{"id":1623,"date":"2015-01-14T19:21:12","date_gmt":"2015-01-14T19:21:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=1623"},"modified":"2015-01-28T12:28:35","modified_gmt":"2015-01-28T12:28:35","slug":"pas-de-pas-pasnessun-padre-gherasim-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2015\/01\/14\/pas-de-pas-pasnessun-padre-gherasim-luca\/","title":{"rendered":"Pas de pas pas\/Nessun padre &lt; = &gt; Gh\u00e9rasim Luca"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/16ltchO5Vpw\" height=\"480\" width=\"640\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il 2014 \u00e8 stato un anno ricco di ricorrenze letterarie, i 100 anni dei &#8220;Canti orfici&#8221;, 100 anni dalla nascita di Dylan Thomas e di Marguerite Duras, 90 anni dalla nascita di <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2014\/09\/15\/totilogia-il-libro\/\" target=\"_blank\">Gianni Toti<\/a>, che abbiamo celebrato con un libro (la prima antologia italiana dell&#8217;opera di Toti), i 100 anni di <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2014\/05\/30\/la-scrittura-della-sibilla-emilio-villa\/\" target=\"_blank\">Emilio Villa<\/a>\u00a0e di <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2015\/01\/01\/la-scrittura-modulare-di-william-s-burroughs-vittore-baroni\/\" target=\"_blank\">William S. Burroughs<\/a>, etc. <br class=\"none\" \/>I centenari o le cifre pari, per quanto ci riguarda, non debbono essere scambiati per momenti di fugace attenzione, flash che producono un&#8217;istantanea mossa o sbiadita, ma intesi come un&#8217;opportunit\u00e0 di ripensare e rivalutare il lavoro di certi autori o artisti e, ove necessario, di attivare un cammino di approfondimento che diffonda la conoscenza di coloro che spesso, per motivi diversi, sono rimasti troppo in ombra o sono stati destinati all&#8217;ombra.<br \/>\nFuor di dubbio che questo tipo di lavoro deve essere svolto assiduamente e regolarmente, senza porsi limiti di date (vedi sulle nostre pagine <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diateca\/blotto\/\" target=\"_blank\">Augusto Blotto<\/a>\u00a0o <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2013\/06\/04\/opere-edite-e-inedite-lucio-saffaro\/\" target=\"_blank\">Lucio Saffaro<\/a>\u00a0ad esempio), ma appunto le celebrazioni possono creare un momento di impegno maggiore, che pu\u00f2 essere giovevole anche al poeta o all&#8217;artista che si va ad analizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne l&#8217;ombra, almeno per l&#8217;Italia, il caso di Gh\u00e9rasim Luca \u00e8 paradigmatico&#8230; riguardo alla <em>ricorrenza<\/em>, se proprio vogliamo insistere, siamo in ritardo di qualche mese dal ventennale dalla morte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1628\" aria-describedby=\"caption-attachment-1628\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Gh\u00e9rasim-Luca-in-Victor-Brauner\u2019s-studio-Paris-1938.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1628\" alt=\"Gh\u00e9rasim Luca nello studio di Victor Brauner, Paris, 1938\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Gh\u00e9rasim-Luca-in-Victor-Brauner\u2019s-studio-Paris-1938.jpg\" width=\"320\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Gh\u00e9rasim-Luca-in-Victor-Brauner\u2019s-studio-Paris-1938.jpg 320w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Gh\u00e9rasim-Luca-in-Victor-Brauner\u2019s-studio-Paris-1938-184x300.jpg 184w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1628\" class=\"wp-caption-text\">Gh\u00e9rasim Luca nello studio di Victor Brauner, Paris, 1938<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gh\u00e9rasim Luca<\/strong>, nato\u00a0Salman Locker a Bucarest nel 1913 da famiglia ebrea, entra presto in contatto con parecchie lingue, in particolare il francese, lingua della cultura letteraria, yiddish, rumeno e tedesco. La sua formazione intellettuale \u00e8 piuttosto articolata e spazia dalla filosofia alla psicanalisi; alla fine degli anni trenta concentra i suoi interessi sulla produzione surrealista parigina (<a href=\"http:\/\/www.jose-corti.fr\/auteursfrancais\/luca.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.jose-corti.fr\/auteursfrancais\/luca.html<\/a>). Molta parte dell&#8217;opera poetica di Luca si inserisce nel solco della ricerca dada-surrealista, proseguendo apparentemente le prime esperienze della poesia sonora (v.\u00a0<a title=\"Raoul Hausmann\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raoul_Hausmann\">Raoul Hausmann<\/a>\u00a0e\u00a0<a title=\"Kurt Schwitters\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kurt_Schwitters\">Kurt Schwitters<\/a>\u00a0ad esempio), ma in realt\u00e0 il lavoro fonetico che viene protratto sistematicamente nell&#8217;intera messe produttiva dell&#8217;autore, si radicalizza per diventare strumento gnoseologico e riflessione sulla possibilit\u00e0 che ha il linguaggio di catturare l&#8217;essere. Poesia giocosamente ontologica dunque, quella di Luca diventa esperienza estrema di destrutturazione e manipolazione della parola, come estremo\u00a0anelito \u00a0di comunicazione.<br class=\"none\" \/>Per tutti questi anni (certamente anche per le difficolt\u00e0 di tradurre un lavoro cos\u00ec intraducibile, come spiega Giacomo Cerrai poco sotto),\u00a0Gh\u00e9rasim Luca \u00e8 stato in Italia un poeta per pochi adepti -che per lo pi\u00f9 lo hanno letto in originale-, le pubblicazioni si contano veramente sulle dita e sono ormai fuori catalogo, a parte una.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1632\" aria-describedby=\"caption-attachment-1632\" style=\"width: 216px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/pdf-trailer-ghc2aerasim-luca1-1-copia-copia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1632   \" alt=\"&quot;La fine del mondo&quot; - copertina\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/pdf-trailer-ghc2aerasim-luca1-1-copia-copia-545x1024.jpg\" width=\"216\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/pdf-trailer-ghc2aerasim-luca1-1-copia-copia-545x1024.jpg 545w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/pdf-trailer-ghc2aerasim-luca1-1-copia-copia.jpg 1416w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1632\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;La fine del mondo&#8221; &#8211; copertina<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nostra conoscenza i primi testi di Luca\u00a0tradotti in Italia risalgono al 1980, nell&#8217;antologia curata da Marco Cugno e Marin Mincu &#8220;Poesia romena d&#8217;avanguardia&#8221; (Ed. Feltrinelli); abbiamo poi &#8220;L&#8217;inventore dell&#8217;amore&#8221; pubblicato spillato, senza data e senza copyright da Edizioni Gratis di Firenze e\u00a0&#8220;L&#8217;inventore dell&#8217;amore&#8221; delle Edizioni Barbes, sempre di Firenze, del 2011 a cura di Giovanni Rotiroti. Nel 2012, finalmente, per le Edizioni Joker di Novi Ligure, esce &#8220;La fine del mondo&#8221; la prima vera antologia poetica di\u00a0Gh\u00e9rasim Luca, con note ed apparati, a cura di <a href=\"https:\/\/anfratture.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">Alfredo Riponi<\/a>\u00a0, traduzioni di Alfredo Riponi,\u00a0<a href=\"https:\/\/sottopelle.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">Rita R. Florit<\/a> e <a href=\"http:\/\/ellisse.altervista.org\/\" target=\"_blank\">Giacomo Cerrai<\/a>.<br class=\"none\" \/>Oggi su \u00a0<strong>f l o e m a &#8211; esplorazioni della parola \u00a0<\/strong>presentiamo un lavoro che vorrebbe essere simile a quello uscito in volume e cio\u00e8 la prima (breve) antologia poetica luchiana presente in rete. Inoltre inauguriamo con questa uscita una nuova collana digitale dedicata alle traduzioni: <em>TRANS &#8211; prove di traduzione<\/em>.<br class=\"none\" \/>L&#8217;ebook <span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Pas de pas pas\/Nessun padre&#8221;<span style=\"color: #000000;\">, che<\/span>\u00a0<span style=\"color: #000000;\">pu\u00f2\u00a0pu\u00f2 essere consultato e scaricato anche in PDF su<em>\u00a0<\/em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/biblioteca#luca\" target=\"_blank\">Biblioteca di \u00a0f l o e m a<\/a>\u00a0o direttamente qui sotto attraverso la piattaforma ISSUU per la lettura di ebooks e documenti:<\/span><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/e.issuu.com\/embed.html#7460369\/10920262\" height=\"394\" width=\"525\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">comprende 8 poesie inedite pi\u00f9 &#8220;Herm\u00e9tiquement ouverte&#8221; gi\u00e0 tradotta da <a href=\"https:\/\/anfratture.wordpress.com\/2012\/08\/09\/gherasim-luca-hermetiquement-ouverte\/\" target=\"_blank\">Alfredo Riponi<\/a>\u00a0e 9 poesie visive tratte da\u00a0\u201cLa voici la voie silanxieuse\u201d\u00a0(Edizioni Jos\u00e9 Corti). Traduzione e testo introduttivo a cura di <span style=\"color: #ff0000;\">Giacomo Cerrai.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Per questo progetto il compositore e cantante <a href=\"http:\/\/www.stefanoluigimangia.it\/\" target=\"_blank\">Stefano Luigi Mangia<\/a>\u00a0ha eseguito una partitura vocale proprio ispirandosi a\u00a0&#8220;Herm\u00e9tiquement ouverte&#8221;. Mangia tributa Luca nel migliore dei modi e cio\u00e8 attraverso la ricerca vocale pi\u00f9 estrema, non ci sono interventi elettronici in questa registrazione (a parte due canali di registrazione montati assieme), sono tutti suoni provenienti dalla voce. Potete ascoltare il pezzo qui sotto:<\/span><br class=\"none\" \/><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/185843265&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;visual=true\" height=\"450\" width=\"100%\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Appunti per una lettura di Gh\u00e9rasim Luca<\/span><\/h2>\n<h4>di Giacomo Cerrai<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gh\u00e9rasim Luca non \u00e8 solo una sfida traduttiva e interpretativa, da cui non di rado si esce sconfitti o insoddisfatti, ma\u00a0rappresenta soprattutto una straordinaria esperienza di<em> lettura<\/em>. Chi vi si accosta deve per prima cosa accantonare\u00a0l&#8217;idea, del tutto presuntuosa, di colmare una distanza con l&#8217;autore attraverso la comunicazione. Luca aveva molto da\u00a0dire, ma sospetto che farsi capire fosse l&#8217;ultima delle sue preoccupazioni. Doveva piuttosto agire per scostamenti e\u00a0condensazioni, il suo scopo era andare a vedere cosa ci fosse dietro la maschera &#8211; intesa anche in senso tragico &#8211;\u00a0della lingua, se vi fosse una sorgente non filtrata della realt\u00e0. Doveva scoprire (denudare) il corpo della lingua,\u00a0rappresentarne la materia erotica, restaurarne la sonorit\u00e0 pre-verbale e pre-nominale, doveva quindi (anche)\u00a0sfuggire a &#8220;l&#8217;incurabile ritardo delle parole&#8221; (C. Pelieu, ma ne aveva gi\u00e0 parlato Breton nel <em>Manifeste du<\/em><br \/>\n<em> surr\u00e9alisme<\/em> del 1924), ovvero superare il gap tra formulazione del pensiero ed espressione. Progetto quanto mai\u00a0ambizioso, se si pensa che \u00e8 stato esperito per tutta la vita lavorando su una lingua &#8220;altra&#8221;, non sua, alloctona,\u00a0anche se fin da subito padroneggiata proprio nella sua funzione pi\u00f9 ardua, quella poetica. Un atto di coraggio,\u00a0senza dubbio, e una scelta cos\u00ec radicalmente diversa ad esempio da quella dell&#8217;altro grande esule, il suo amico Paul\u00a0Celan, per il quale il francese rimase quasi sempre una lingua d&#8217;uso, poich\u00e8 per lui abbandonare la lingua della\u00a0madre (e degli aguzzini di lei) avrebbe equivalso, come sappiamo, ad abbandonare di nuovo la madre stessa.<br \/>\nQuella di Luca \u00e8 una lingua poetica ipertrofica, in cui il suono ha un posto fondamentale, senza tuttavia avere niente\u00a0a che vedere con qualcosa di semplicemente eufonico, nel senso di questo termine che comunemente si accosta\u00a0alla poesia. Il suono \u00e8 spesso, come si diceva, pre-verbale, ancorato a quel punto critico che sta tra emissione di\u00a0voce e sostanziazione di essa in parola\/cosa, parola\/oggetto, significato &#8220;comune&#8221;, una ricerca quindi di una\u00a0soggettivit\u00e0 estrema e profonda, una sostanziale unicit\u00e0. Non \u00e8 infantile lallazione, \u00e8 semmai azione, azione di\u00a0smontaggio e rimontaggio (anche in senso cinetico e &#8211; perch\u00e8 no &#8211; cinematico) della parola, attraverso un\u00a0meccanismo che \u00e8 molte volte la cifra di Luca, come nella celeberrima<em> Passionn\u00e9ment<\/em> (<em>&#8230;je t\u2019ai je t\u2019aime je \/ je je jet\u00a0je t\u2019ai jetez \/ je t\u2019aime passionn\u00e9m t\u2019aime \/ je t\u2019aime je je jeu passion j\u2019aime&#8230;<\/em>). E&#8217; il balbettio, o meglio il tangage, il\u00a0beccheggio della lingua sull&#8217;onda psichica, erotica, emozionale. Cio\u00e8, per dirla altrimenti, di valori primari, tellurici,\u00a0libidici. Un elemento fondante gi\u00e0 rilevato da G. Deleuze in &#8220;Critica e clinica&#8221; (ma v. a questo proposito la nota critica\u00a0di A. Riponi in calce all&#8217;antologia &#8220;G. Luca &#8211; La fine del mondo&#8221;, a cura di A. Riponi, Ed. Joker 2012, nonch\u00e9 le note\u00a0ai testi della stessa antologia). Il balbettio conduce all&#8217;assonanza, ad echi, all&#8217;associazione di idee, alla somiglianza\u00a0tra parole e all&#8217;affascinante dubbio (abilmente coltivato) che questa somiglianza nasconda inoltre una sostanza,\u00a0anche ironica, che le parole stesse tenderebbero a velare, come \u00e8 stato notato da vari commentatori. Un processo\u00a0che conduce spesso a una specie di trapasso da una parola all&#8217;altra, come una metempsicosi verbale, un destino\u00a0significante niente affatto casuale. O, se volete, un traffico interverbale che il poeta regola abilmente (e non \u00e8 un\u00a0caso che una sezione di &#8220;Sept slogans ontophoniques&#8221; si intitoli &#8220;Semaforismi&#8221;). Un esempio? &#8220;Ac<strong>cou<\/strong>pl\u00e9 \u00e0 la <strong>peur<\/strong> \/comme <strong>Dieu<\/strong> \u00e0 l&#8217;o<strong>dieu<\/strong>x \/\/ le <strong>cou<\/strong> engendre le <strong>cou<\/strong>teau \/\/ et le <strong>Coupeur<\/strong> de t\u00eates \/ suspendu entre la t\u00eate et le corps\u00a0\/\/ comme le <strong>crime<\/strong> \/ entre le <strong>cri<\/strong> et la ri<strong>me<\/strong>&#8221; (&#8220;Accoppiato alla paura \/ come Dio all&#8217;odioso \/\/ il collo genera il coltello \/\/\u00a0e il Tagliatore di teste \/ sospeso tra la testa e il corpo \/\/ come il crimine \/ tra il grido e il limine&#8221;, da A gorge d\u00e9nou\u00e9e,\u00a0trad. A. Riponi e R.R. Florit. op. cit. pag. 43 &#8211; Il grassetto \u00e8 mio). Superfluo dire (e l&#8217;esempio non \u00e8 nemmeno dei pi\u00f9\u00a0ardui) delle difficolt\u00e0 che incontra il traduttore, soprattutto in termini di restituzione dei giochi linguistici, dei\u00a0calembours, delle sonorit\u00e0 significanti di cui si diceva prima. C&#8217;\u00e8 poi, come accenneremo pi\u00f9 avanti, un problema\u00a0ermeneutico, cio\u00e8 di interpretazione del testo.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>continua a leggere su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Gh\u00e9rasim-Luca-Pas-de-pas-pas-_-Nessun-padre.pdf#page=6\" target=\"_blank\">Biblioteca di \u00a0<strong>f l o e m a<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1646\" aria-describedby=\"caption-attachment-1646\" style=\"width: 498px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/cubomania.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1646\" alt=\"Gh\u00e9rasim Luca - Paul III d'apres Titien (cubomanie)\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/cubomania.jpg\" width=\"498\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/cubomania.jpg 498w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/cubomania-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/cubomania-298x300.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1646\" class=\"wp-caption-text\">Gh\u00e9rasim Luca &#8211; Paul III d&#8217;apres Titien (cubomanie)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Gh\u00e9rasim Luca (1913-1994)<strong>.\u00a0<\/strong>Gherasim Luca (Salman Locker) nasce a Bucarest nel 1913, da una famiglia ebrea askenazita.\u00a0Entra presto in contatto con parecchie lingue, in particolare il francese, lingua della cultura letteraria, yiddish, rumeno e tedesco. Il suo<\/em> <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Guerasim-Luca.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1642\" alt=\"Guerasim Luca\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Guerasim-Luca.png\" width=\"428\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Guerasim-Luca.png 428w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Guerasim-Luca-300x265.png 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/Guerasim-Luca-338x300.png 338w\" sizes=\"(max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/a><em>interesse per il surrealismo risale alla fine degli anni trenta; entra in corrispondenza con Andr\u00e9 Breton. Nel breve periodo di libert\u00e0 prima del comunismo Luca da vita a un gruppo surrealista con alcuni amici. Dispone di una tipografia e di un luogo di esposizione, e adotta la lingua francese nel suo desiderio di rompere con la lingua materna. All\u2019avvento del comunismo, nel 1947, cerca di lasciare la Romania con l\u2019amico Dolfi Trost, ma \u00e8 catturato alla frontiera. La sola possibilit\u00e0 di lasciare la Romania \u00e8 un visto per Israele, lo ottiene solo cinque anni dopo. Resta in Israele solo pochi mesi, qui per sfuggire al servizio militare obbligatorio vivr\u00e0 recluso in una grotta illuminata solo da uno specchio che riflette i raggi del sole. Raggiunge Parigi nel 1952, citt\u00e0 che non lascer\u00e0 pi\u00f9. Qui pubblicher\u00e0 il suo primo grande libro,\u00a0H\u00e9ros-Limite, con la casa editrice\u00a0Soleil Noir. In Francia vivr\u00e0 sempre da apolide, e finir\u00e0 per accettare di essere naturalizzato francese solo a seguito di una procedura di espulsione. Questa prova susciter\u00e0 in lui la memoria delle vecchie vessazioni, legate a fascismo e comunismo. Il 9 febbraio 1994 a mezzanotte, dopo aver scritto il suo ultimo messaggio, dir\u00e0 di voler lasciare \u201cquesto mondo dove non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per i poeti\u201d e si getter\u00e0 nella Senna. Tra le sue opere\u00a0:\u00a0Le Vampire passif, \u00c9ditions de l\u2019Oubli, Bucarest 1945;\u00a0H\u00e9ros-Limite, Le Soleil Noir, Paris 1953;\u00a0La Fin du monde, Editions Petitthory, Paris 1969;\u00a0Le Chant de la carpe, Le Soleil Noir, Paris 1973;Paralipom\u00e8nes, Le Soleil Noir, Paris 1976.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 12px;\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/avatar_rid.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1639\" alt=\"avatar_rid\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/avatar_rid.jpg\" width=\"207\" height=\"156\" \/><\/a><span style=\"color: #000000;\">Giacomo Cerrai \u00e8 nato a S.Giuliano Terme (Pisa). Ha\u00a0studiato a Pisa, dove abita e lavora, e dove si \u00e8 laureato in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea con Silvio Guarnieri, con una tesi sulla rivista letteraria fiorentina &#8220;Solaria&#8221;. Ha pubblicato\u00a0una piccola raccolta, &#8220;Imperfetta ellisse&#8221;, prefazione di\u00a0Cristiana Vettori, negli &#8220;Opuscoli di Primarno&#8221; della Accademia Casentinese di Lettere, Arti e Scienze. Ha collaborato con un proprio testo bilingue a\u00a0&#8220;Private&#8221; n. 18\/2000, rivista di fotografia e scrittura, ed \u00e8 uno degli autori del volume dedicato a Cesare Pavese &#8220;AA.VV. &#8211; Cesare perduto nella pioggia&#8221; a cura di Massimo Canetta, Di Salvo Editore Napoli. E&#8217; stato redattore, fino alla chiusura avvenuta alla fine del 2002, della sezione Poesia del sito di letteratura &#8220;I Fogli nel Cassetto&#8221;. Sue poesie sono su Dadamag n.6 (1999),\u00a0sul\u00a0blog\u00a0di Gianfranco Fabbri &#8220;La costruzione del verso&#8221;, sul\u00a0n.4 &#8211; Gennaio 2007 della rivista &#8220;L&#8217;Attenzione<span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;<\/span>, oltre che nella categoria &#8220;Homeworks&#8221; di questo sito. Altri testi (letti dall&#8217;autore) sono presenti su &#8220;Oboe sommerso&#8221;, il\u00a0blog\u00a0di Roberto Ceccarini. Altri ancora sono stati ospitati dal blog collettivo &#8220;Via delle Belle Donne&#8221;, di Antonella Pizzo e C., compreso l&#8217;unico, per ora, esperimento di poesia multimediale intitolato &#8220;Flash poem&#8221;. E&#8217; ora disponibile su\u00a0Lulu.com\u00a0una versione a stampa (scaricabile anche gratuitamente) de &#8220;La ragione di un metodo&#8221;, silloge di testi risalenti agli anni &#8217;80-&#8217;90. Inoltre una silloge di quattordici poesie appartenenti a periodi diversi \u00e8 stata ospitata dal\u00a0blog\u00a0di Francesco Marotta &#8220;La dimora del tempo sospeso&#8221;. E&#8217; presente nell&#8217;antologia &#8220;Vicino alle nubi sulla montagna crollata&#8221;, a cura di Luca Ariano e Enrico Cerquiglini, Campanotto Editore, con il poemetto &#8220;Acqua&#8221; e sull&#8217;annuario n. 29 di Tellus. Ha pubblicato di recente il poemetto &#8220;Sinossi dei licheni&#8221;, ebook presso\u00a0Clepsydra Edition. Un altro poemetto, &#8220;Camera di condizionamento operante&#8221;,\u00a0 \u00e8 uscito nel Luglio 2009 presso &#8220;L&#8217;Arca Felice&#8221; di Salerno, nella collana\u00a0Coincidenze. Entrambi sono scaricabili gratuitamente, anche in formato .epub, da\u00a0QUI. Su GAMMM un\u00a0testo sperimentale, &#8220;A tribute to John Cage&#8221;. \u00a0E&#8217; co-traduttore dell&#8217;antologia &#8220;La fine del mondo &#8211; Poesie 1942-1991&#8221; di Gh\u00e9rasim Luca, a cura di Alfredo Riponi, Joker Edizioni 2012. Nel gennaio 2013 \u00e8 uscita, per le edizioni &#8220;L&#8217;Arcolaio&#8221;, la silloge &#8220;Diario estivo e altre sequenze&#8221;. Alcune sue poesie, tradotte in francese dal poeta Raymond Farina, sono pubblicate sul sito di Nathalie Riera &#8220;Les carnets d&#8217;Eucharis&#8221;, sul n. 58 (autunno &#8211; inverno 2012) della rivista di letteratura &#8220;Di\u00e9r\u00e8se&#8221; e sul n.25 della rivista &#8220;A l&#8217;index&#8221; diretta da Jean-Claude Tardif. La rivista\u00a0HEBENON\u00a0Anno XIX Quarta Serie nn. 13-14 \/ Aprile &#8211; Novembre 2014 ha ospitato una nota e sue traduzioni di Pierre-Albert Jourdan.<\/span>\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><span style=\"font-size: 12px;\">Stefano Luigi Mangia, cantante\/compositore i cui interessi spaziano dal jazz, alla musica contemporanea, alle improvvisazioni radicali, nasce a Galatina (Le) il 17\/09\/1981.\u00a0Presso il Conservatorio di Musica \u2018NINO ROTA\u2019 di Monopoli nel 2007 consegue un Master di I livello in \u201cComposizione vs. <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/MAngia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-1644\" alt=\"MAngia\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/MAngia.jpg\" width=\"242\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/MAngia.jpg 960w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/MAngia-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2015\/01\/MAngia-452x300.jpg 452w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a>\u00a0Improvvisazione nei Nuovi Linguaggi\u201d; Nel 2008 consegue Laura di I livello in \u201cMusica Jazz\u201d\u00a0 nel classe del M\u00b0 Gianni Lenoci; 2011 si diploma in Sassofono e nel 2013 consegue Laurea di II Livello in \u201cMusica Jazz\u201d con lode e menzione speciale.<\/span><\/em><br class=\"none\" \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">Mangia ha sviluppando il suo stile personale nel jazz moderno e nella musica improvvisata suonando e cantando con importanti musicisti della scena jazzistica italiana ed internazionale, tra i quali lo stesso Gianni Lenoci, Maurizio Quintavalle, Marcello Magliocchi, Gaetano Partipilo, Karl Berger e Ingrid Sertso, Steve Potts, Markus Stockhausen, Paolo Damiani,\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">Irene Aebi<\/span>-Lacy,\u00a0<span style=\"color: #000000;\">Sabir Mateen<\/span>.<br class=\"none\" \/><\/span>Nell\u2019ambito degli studi e ricerche, tra tradizione e sperimentazione, Mangia ha approfondito le conoscenze sulla vocalit\u00e0 mongola (canto armonico) con Tran Quang Hai, sulle tecniche di canto della tradizione Pakistano e Nord Indiana, sugli studi inerenti le vocalit\u00e0 extra-europee e le tecniche di vocalit\u00e0 estesa.\u00a0I suoi lavori discografici sono stati pubblicati dalla londinese Leo Records e da Amirani Records.\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Il 2014 \u00e8 stato un anno ricco di ricorrenze letterarie, i 100 anni dei &#8220;Canti orfici&#8221;, 100 anni dalla nascita di Dylan Thomas e di Marguerite Duras, 90 anni dalla nascita di Gianni Toti, che abbiamo celebrato con un libro (la prima antologia italiana dell&#8217;opera di Toti), i 100 anni di Emilio Villa\u00a0e di William [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78,8,49,7,10],"tags":[97,96,95,98,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1623"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1649,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623\/revisions\/1649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}