{"id":1167,"date":"2014-01-20T10:14:31","date_gmt":"2014-01-20T10:14:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/?p=1167"},"modified":"2014-01-20T10:40:11","modified_gmt":"2014-01-20T10:40:11","slug":"lettera-a-gianni-toti-carlo-alberto-sitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2014\/01\/20\/lettera-a-gianni-toti-carlo-alberto-sitta\/","title":{"rendered":"Lettera a Gianni Toti &lt; = &gt; Carlo Alberto Sitta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;11 dicembre 2013 abbiamo pubblicato su queste pagine un progetto dedicato a Gianni Toti: <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/2013\/12\/11\/totilogia-gianni-toti\/\">TOTILOGIA<\/a>, anticipando e promuovendo l&#8217;importante lavoro di digitalizzazione di tutta l&#8217;opera dell&#8217;autore, a cura della <a href=\"http:\/\/www.lacasatotiana.it\/giannitoti\/\">Casa Totiana di Roma<\/a>.<br class=\"none\" \/>Pubblichiamo oggi un testo di <strong><a href=\"http:\/\/www.labpoesiamo.it\/steve.htm\">Carlo Alberto Sitta<\/a><\/strong>, che ha conosciuto personalmente Toti e col quale ha pi\u00f9 volte collaborato. Sitta non ha avuto la possibilit\u00e0 di spedire il suo scritto entro la scadenza prevista per l&#8217;inserimento nell&#8217;<a href=\"http:\/\/issuu.com\/diaforia\/docs\/gianni_toti_-_totilogia\/1?e=7460369\/5975173\">ebook<\/a>, ma era suo desiderio ricordare comunque l&#8217;amico Gianni. <br class=\"none\" \/><em>Proprio in relazione a questa pubblicazione posteriore, approfittiamo per lanciare un nuovo invito a tutti coloro che hanno qualcosa da dire su Gianni Toti, sia a livello creativo che critico, nella prospettiva di pubblicare un nuovo ebook aggiornato e corretto. <\/em><br class=\"none\" \/><em>Attenderemo i vostri scritti fino alla fine di giugno 2014; potete spedire a <span style=\"color: #0000ff;\">info@diaforia.org<\/span>.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1168\" aria-describedby=\"caption-attachment-1168\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2014\/01\/Toti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1168\" alt=\"Gianni Toti\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2014\/01\/Toti.jpg\" width=\"700\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2014\/01\/Toti.jpg 700w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2014\/01\/Toti-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.diaforia.org\/floema\/files\/2014\/01\/Toti-406x300.jpg 406w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1168\" class=\"wp-caption-text\">Gianni Toti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><b>CARLO ALBERTO SITTA<br class=\"none\" \/><\/b><span style=\"color: #800080;\">\u00a0<\/span><b><span style=\"color: #800080;\">\u201cCarte riScoperte\u201d<\/span><br class=\"none\" \/><\/b>(lettera a Gianni Toti)<\/p>\n<p>Era ora, Gianni, che la poetanoica verit\u00e0 venisse fuori, e dentro, senza bussare, e che i nostri scambi di allora trovassero almeno virtu(al)(osa)mente casa. Ti avevo ben scritto che \u201cFalsi Piani\u201d non mi piaceva, anche se tu dicevi buono, efficace, senz\u2019altro poetibile, come tutti gli interventi nostri, almeno fino alla bomba di Piazza Fontana. Tutti pi\u00f9 o meno poetanti e maldicenti, dicevi, e va bene cos\u00ec, per il n. 10 di \u2018Carte Segrete\u2019 (giugno 1969, p. 199): \u201cl\u2019embolia del colore sintetico, i monti le labbra gli alessandrini accostati nel prisma nel vetro quel giro di orizzonte, il tacco che premo\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Caro Gianni, mio buon lettore, il testicolo continua a non piacermi, <i>dico che non era passato n\u00e9 passabile<\/i>! Come abbiamo parlato in quegli anni, con troppi strumenti, al massimo <i>disiscrittura,<\/i> ma ci si capiva per\u00f2. L\u2019altro testicolo, quello che non ti garbava, dopo era tardi per pubblicarlo da qualunque altra parte, dopo la bomba pi\u00f9 niente era rimasto intatto, ed \u00e8 rimasto inedito fino a oggi. Nemmeno Spatola l\u2019ha voluto, nel nuovo clima. Tantomeno al Sindacato Nazionale Scrittori ah! tu da solo contro tutta l\u2019intellighenzia romana, in quel Congresso di Ri-fondazione. Dobbiamo timbrare le schede o i delegati? cos\u00ec dal microfono, mentre la Maria Bellonci votava alzando la manina candido guantata. Due anni dopo, per quel che contano gli anni.<\/p>\n<p>Inedito, e quel ch\u2019\u00e8 peggio persino elegiaco, queste \u201cIdi dell\u2019anno\u201d \u00e8 sperimentale, <i>pi\u00f9 silenzioso dell\u2019urlo<\/i>, silenziatori sperimentati tra fiuto e rifiuto della politica. Erano, le Idi, sempre quelle del \u201869, che Emilio Villa aveva postato eroticamente, perch\u00e9 una cifra cos\u00ec particolare cade al massimo ogni secolo. Infatti tutto si capovolse, come successe allora e pochi anni dopo, andando in giro a far Comitati, a spiegare che certe notizie restano notizie, e che il cinema ha ancora storie che restano storie \u2026<\/p>\n<p>Scandire in alessandrini era scandaloso, semanticamente le cose finivano per tornare regolari, un altro dopo e un altro prima. La cifra da decifrare sta nei libri e chi avr\u00e0 mai la pazienza di smazzare carte di un passato cos\u00ec scomposto? Ma perch\u00e9 se penso a te, senza schermi o nostalgiche posture, mi prende un\u2019allegria incontenibile? Sar\u00e0 per la faccia di quei delegati scrittori, della buona compagnia che ci stava intorno, al Congresso e fuori. O magari perch\u00e9 la libert\u00e0 di parola \u00e8 una pratica che pochi sanno veramente mettere in una pratica.<\/p>\n<p>Allora <i>assenso scritto invio<\/i>, a mo\u2019 di cincischio gigionesco, ma i ragazzi d\u2019oggi sono bravi, leggono giusto e con l\u2019intonazione dovuta. Peccato non averle messe prima in un Cinegiornale Libero, le Idi, o non averle portate con te in Planetopoli, ma possono andare bene anche ora, perch\u00e9 per certo ti arrivano l\u00ec anche dove sei, in qualche nuovo Comitato di tua recente istituzione, dove un utopico input o tag penser\u00e0 ad additarle l\u2019un l\u2019altro al ludibrio dei blog.<\/p>\n<p>Tanto per diversificare i di-versi, qui cambio stile, lascio il tuo inimitabile e ti trascrivo, calcificando:<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #800080;\">LE IDI DELL&#8217;ANNO<\/span><br class=\"none\" \/><i>(1969, inedito)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0I<\/p>\n<p>Ora il diaframma rapsodico dirama tremuli cespiti<br class=\"none\" \/>che si fa ciclo d&#8217;eventi e quindi precetto che scotta<br class=\"none\" \/>che il prisma del gioco pi\u00f9 fossile annulla presagi<br class=\"none\" \/>che dura fuliggine pensaci al ritmo che intanto<br class=\"none\" \/>il mare che c&#8217;era dovunque una massa di terra<br class=\"none\" \/>le tende che tagli sutura il bivacco dal gelo<br class=\"none\" \/>finch\u00e9 gli intestini cammina a poco si annoda<br class=\"none\" \/>i pochi antistanti rimasti sbandati in gennaio<br class=\"none\" \/>sulla stamani universo a caccia di microsuoni<br class=\"none\" \/>gridando di s\u00ec con le mani una luna che diaccia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<br class=\"none\" \/>II<\/p>\n<p>Libert\u00e0 che promette a distanza ed altri ricordi<br class=\"none\" \/>dall&#8217;angolo fossile primizia divelta d&#8217;aprile<br class=\"none\" \/>prima che cedri delibano vivide voci sul retro<br class=\"none\" \/>dietro lo zero che dune davanti stavano pendule<br class=\"none\" \/>nella quel giorno spogliate era tempo di sabbia<br class=\"none\" \/>il mare che c&#8217;era dovunque una massa di fuoco<br class=\"none\" \/>un varco talvolta imperfetto anonimo tipo di tono<br class=\"none\" \/>visto che franano soli fra tanti ad occhi bendati<br class=\"none\" \/>dal borgo impluvio quartiere entriamo col caldo<br class=\"none\" \/>dicendo di s\u00ec con le mani al tempo che intorno<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><br class=\"none\" \/>III<\/p>\n<p>Che tutto a spirale scrivendo affonda nei gorghi<br class=\"none\" \/>nel mare che c&#8217;era dovunque una massa di aria<br class=\"none\" \/>al largo sostiene lo spreco rifrange pur troppo<br class=\"none\" \/>il gesto che il vento rovista fra resti di pasti<br class=\"none\" \/>nel molle alfabeto specchiato dentro il ruscello<br class=\"none\" \/>nella quel giorno spogliata distesa dell&#8217;acqua<br class=\"none\" \/>che corrisponde a ogni tanto a scrivere inebria<br class=\"none\" \/>che senza parlare inventa il gramma del grido<br class=\"none\" \/>fino a tutta la voce bruciata fra i tanti per caso<br class=\"none\" \/>facendo di s\u00ec con le mani ai corpi che in luglio<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><br class=\"none\" \/>IV<\/p>\n<p>Che questo il giro di base che reca l&#8217;autunno<br class=\"none\" \/>che fissa in rilievo idioletto in s\u00e9 inespresso<br class=\"none\" \/>che tutto in sciopero inerte in onda di trapano<br class=\"none\" \/>libert\u00e0 che promette a distanza ed altri percorsi<br class=\"none\" \/>rabbia che una si accende nel clima che in giallo<br class=\"none\" \/>misantropica stanza che tratta cadute di foglie<br class=\"none\" \/>col mare che c&#8217;era dovunque una massa di acqua<br class=\"none\" \/>elemento che quarto s\u2019estende sul globo inesteso<br class=\"none\" \/>volendo di s\u00ec con le mani alitandovi sopra<br class=\"none\" \/>che dire pi\u00f9 chiaro a chi mi stupore mi ferma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><em>Carlo Alberto Sitta, nato a Modena nel 1940, poeta, autore di teatro, regista e interprete. Ha pubblicato\u00a0In\/finito,\u00a0Magnetodrome,Animazione,\u00a0Sesta terra,\u00a0Il principe errante,\u00a0L&#8217;anima virtuale\u00a0e\u00a0Museo degli astri. Ha collaborato, fra le altre, alle riviste &#8220;Il Verri&#8221;, &#8220;Nuova corrente&#8221;, &#8220;Il Caff\u00e8&#8221;, &#8220;Carte segrete&#8221;, &#8220;Uomini e idee&#8221;, &#8220;Change&#8221;, &#8220;Tam tam&#8221;, &#8220;L&#8217;Humidit\u00e9&#8221;, &#8220;Invisibile City&#8221;. Ha tradotto dal francese opere di Pierre Albert-Birot, Jean Tardieu, Jacques Henric, Patrick Boumard, Sylvain Auroux. Ha fondato nel 1979 il Laboratorio di poesia di Modena e nel 1981 la rivista di poesia &#8220;Steve&#8221;, che tuttora dirige.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;11 dicembre 2013 abbiamo pubblicato su queste pagine un progetto dedicato a Gianni Toti: TOTILOGIA, anticipando e promuovendo l&#8217;importante lavoro di digitalizzazione di tutta l&#8217;opera dell&#8217;autore, a cura della Casa Totiana di Roma.Pubblichiamo oggi un testo di Carlo Alberto Sitta, che ha conosciuto personalmente Toti e col quale ha pi\u00f9 volte collaborato. 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