{"id":923,"date":"2012-01-24T15:42:36","date_gmt":"2012-01-24T15:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/diaforiasinecondicio.wordpress.com\/?p=923"},"modified":"2012-12-08T09:53:27","modified_gmt":"2012-12-08T09:53:27","slug":"intervista-a-augusto-blotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2012\/01\/24\/intervista-a-augusto-blotto\/","title":{"rendered":"Intervista a Augusto Blotto"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito vi presentiamo una breve intervista che abbiamo fatto al poeta <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Augusto_Blotto\">Augusto Blotto<\/a>, in occasione dell&#8217;uscita del <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2011\/12\/20\/dia%e2%80%a2foria-n7-augusto-blotto\/\">numero 7<\/a> di <strong>[dia\u2022foria. <\/strong>E&#8217; un&#8217;occasione per approfondire o avvicinarsi a un autore unico nel panorama letterario italiano, per la sua scrittura completamente fuori dagli schemi. Oltre alla pagina Wikipedia e al volume della <a href=\"http:\/\/www.ediorso.it\/il-clamoroso-non-cominciar-neppure-atti-della-giornata-di-studio-in-onore-di-augusto-blotto.html\">Giornata di Studi<\/a> a lui dedicata nel 2009 (con interventi critici di Stefano Agosti, Giovanni Tesio, Giorgio Barb\u00e8ri Squarotti, Sandro Montalto, Stefano La Notte, etc.)<strong>, <\/strong>potrete trovare ulteriori notizie e diversi inediti alla pagina del nostro blog <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diateca\/blotto\/\" target=\"_blank\">Blotto<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><!--more Per leggere l'intervista, cliccare QUI.--><\/p>\n<p><em>D1) Gentile Augusto, partiamo da una domanda (due in verit\u00e0) canonica e all\u2019apparenza banale, ma che nel suo caso, considerate quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di scrittura, pu\u00f2 sortire aspetti inusuali e interessanti: cos\u2019\u00e8 per lei la poesia? E perch\u00e9 ha deciso di registrare il reale in versi e non in prosa?<\/em><\/p>\n<p>R1a] Poesia \u00e8 quando, davanti a un testo in prosa o in versi, una spina ti si ficca nel midollo e, mentre ti sprofonda nel convincimento di avere sinora sbagliato tutto, <em>nello stesso istante <\/em>ti d\u00e0 la certezza che d\u2019ora in avanti tutto sar\u00e0 chiaro.<\/p>\n<p>A questo stato di grazia sopravviene quasi sempre subito il corso dei vari interessi, l\u2019autostima in difesa, l\u2019affidamento alla tradizione; ma chi l\u2019ha raggiunto anche solo una volta ne riconosce il morso.<\/p>\n<p>R1b] Parliamo di modernit\u00e0, cio\u00e8 grosso modo da Chateaubriand in poi: nello sconfinato magazzino della poesia in narrativa trovo tutto ci\u00f2 che desidero e anche cose che nemmeno immagino. Non altrettanto mi riesce nel magazzino della poesia in versi. Allora, gli scaffali vuoti o incompleti m\u2019industrio a riempirli con cose che mi fabbrico&#8230;<\/p>\n<p>Fuori dalla battuta (che per\u00f2 \u00e8 tale solo fino ad un certo punto) ricordo che ho iniziato con poesia in narrativa ( 5 \u201cromanzi\u201d e due lunghi frammenti) per accorgermi ben presto che quello non era il mio \u201ctono\u201d( non c\u2019era \u201cnecessit\u00e0\u201d) e migrare quindi, seppur lentamente e a fatica, alla poesia in versi. Pregna comunque sempre di una urgenza narrativa. I cosiddetti romanzi, come altrove gi\u00e0 detto, non sono da me riconosciuti (assieme a un libro di versi italiani e uno di versi francesi).<\/p>\n<p><em>D2) Ci parli dei vari periodi creativi che ha attraversato il suo percorso poetico, sappiamo di poterne indicare almeno cinque.<\/em><\/p>\n<p>R2]Si indica una data convenzionale per l\u2019inizio della mia attivit\u00e0, il 23 novembre 1949, che \u00e8 in effetti una presa di coscienza e l\u2019inizio della stesura del \u201cromanzo\u201d <em>Un posticino morale<\/em> .<\/p>\n<p>Gli anni 1950-51 furono di frenesia creatrice (4000 pagine, 18 volumi) con risultati per me assai dubbi e deludenti, poich\u00e9 manca nei testi un vero distacco da quanto si scriveva allora in Italia (la koin\u00e8 postmontaliana). Tanto \u00e8 vero che quando, negli anni \u201858-\u201862 pubblicai 10 di questi volumi, intervenni con inserzioni e riscritture ben pi\u00f9 mature, databili \u201853-\u201861 e cio\u00e8 parallele allo stile del secondo e terzo periodo. Ne risultarono dei pastiches la cui incisivit\u00e0 rivoluzionaria \u00e8 stata notata, per esempio, da Barberi Squarotti ( Il titolo di un suo saggio <em> Le cinque dita del rivoluzionario<\/em><em> <\/em>si riferisce ai cinque volumetti usciti nel \u201859).<\/p>\n<p>Il secondo periodo, dal \u201852 al \u201856 \u00e8 costituito da una gigantesca nebulosa, gremita di ogni sorta di spunti, che ho paragonata al \u201cmomento Santeuil\u201d di Proust. Si tratta di tre enormi volumi per 4500 pagine, intitolati <em>Nell\u2019insieme, nel pacco d\u2019aria. <\/em>Presumo che si possa<em> <\/em>situare alla fine del \u201952 il raggiungimento di una autentica griffe personale<em>.<\/em><\/p>\n<p>Il terzo periodo, \u201957-\u201868 \u00e8 l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro, di costante e piena operosit\u00e0. Diciotto volumi, di cui otto editi, per un totale di 5000 e pi\u00f9 pagine.<\/p>\n<p>Il quarto periodo, gli anni settanta e ottanta, \u00e8 pi\u00f9 aspro e controverso, segnato anche da lunghi silenzi e da un maggior coinvolgimento nella vita attiva. Dodici volumetti, di cui due editi, per settecento pagine o poco pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il quinto periodo prende avvio nell\u201988 ed \u00e8 un felice ritorno alla fecondit\u00e0, con una libert\u00e0, leggerezza e dismisura connesse forse al gesto, all\u2019ardimento che l\u2019et\u00e0 anagrafica talvolta suscita. Otto volumi di cui uno edito, per 3500 pagine e oltre.<\/p>\n<p><em>D3) A chi si rivolge la sua poesia? Molti, leggendola, rimangono sulla soglia dell\u2019indecifrabilit\u00e0, mentre nella sua scrittura \u00e8 ben riconoscibile \u2013ove investigata non per prelievi sporadici- un codice, che prefigura un intento profondo. Qual \u00e8 questo intento?<\/em><\/p>\n<p>R3] Citiamo Zanzotto: \u201c Ipotesi leggente\u201d ( ci\u00f2 a cui si rivolge). Aggiungo: dei cui usi e costumi non abbiamo la minima idea. Posso dire a chi non mi rivolgo? A chi legga per essere confermato (confortato) nelle proprie fedi, dicerie, opinioni.<br \/>\nL\u2019intento. Se fosse possibile isolarne uno solo, in un\u2019opera durata oltre sessant\u2019anni, di tot pagine, ma soprattutto dove ogni pagina \u00e8 all\u2019insegna del risvolto dell\u2019inaspettato, del \u201cdivergente\u201d ( direbbe Solmi) sarebbe una bella noia, non vi pare. Ci\u00f2 non toglie che non si possano individuare vari motivi guida, spesso apparentemente contrastanti, ma preferisco lasciarne il compito ad altri, che lo fanno, l\u2019hanno fatto, meglio: cos\u00ec Larocchi ( <em>La parola totemica), <\/em>Ioli<em> (L\u2019idioma \u201cmistico\u201d),<\/em> Agosti (<em>La lingua dell\u2019evento), <\/em>Barberi Squarotti (<em> La totalit\u00e0<\/em> ), La Notte ( <em>Poesia in forma di cosa),<\/em> Rossi Precerutti (<em> Perspectiva naturalis), C<\/em>onti<em> (Il presente e lo sconfinato)<\/em><em> <\/em>Di Meo ( <em>Figurativit\u00e0 fantasiabile),<\/em> Jona (<em>Sublime iterazione) ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>D4) Quanto influisce e ha influito il viaggio nelle sue composizioni?<\/em><\/p>\n<p>R4] Vittorio Alfieri diceva \u201c promener son ennui\u201d, per me potrebbe essere \u201csecouer sa paresse\u201d. Come con un vaglio, un setaccio. Penso con un brivido a una vita diversa da quella che ho condotto finora, con uno, possibilmente due spostamenti, impegnativi o modesti che siano, ogni settimana, interminabilmente ma sempre sul rilancio, sul vigore.<\/p>\n<p><em>D5) I problemi della sua vista, sempre pi\u00f9 consistenti, quanto incidono oggi sulla composizione del testo? Considerando che un saggio sulla sua opera potrebbe essere intitolato \u201cLa vista e il cammino\u201d.<\/em><\/p>\n<p>R5] Per quanto sia stato paragonato a un verme che procedendo capta il circostante con i suoi villi, pure gli occhi, specialmente quando erano ancora due, mi facevano comodo e ne ho sentito la mancanza. Tant\u2019\u00e8, per molti anni abbiamo tamponato. Negli ultimi due per\u00f2 la situazione si \u00e8 fatta impediente. Non mi piace vagare in paesaggi indistinti, n\u00e9 rischiare di non decifrare i segni deformi che traccio sui taccuini.<\/p>\n<p><em>D6) La sua poesia \u00e8 pi\u00f9 vicina al cinema o alla musica? Leggendola ci si trova di fronte a una forma di simultaneismo, che da un lato ricorda il cinema pi\u00f9 sperimentale o certa parte della videoarte, dall\u2019altro le esperienze pi\u00f9 estreme di crossover (commistione di generi), alla John Zorn per esempio. E Blaise Cendrars c\u2019entra qualcosa?<\/em><\/p>\n<p>R6] Cinema e musica hanno certo contato e se ne ravvisano tracce e influssi, senza che possa privilegiare l\u2019uno o l\u2019altra. Magari in manifestazioni pi\u00f9 vecchiotte rispetto alle punte di diamante che mi citate e che non conosco a sufficienza ( senza escludere parallelismi sotterranei).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho letto B.C. nel volumetto di Pierre Seghers Po\u00e8tes d&#8217;aujourd&#8217;hui nella tarda primavera del 1952. Mi lusingavo di aver fatto la mia transib\u00e9rienne\u00a0 con un lungo poemetto intitolato &#8220;Jugoslavia&#8221;; c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra grossa composizione, &#8220;Guerra&#8221;, risalente a quell&#8217;epoca e sotto quell&#8217;influsso, compresa, come la precedente, nel volume&#8221; L&#8217;alta ruota gommata&#8221;.<br \/>\nMi hai fatto venir voglia di riprenderlo in mano adesso, dopo sessant&#8217;anni di latenza ( per\u00f2 mi flottavano di tanto in tanto nella memoria parecchie sue movenze, certamente della Transiberienne, ma anche quella del molo di Pernambuco ecc.<br \/>\nHo parlato prima di influssi, se mai si dovesse usare questo termine nel mio caso. Credo per\u00f2 di aver gi\u00e0 detto altrove che, per supposte\u00a0 ascendenze il nome da fare \u00e8 Henri Michaux, soprattutto per il mio secondo periodo 1952-56.<\/p>\n<p><em>D7) \u201cTentare di esaurire tutto il dicibile\u201d. Il suo \u00e8 un approccio di tipo dantesco: esperienziale e sapienziale allo stesso tempo\u2026<\/em><\/p>\n<p>R7] E\u2019 stato detto, e sono abbastanza d\u2019accordo. Non dimentichiamo per\u00f2 il rilievo che attribuisco alla \u201cvis comica\u201d senza la quale non mi pare esista vera grandezza. In tutta la mia opera ronza il sottofondo della costante coscienza della propria (e altrui?) bassezza.<\/p>\n<p><em>D8) Nelle sue poesie sono spesso presenti parentesi tonde (molte), quadre, sottolineature e frammentazioni di parola con trattino di &#8220;a capo&#8221;: potrebbe meglio illustrare l&#8217;uso di questi strumenti e di altri, se ce ne sono, nell&#8217;economia del suo fare poetico?<\/em><\/p>\n<p>R8] E&#8217; una domanda interessante, che mi permette alcune messe a punto cui tengo abbastanza. Le parentesi tonde, le lineette di inciso, le sottolineature, sono parte integrante di ogni singola composizione, e cio\u00e8 concorrono di volta in volta\u00a0 a formare il testo, con la funzione che \u00e8 necessaria in quel preciso ambito n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di tutti i vari segni di interpunzione e , direi,\u00a0 di tutto il resto del materiale, pronomi, nomi, verbi, avverbi, aggettivi ecc&#8230; Si pu\u00f2 osservare che perlopi\u00f9 sono esponenti (le parentesi e gli incisi) della contemporaneit\u00e0, chiamiamolo contemporaneismo, dei piani sovrabbondant&#8217;intersecantisi.<br \/>\nLa parentesi quadra riveste invece un ruolo costante: una opzione; si pu\u00f2 ( o si deve) leggere il testo una volta con, una volta senza le parole incluse nelle parentesi quadre, favorendo, oppure no, la soluzione pi\u00f9 appropriata.<br \/>\nLa spezzatura di una parola in fondo al verso (attenzione, quasi sempre con lo sberleffo di una irregolarit\u00e0 grammaticale) equivale per me all&#8217;uso della rima, (che ho praticato molto raramente): una beffarda, esagitata sottolineatura di situazioni estreme nel comico o sublime ( che considero pressoch\u00e9 sinonimi, almeno nella mia opera, come credo di aver gi\u00e0 detto).<\/p>\n<p><em>D9) Cosa mi risponde se le dico le parole: Avanguardia, Sperimentale, Ricerca?<\/em><\/p>\n<p>R9] Tutto ci\u00f2 \u00e8 bello e buono, ma quello che conta \u00e8 Trovare ! (risposta di buonsenso un po\u2019 volgarotto, che mi pare abbia dato anche Picasso).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito vi presentiamo una breve intervista che abbiamo fatto al poeta Augusto Blotto, in occasione dell&#8217;uscita del numero 7 di [dia\u2022foria. E&#8217; un&#8217;occasione per approfondire o avvicinarsi a un autore unico nel panorama letterario italiano, per la sua scrittura completamente fuori dagli schemi. 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