi dalla sperimentazione linguistica come accademia, \u00e8 altrettanto auspicabile evitare quello che parrebbe, apparentemente, il suo opposto: la sempre pi\u00f9 diffusa tendenza a semplificare la scrittura, tornando a forme di intimismo e lirismo che sembrano ignorare completamente il dato odierno della complessit\u00e0. In questo caso, il problema \u00e8 che semplice non sempre (quasi mai?) \u00e8 sinonimo di comunicativo. Stiamo parlando di scrittura\u00a0<em>poetica<\/em>: tra le sue funzioni non vi \u00e8 solo il \u00abdire\u00bb inteso come trasmissione di un pensiero personale sulla realt\u00e0. La poesia \u00e8 eccedente rispetto al linguaggio ordinario: e nella sua eccedenza c&#8217;\u00e8, soprattutto, il compito di evocare, suggerire un percorso,\u00a0<em>tradurre il reale<\/em>\u00a0affinch\u00e9 la meraviglia non si esaurisca, non solo alla prima lettura di un testo, ma potenzialmente,\u00a0<em>mai<\/em>. La poesia, nelle parole di Edoardo Cacciatore, \u201c\u00e8 intensificazione della realt\u00e0, introduce in essa una vibrazione intellettuale, \u00e8 come un frammento di realt\u00e0 di cui vuole rendere l\u2019esperienza e il calore, che il poeta assorbe ed emana attraverso il testo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo scelto il nome\u00a0\u00a0<strong>f l o e m a\u00a0<\/strong>perch\u00e9 ci piaceva!<br \/>\nFoneticamente ricorda la fluidit\u00e0, lo scorrere e il poema.<br \/>\nConcettualmente: \u201cIl movimento \u00e8 attivo: implica cio\u00e8 un dispendio energetico.\u201d, \u201cLe pareti cellulari non presentano lignificazione e sono dotate di aree porose\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come anticipato in apertura\u00a0\u00a0<strong>f l o e m a<\/strong>\u00a0\u00a0 non si propone di istituire un gruppo antagonista a qualcosa o qualcuno, ma ospiter\u00e0 (per gusto e per orientamento editoriale), un certo tipo di poesia e di scrittura, che possa mostrare come l\u2019esplorazione della parola e del processo sulla parola siano elementi decisivi, anche se non unanimemente riconosciuti, della ricerca e dello sviluppo in letteratura.<br \/>\nSar\u00e0 dato spazio ad autori viventi che con i loro testi riescano a restituire le diverse gradazioni di ci\u00f2 che si intende per scrittura di ricerca o\u00a0<em>sperimentale<\/em>. Non ci saranno esclusioni di colpi, l\u2019esplorazione della parola sar\u00e0 abbracciata nelle sue forme pi\u00f9 complesse, fino alle declinazioni iperveriste dell\u2019impersonalit\u00e0. Vi saranno anche approfondimenti critici sull\u2019argomento o sui singoli autori.<br \/>\nLa scelta sar\u00e0, per quanto possibile, a maglie larghe nell\u2019ambito della complessit\u00e0; e per complessit\u00e0 intendiamo multiformit\u00e0 nel dispiegamento e nella ricezione del testo, dove l&#8217;uso della visione narcisistica di un &#8220;io&#8221; logoro e autologorato \u00e8 da considerarsi quanto meno sorpassato. Edoardo Cacciatore parla del principio di indeterminazione di Heisenberg per la poesia, ed \u00e8 un principio che nell\u2019ambito della musica colta (<em>contemporanea<\/em>) \u00e8 risultato irreversibile dopo Sch\u00f6nberg: non \u00e8 pi\u00f9 possibile tornare al tonalismo, se non per ovvi motivi di citazione o interpolazione espressiva; allo stesso modo, per la poesia, non \u00e8 pi\u00f9 possibile tornare al lirismo di matrice ottocentesca, allo spazio euclideo del racconto, n\u00e9 alle\u00a0<em>parole in libert\u00e0<\/em>, ma, soprattutto, ci risulta anacronistica la poesia della domestica interiore, col suo ammiccamento alla condivisione di stato e con l\u2019attuazione di forme di scrittura piatte, che vorrebbero essere espressione dell\u2019afasia contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, citiamo volentieri Marco Giovenale, per considerare una sfumatura pi\u00f9 interessante di\u00a0<em>domus<\/em>-domestico: \u00a0\u00a0<em>\u201cL\u2019incontro con il testo, sostengo, avviene o dovrebbe avvenire semmai in modo non diverso dall\u2019incontro con un luogo, un ambiente non noto (\u2026) Banalizzo: non sono le stesse [domande] che si poneva, a inizio Novecento, chi non \u201ccapiva\u201d l\u2019arte astratta? Invece di ambientarsi nel testo grafico, voleva \u201ccapirlo\u201d.\u00a0 Non si tratta di classificare case, si tratta di entrarci.\u201d\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/slowforward.wordpress.com\/2012\/09\/29\/riambientarsi-ma-anche-difendersi\/\">http:\/\/slowforward.wordpress.com\/2012\/09\/29\/riambientarsi-ma-anche-difendersi\/<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019interno<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>di\u00a0<strong><em>\u00a0<\/em>f l o e m a<em>\u00a0\u00a0<\/em><\/strong>troveremo anche<strong><em>\u00a0xilema<\/em><\/strong>, che non sar\u00e0 una vera e propria sezione, ma una parola chiave abbinata ad articoli dedicati a quegli autori dei quali si sono perse le tracce (viventi e non, anche molto distanti nel tempo), che a torto sono stati dimenticati dai pi\u00f9, o a quella parte di produzione di un autore che \u00e8 stata pi\u00f9 vicina alla sperimentazione. Una sorta di spazio retrospettivo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/pac-man.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2013\/02\/pac-man-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questa immagine vogliamo chiudere la riflessione su scrittura e ricezione. Con molta probabilit\u00e0 gran parte di noi percepir\u00e0 questo disegno come l\u2019immagine di un triangolo e con altrettanta probabilit\u00e0 un soggetto autistico la descriver\u00e0 come tre porzioni di cerchio o tre\u00a0<em>pac-man<\/em>. Bene, paradossalmente, colui che scrive pu\u00f2 essere considerato il soggetto autistico, con tutte le sue monomanie percettive, stereotipie e rituali, veicolate nel codice scrittura\/opera, mentre chi legge\/fruisce dovrebbe ricostruire (con ampia libert\u00e0 e con pi\u00f9 o meno sforzo), tutti i lati del triangolo. Che la poesia sia dunque una forma figurata di autismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"color: #800000\"><strong>Daniele Poletti, Pierfrancesco Biasetti<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c\u2026l\u2019arte e l\u2019epos greco [\u2026] continuano a suscitare in noi un godimento estetico e costituiscono, sotto un certo aspetto, una norma e un modello inarrivabili.\u201d Karl Marx: \u201cL\u2019arte greca e la societ\u00e0 moderna\u201d (Grundrisse, 1857-1858) Nella societ\u00e0 in cui viviamo, dove \u00e8 pi\u00f9 facile abbattere un albero per costruire un marciapiedi o un rond\u00f2, invece [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,7,10,9],"tags":[16,11,31,13,12,32,14,15],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=219"}],"version-history":[{"count":88,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":347,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions\/347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}