{"id":1965,"date":"2016-03-22T14:08:01","date_gmt":"2016-03-22T14:08:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=1965"},"modified":"2016-11-13T15:38:05","modified_gmt":"2016-11-13T15:38:05","slug":"una-modesta-proposta_5-alla-ricerca-del-neomassimalismo-italiano-e-della-prosa-in-poesia-verso-una-nuova-prosa-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2016\/03\/22\/una-modesta-proposta_5-alla-ricerca-del-neomassimalismo-italiano-e-della-prosa-in-poesia-verso-una-nuova-prosa-darte\/","title":{"rendered":"{una modesta proposta_5} Alla ricerca del neomassimalismo italiano e della prosa in poesia: verso una nuova prosa d\u2019arte"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1966\" aria-describedby=\"caption-attachment-1966\" style=\"width: 542px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Cornelia-Parker-Cold-Dark-Matter-An-Exploded-View-1991.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1966\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Cornelia-Parker-Cold-Dark-Matter-An-Exploded-View-1991-807x1024.jpg\" alt=\"Cornelia Parker - Cold Dark Matter: An Exploded View (1991)\" width=\"542\" height=\"684\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1966\" class=\"wp-caption-text\">Cornelia Parker &#8211; Cold Dark Matter: An Exploded View (1991)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 28pt;\"><a href=\"https:\/\/unamodestaproposta.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">&#8220;una modesta proposta&#8221;<\/a>:<\/span>\u00a0<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>rassegna critica e pratica sull&#8217;editoria, in particolare di poesia, e su quali e come siano determinabili le nuove scritture sperimentali<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo che\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/criticaimpura.wordpress.com\/\">Sonia Caporossi<\/a><\/strong>\u00a0ha pensato per il quinto appuntamento con\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/unamodestaproposta.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">&#8220;una modesta proposta&#8221;<\/a><\/strong>, riprende in modo tangenziale quanto gi\u00e0 maturato in un precedente intervento su <a href=\"https:\/\/criticaimpura.wordpress.com\/2016\/02\/20\/sonia-caporossi-i-gruppi-poetici-e-gli-insiemi-di-cantor-il-video-di-bologna-in-lettere\/\">Critica Impura, &#8220;I gruppi poetici e gli insiemi di Cantor&#8221;<\/a>, sviluppando l&#8217;idea di un &#8220;massimalismo letterario&#8221; che si proponga come alternativa al diffuso &#8220;minimalismo&#8221; e al mai domo &#8220;linguaggio da poesia&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\"><strong><span style=\"font-size: 32pt; font-family: terminal, monaco, monospace;\">Alla ricerca del neomassimalismo italiano e della prosa in poesia: verso una nuova prosa d\u2019arte<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 16pt;\">di Sonia Caporossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">L\u2019argomento che toccher\u00f2 nella \u201cmodesta proposta\u201d che Daniele Poletti mi ha invitata gentilmente a enucleare riguarda un tema\u00a0a me molto caro, il quale permea talmente in profondit\u00e0 la mia stessa poetica personale di scrittore e di critico letterario che non riuscir\u00f2 minimamente a trattarne senza citarmi e autocitarmi, per cui tengo vivamente, in via preliminare, a discolparmi da qualsiasi accusa di egocentrismo o narcisismo patologico da parte del lettore.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">In un\u2019intervista che rilasciai un paio di anni fa all\u2019uscita del mio <em>Opus Metachronicum<\/em> (Corrimano Edizioni 2014), di fronte alla domanda usuale sulle ascendenze e suggestioni letterarie, rispondevo che la mia sacra Trimurti \u00e8 incarnata dai tre autori del massimalismo italiano immediatamente riconoscibili come tali, ovvero Carlo Emilio Gadda, Guido Morselli e Giorgio Manganelli, a cui sentivo di poter associare \u00abuna quarta emanazione neoplatonica della caratura di Paolo Volponi\u00bb e a cui avrei aggiunto sicuramente il D\u2019Arrigo di <em>Horcynus Orca<\/em> per evidenti ragioni, ma anche \u00abTommaso Landolfi o Alberto Savinio, definendoli in toto \u00abtutti veri sperimentatori della lingua e della forma, dal piglio surreale e fortemente performativo\u00bb. In quel frangente, sostenevo che il massimalismo \u00e8 un \u00abgenere che in Italia \u00e8 sempre stato rappresentato come di nicchia, fatto da e per veri <em>outsider<\/em>, giudizio consolidatosi specialmente in tempi di minimalismo imperante come quelli pi\u00f9 recenti (tempi e modi che a mio parere hanno i giorni contati)\u00bb. (su <em>Nuove Pagine<\/em>, 6 giugno 2014).<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Certo, qualcuno avrebbe di che storcere il naso all\u2019identificazione dei tre autori su citati con il massimalismo esterofilo come corrente letteraria <em>tout court<\/em>: in particolare perch\u00e9, nell\u2019ambito di un presunto e presuntivo richiamo al cosiddetto <em>recherch\u00e9 postmodernism<\/em>, non sembrano avere molto a che spartire con determinate caratteristiche del genere in quanto tale, ad esempio la lunghezza ossessiva della narrazione di ascendenza sterniana che di certo in questi autori non \u00e8 un assillo, come anche il richiamo alla mercificazione consumistica della societ\u00e0 postmoderna non \u00e8 presente in pompa magna per evidenti ragioni cronologiche. Tuttavia, questi autori possiedono del massimalismo letterario l\u2019attitudine viva alla continua digressione, al <em>pastiche<\/em>, alla citazione pseudoplagiaria, ovvero taciuta perch\u00e9 data per scontata; ne possiedono l\u2019attitudine all\u2019espressione del personaggio visto come allegoria o simbolo che rimanda ad altro e, nella fattispecie, all\u2019unico appiglio che rinnega la societ\u00e0 dei simulacri, nell\u2019istituzione salvifica del narrabile\u00a0come unica via per catturare,\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"height: 5px; background-color: #fcfcfc;\" width=\"388\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace; color: #ff0000;\">questi autori possiedono del massimalismo letterario l\u2019attitudine viva alla continua digressione, al <em>pastiche<\/em>, alla citazione pseudoplagiaria, ovvero taciuta perch\u00e9 data per scontata<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">nella finzione,un barlume di reale; ne possiedono la captazione dell\u2019insolita difficolt\u00e0 unidimensionale del <em>verumfactum<\/em>, nell\u2019impossibilit\u00e0 concreta e concrezionale di dire <em>vero<\/em> o <em>falso<\/em>; come anche l\u2019anelito al narrare per il narrare, in virt\u00f9 del tentativo indefesso di cortocircuitare il dicibile per renderlo iconico, non tanto nell\u2019inesauribile fluide di pagine e pagine come accade in <em>Gravity\u2019s Rainbow<\/em>, quanto nel frammento, nello scorcio, nella misura della pagina, che nel massimalismo propriamente detto, si incastona all\u2019interno del fluire inesauribile della narrazione, e negli italiani, invece, fa da s\u00e9, divenendo autotelico e autodeterminante: come accade appunto ad una pagina di poesia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Il frammentismo neobarocco di tipo <em>poetico<\/em> \u00e8 in definitiva il tratto pi\u00f9 caratteristico della peculiare modalit\u00e0 attraverso cui si \u00e8 sviluppata, nella trimurti di cui sopra, ci\u00f2 che definisco <em>massimalismo italiano<\/em>; il quale, beninteso, non s\u2019\u00e8 fatto mai <em>corrente<\/em>, rimanendo appunto allo stato di semplice espressione del genio (o meglio, della gen\u00eca) personale di autori che si mantengono fuori da qualsiasi definizione di scuola e di genere.come unica via per catturare, nella finzione, un barlume di reale; ne possiedono la captazione dell\u2019insolita difficolt\u00e0 unidimensionale del <em>verumfactum<\/em>, nell\u2019impossibilit\u00e0 concreta e concrezionale di dire <em>vero<\/em> o <em>falso<\/em>; come anche l\u2019anelito al narrare per il narrare, in virt\u00f9 del tentativo indefesso di cortocircuitare il dicibile per renderlo iconico, non tanto nell\u2019inesauribile fluide di pagine e pagine come accade in <em>Gravity\u2019s Rainbow<\/em>, quanto nel frammento, nello scorcio, nella misura della pagina, che nel massimalismo propriamente detto, si incastona all\u2019interno del fluire inesauribile della narrazione, e negli italiani, invece, fa da s\u00e9, divenendo autotelico e autodeterminante: come accade appunto ad una pagina di poesia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Paper-labirynth.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1972\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Paper-labirynth.jpg\" alt=\"Paper labirynth\" width=\"300\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Paper-labirynth.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Paper-labirynth-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel panorama letterario ultracontemporaneo esistono diverse tracce sparse, quasi dostoevskjianamente dissimulate nel nascondiglio del sottosuolo, di massimalismo neobarocco di tipo poetico. Una traccia che ho voluto umilmente lasciare a chi la volesse intendere, e che personalmente mi ha dato molte soddisfazioni, \u00e8 il mio <em>Opus Metachronicum<\/em>; altre si ritrovano ad esempio nelle strutture borgesiane e manganelliane del labirinto poetico-prosastico di Giovanni Campi, ma anche nella prosa che si fa<\/span> <span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\"><em>narrazione per la narrazione<\/em>, scorcio e squarcio, come accade ai romanzi \u201cgaddeschi\u201d, senza scopo di <em>plot<\/em>, a volte persino senza necessit\u00e0 del finale di Vladimir Di Prima, oppure nel romanzo massimalista esplicito sulle orme di D. F. Wallace, ad esempio <em>Nella vasca dei terribili piranha<\/em> (Effigie 2014) di Alessandro Raveggi, fra le nuove cose interessanti uscite di recente, di cui scrivevo tempo addietro che pu\u00f2 essere a sua volta definito, appunto, come \u00abun romanzo sveviano, una nuova Coscienza di Zeno questa volta non devota al freudismo, ma allo junghismo del Mito e dell\u2019Archetipo\u00bb, ovvero un \u00abtentativo di riavviare in Italia quel filone massimalista che fu abortito fin dal suo nascere, di riallacciarsi all\u2019operato straniante e innovativo della sacra trimurti Gadda \u2013 Morselli \u2013 Manganelli (con l\u2019appendice di Volponi e D\u2019Arrigo) che non fu mai considerata giustamente filone o scuola per la costitutiva condizione <em>outsider<\/em> di ogni suo singolo rappresentante, e che oggi toccherebbe giocoforza riconsiderare come foriera, storicamente, di\u00a0un massimalismo letterario di cui, in romanzi come questi, si delinea finalmente la compiuta fenomenologia.\u00bb (<em><a href=\"https:\/\/criticaimpura.wordpress.com\/2014\/09\/23\/lemersione-escatologica-dellabisso-nella-vasca-dei-terribili-piranha-di-alessandro-raveggi\/\" target=\"_blank\">L\u2019emersione escatologica dell\u2019Abisso: \u201cNella vasca dei terribili piranha\u201d di Alessandro Raveggi<\/a><\/em>, su <em>Critica Impura<\/em>, 23\/09\/2014).<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"background-color: #fcfcfc;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">l\u2019adagiarsi del lettore all\u2019interno dell\u2019alveo confortante e ovattato del <em>minimalismo<\/em>, come anche nel mancato coraggio, da parte degli editori, di fare la loro parte proponendo qualcosa di diverso.<\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Certo, quanto alla prosa e al romanzo, per le stesse linee traccianti differenziali che ho delineato in principio, in Italia manca qualcosa che possa anche minimamente paragonarsi alla migliore tradizione del massimalismo letterario straniero in senso ampio e sovranovecentistico (penso a <em>Moby Dick<\/em> di Melville, a <em>Ulysses<\/em> di Joyce, a Wallace salvando Raveggi, a Pynchon). Ho cercato in questo senso di analizzare le cause di questo vuoto sostanziale e l\u2019ho ravvisato nell\u2019adagiarsi del lettore all\u2019interno dell\u2019alveo confortante e ovattato del <em>minimalismo<\/em>, come anche nel mancato coraggio, da parte degli editori, di fare la loro parte proponendo qualcosa di diverso. In un ulteriore intervento critico, mi \u00e8 sembrato di poter dire che \u00abda Tondelli a oggi, siano passati sostanzialmente indenni pi\u00f9 di vent\u2019anni di <em>minimalismo paratattico<\/em>\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0all\u2019interno del quale i massimalismi stilistici e gli sperimentalismi sono stati a volte malvisti, a volte osannati, a volte sommersi, a volte individuati come epifanie geniali, altre volte bollati come bizzarrie del Sottosuolo dostoevskijano\u00bb (<a href=\"http:\/\/www.labalenabianca.com\/2014\/07\/16\/la-critica-nella-terra-della-prosa-3-sonia-caporossi-e-fabio-donalisio\/\" target=\"_blank\"><em>La critica nella terra della prosa <\/em><em>#3 \u2013 Sonia Caporossi e Fabio Donalisio<\/em><\/a>, su <em>La Balena Bianca<\/em>, 16 luglio 2014<\/span><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">).<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Nel frattempo, mi sembra che almeno un certo <em>sapere aude!<\/em> si stia in questi ultimissimi anni risvegliando (e confesso di averci voluto contribuire anch\u2019io fattivamente, a torto o a ragione); un <em>osare sapere<\/em> volto scientemente in direzione dell\u2019inclusione di scritture sperimentali, di commistioni prosastiche dei generi e delle specie, oltre che verso una ripresa del cosiddetto soggettivismo metafisico di contro ad uno sperimentalismo realistico in prosa che ormai sembra aver esaurito il suo compito, come anche \u00e8 ormai accaduto, recentemente, ai cosiddetti <em>nuovi oggettivismi<\/em> in poesia; del resto, in effetti, una delle grandi scoperte del massimalismo e del postmoderno in senso lato (<em>molto<\/em> lato) \u00e8 proprio, com\u2019\u00e8 noto, che tutto \u00e8 stato detto e tutto \u00e8 stato scritto, per cui non rimane che citare, citarsi, incitarsi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">I fruitori della poesia tradizionalmente intesa sembrerebbero esenti da qualsivoglia coinvolgimento con queste argomentazioni, le quali, apparentemente, sembrano riguardare esclusivamente la prosa in quanto tale (romanzo, racconto e loro modificazioni). Eppure, si tralascia troppo spesso di considerare a questo riguardo l\u2019esistenza di quell\u2019ibrido meraviglioso e affascinante, ancora foriero di ampie esplorazioni del narrabile e della parola, che \u00e8 la <em>poesia in prosa<\/em>. E qui, il discorso si fa interessante anche per gli autori, per i lettori e per gli editori di poesia; anzi, forse <em>soprattutto<\/em> per questi; e <em>proprio<\/em> in quanto la modalit\u00e0 espressiva primaria che ho poc\u2019anzi identificato in direzione un qualsivoglia neomassimalismo italiano \u00e8 proprio la pagina, lo scorcio e lo squarcio frammentistico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">In effetti, la natura ossimorica del termine \u201cpoesia in prosa\u201d, cos\u00ec come viene messa in risalto da Paolo Giovannetti e da Paolo Zublena, \u00e8 giocata sul dualismo contrastivo che identifica nell\u2019elemento poetico il genere letterario, e in quello prosastico l\u2019aspetto formale (fatta salva la notazione che, al contrario, com\u2019\u00e8 sempre in poesia, il contenuto pu\u00f2 essere qualsiasi cosa). Zublena ad esempio coglie nella cosiddetta \u201csvolta del 2009\u201d, con l\u2019uscita del volume <em>Prosa in Prosa<\/em> (con testi di Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Andrea Raos e Michele Zaffarano), la possibilit\u00e0 di una nuova declinazione del <em>prose poem<\/em> italiano in quanto tale, attraverso<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"background-color: #fcfcfc;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace; color: #ff0000;\">la nascita di un <em>neomassimalismo narrativo italiano<\/em> che possa dare luogo ad una <em>prosa di ascendenza poetica<\/em> attraverso opportune modificazioni del <em>prose poem<\/em>, ma in senso affatto <em>oggettivista<\/em> alla Ponge o <em>letteralista<\/em> alla Gleize<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">l\u2019esplicita ripresa delle movenze e dei dettami di Jean-Marie Gleize sulle orme di Francis Ponge, laddove il richiamo \u00e8 alla letterariet\u00e0 senz\u2019ulteriore determinazione di senso, senza cornice sottotestuale di sorta: ci\u00f2 che Zublena, insomma, definisce come assimilabile alla \u00ab<em>litt\u00e9ralit\u00e9<\/em> di Gleize\u00bb che essendo \u00abinsieme assenza di sovrasenso e riferimento all\u2019evidenza della tipograficit\u00e0 alfabetica, conduce alla redazione di testi che sono sommamente chiari e enigmatici a un tempo\u00bb, in una forte determinazione del cosiddetto \u201cinfraordinario\u201d. Questa declinazione della poesia in prosa \u00e8 stata esplorata dagli autori succitati con l\u2019intenzione esplicita di proporla come <em>tertium datum<\/em> rispetto alle modalit\u00e0 tradizionali della poesia e della prosa narrativa in quanto tale (romanzo, racconto eccetera), tale che, nelle loro intenzioni, di poesia in prosa alla fine non si potrebbe, a rigore, nemmeno pi\u00f9 parlare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">La modesta proposta che voglio portare avanti in questa sede, per canto mio, riguarda <em>invece<\/em> la nascita di un <em>neomassimalismo narrativo italiano<\/em> che possa dare luogo ad una <em>prosa di ascendenza poetica<\/em> attraverso opportune modificazioni del <em>prose poem<\/em>, ma in senso affatto <em>oggettivista<\/em> alla Ponge o <em>letteralista<\/em> alla Gleize; che dia bens\u00ec luogo a un genere rigenerato e rigenerantesi costantemente per partenogenesi da se stesso, in cui l\u2019elemento del narrabile in forma di prosa, con la forte presenza di elementi formali poetici incastonati e sparsi al suo interno, risulti qualcosa di diverso da un semplice frammentismo che decontestualizzi i significanti rispetto ai significati come anche dall\u2019attenzione alla <em>Ding<\/em> in quanto fiammata di lucidit\u00e0 (alla Alessandro De Francesco, per intenderci) che metta a fuoco il cosiddetto reale <em>aumentato. <\/em>Questo neomassimalismo italiano dovrebbe, nelle mie umili intenzioni, articolarsi attraverso un forte recupero del valore simbolico degli elementi formali poetici stessi all\u2019interno della pagina narrativa e parimenti attraverso un recupero, di contro all\u2019oggettivismo, del soggettivismo metafisico in senso forte, ovvero del personaggio monologante alla <em>Opus Metachronicum<\/em>, che <em>dice<\/em> un io che \u00e8 l\u2019io dell\u2019io di tutti e in cui il lettore possa scavare e ricavare sensi riposti di natura <em>anche<\/em> filosofica in cui ritrovare se stesso e il mondo che di volta in volta gli compete o con cui \u00e8 in competizione, per il tramite del fenomeno metanarrativo ben noto dell\u2019immedesimazione identitaria autore-lettore-personaggio. Un neomassimalismo di tipo poetico in tal modo articolato riuscirebbe, insomma, a offrire dei contenuti ermeneuticamente interpretabili non solo in quanto ostensivamente esposti, ma anche in quanto sottintesi, polisemici, dissimulati e sparsi nel <em>textus<\/em> attraverso il doppio e triplo strato dei significanti sottesi ai significati stessi, dotati di tale autonomia formale e poetica da risultare non un semplice valore aggiunto, ma una vera e propria <em>logocrazia<\/em> del <em>textus<\/em>. Insomma, vorrei passare ad esplorare i multiformi campi ancora in larga parte insondati che vanno dalla <em>poesia in prosa<\/em> (e dalla <em>prosa in prosa<\/em>) alla <em>prosa in poesia<\/em>.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1973\" aria-describedby=\"caption-attachment-1973\" style=\"width: 357px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Ferdinando-Scianna-Sicily-Leonforte.-1973.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1973\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/Ferdinando-Scianna-Sicily-Leonforte.-1973.jpg\" alt=\"Ferdinando Scianna - Sicilia, Leonforte (1973)\" width=\"357\" height=\"531\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1973\" class=\"wp-caption-text\">Ferdinando Scianna &#8211; Sicilia, Leonforte (1973)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Un esempio formale e stilistico di ci\u00f2 che dico \u00e8 presente nel volume intitolato <em>Andata e Ritorno<\/em> della rivista trimestrale <em>Blare Out, Note di cultura fuori dagli accordi<\/em>, n. 6, Inverno 2015: si tratta dell\u2019incipit del mio romanzo breve inedito <em>Hypnerotomachia Ulixis<\/em>, dal titolo provvisorio di <em>Ulisse, l\u2019ultimo naufragio<\/em>, a cui rimando a mo\u2019 di esemplificazione. La presenza di strutture esametriche e ritmiche all\u2019interno del fluire prosastico, le allitterazioni e le figure di suono e di significato, i calembour simbolici, i rimandi testuali enciclopedici di tipo borgesiano e le citazioni letterarie sottintese, il richiamo a <em>topoi<\/em> secolari aggiornati per il tramite dell\u2019intenzione massimalistica sono solo un esempio, in quelle due pagine, della modesta proposta che ho qui cercato di esporre e che va verso una nuova <em>prosa d\u2019arte<\/em>. Inutile dire che questo tentativo si pone agli esatti antipodi rispetto a ci\u00f2 che Zublena, in una pagina dell\u2019enciclopedia Treccani, definiva per la <em>prosa in prosa<\/em> come \u00abl\u2019assenza di differenzialit\u00e0 estetica, e quindi la revoca in dubbio dell\u2019esistenza stessa di qualcosa come un testo letterario (e quindi di un oggetto d\u2019arte) quale ente distinto dal non letterario (dal non artistico). Linguisticamente, questo significa rinuncia a tutte le marche di letterariet\u00e0: comprese quelle della tradizione modernista, dalla torsione espressionista all\u2019indebolimento della coesione o della coerenza testuale \u2013 sia che i materiali siano originali, sia che provengano dal <em>cut up<\/em> di testi eterogenei\u00bb. A mio parere, l\u2019oggetto d\u2019arte deve darsi all\u2019esistenza eccome, perch\u00e9 \u00e8 dotato di una funzione eminentemente salvifica, come aveva capito (persino) il <em>tardo<\/em> Michel Foucault. Azzerare la differenzialit\u00e0 estetica non \u00e8 operazione molto dissimile a quella, archetipica e miliare, compiuta da Marcel Duchamp con l\u2019esposizione (o meglio, <em>sovraesposizione<\/em>) del famoso orinatoio a cui, per condensazione e spostamento, diede il nome di <em>Fontana<\/em>; solo, rispetto all\u2019operazione duchampiana vi si gira intorno due volte a cortocircuito. Duchamp prendeva un oggetto tirandolo fuori dal suo contesto d\u2019uso e lo dichiarava arte <em>proprio<\/em> in quanto oggetto: i <em>prosimprosatori<\/em> prendono un oggetto d\u2019arte, la parola letteraria, la decontestualizzano programmaticamente dal suo uso artistico negandolo, e per questo tramite, a ben vedere, non fanno che riaffermarne proprio l\u2019artisticit\u00e0 in negativo. Infatti, come si legge nel noto articolo di Louise Norton sul secondo numero della rivista dadaista <em>The Blind Man<\/em>, \u00abse Mr. Mutt [M. Duchamp] abbia fatto o no la fontana con le sue mani non ha importanza. Egli l\u2019ha <em>scelta<\/em>. Ha preso un comune oggetto di vita, l\u2019ha collocato in modo tale che un significato pratico scomparisse sotto il nuovo titolo e punto di vista; egli ha creato una nuova idea per l\u2019oggetto\u00bb. \u00c8 tutto l\u00ec l\u2019inghippo da cui non si pu\u00f2 sfuggire, evidente nei fatti d\u2019arte, pure in quelli che non si vorrebbero porre come tali, ovvero la questione pura e semplice che \u00e8 sempre necessaria una <em>scelta<\/em>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Allora, io per parte mia <em>scelgo<\/em> l\u2019iperletterariet\u00e0, matrice stilistica di un agognato neomassimalismo italiano, auspicandomi una fusione completa fra la prosa e la poesia in tutti suoi crismi, di contro a qualsiasi deficit di coerenza e coesione, in un\u2019immersione immaginifica e densa nell\u2019enciclopedia del dicibile e dell\u2019indicibile, tentando di recuperare e comminare in un <em>unicum<\/em> poetico i concetti della letteratura come menzogna di manganelliana memoria, della gaddiana disarmonia prestabilita di Roscioni, della <em>dissipatio humani generis<\/em> nella narrazione filosofica, riflessiva di Morselli, attraverso cui l\u2019<em>humanum<\/em> altroch\u00e9 se si ritrova!, e ritrovandosi perde gli ultimi barlumi di mascherabilit\u00e0 del s\u00e9. In una parola, auspico una letteratura che si faccia produzione di senso proprio attraverso la riflessione estetica sulla perdita di senso che l\u2019operazione stessa del farsi letterario comporta, <em>anche<\/em> attraverso un aspetto formale carico di autonomia beccariana del significante: <em>anche<\/em> attraverso una <em>prosa in poesia<\/em>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: terminal, monaco, monospace;\">Niente di nuovo, si dir\u00e0: \u00e8 proprio questo il <em>punto<\/em>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all\u2019attivo gli album <em>Phantom Hell And Soar Angelic<\/em> (Phonosphera Records 2010), <em>Collision EP<\/em> (2011), <em>Supersound<\/em> (2014) e le compilation <em>Fuori dal<\/em><em> Centro<\/em> (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) e <em>Riot On <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/capo-rid.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1974 alignleft\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2016\/03\/capo-rid-1024x685.jpg\" alt=\"capo rid\" width=\"412\" height=\"280\" \/><\/a>Sunset 25<\/em> (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali come <em>Musikbox, Verde, MareNero, Scrittori Precari, Fallacie Logiche, Storia &amp; Storici, Poetarum Silva, WSF, Neobar, Il Giardino Dei Poeti, Idee\/Inoltre, In Realt\u00e0 La Poesia, Atelier, Cadillac, Nazione Indiana, <\/em><em>Kasparhauser, Filosofia In Movimento, <\/em><em>Italian Studies in Southern Africa, Dialettica &amp; Filosofia, Megachip <\/em>ed altri. Dirige il blog <em>Critica Impura<\/em>. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa <em>Opus Metachronicum<\/em> (Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato <em>Un anno di Critica Impura<\/em> (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica <em>Poeti della lontananza<\/em> (Milano, Marco Saya Edizioni, Milano 2014). \u00c8 presente come poeta nell\u2019antologia <em>La consolazione della poesia<\/em> a cura di Federica D\u2019Amato (Ianieri Edizioni, Pescara 2015) e, con contributi saggistici, nei collettanei <em>Pasolini, una diversit\u00e0 consapevole<\/em> a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e <em>La piet\u00e0 del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri<\/em> a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). Conduce su Radio Centro Musica la trasmissione <em>Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo<\/em><em> millennio<\/em>.\u00a0 A breve uscir\u00e0 la sua silloge di poesie omoerotiche <em>Erotomaculae<\/em> (Algra Editore, Catania 2016). Vive e lavora nei pressi di Roma.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &#8220;una modesta proposta&#8221;:\u00a0rassegna critica e pratica sull&#8217;editoria, in particolare di poesia, e su quali e come siano determinabili le nuove scritture sperimentali &nbsp; L&#8217;articolo che\u00a0Sonia Caporossi\u00a0ha pensato per il quinto appuntamento con\u00a0&#8220;una modesta proposta&#8221;, riprende in modo tangenziale quanto gi\u00e0 maturato in un precedente intervento su Critica Impura, &#8220;I gruppi poetici e gli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120,8,7,10],"tags":[128,127,126,125,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1965"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1965"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2078,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1965\/revisions\/2078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}