{"id":2050,"date":"2013-02-04T10:15:50","date_gmt":"2013-02-04T10:15:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/?p=2050"},"modified":"2013-02-06T09:28:10","modified_gmt":"2013-02-06T09:28:10","slug":"antonio-agostini-compositore-intervista-e-musica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2013\/02\/04\/antonio-agostini-compositore-intervista-e-musica-2\/","title":{"rendered":"Antonio Agostini, compositore &#8211; intervista e musica"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1974\" aria-describedby=\"caption-attachment-1974\" style=\"width: 448px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-partitura.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1974\" title=\"Antonio Agostini - Grains and Variations.pdf\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-partitura-687x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-partitura-687x1024.jpg 687w, https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-partitura-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-partitura-250x372.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1974\" class=\"wp-caption-text\">Prima pagina della partitura<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dedichiamo questo articolo al compositore <a href=\"http:\/\/www.cidim.it\/cidim\/content\/314619?db=bdci&amp;id=248732&amp;nc=Antonio_Agostini\">Antonio Agostini<\/a>, artista molto vicino a [dia\u2022foria: oltre ad apprezzare il suo lavoro, siamo legati da una pluriennale amicizia e da una recente, bella collaborazione.<\/p>\n<p>Il centenario di John Cage, appena trascorso, ha visto [dia\u2022foria impegnata per l&#8217;intero 2012, con la pubblicazione del numero speciale <em><strong><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2012\/04\/10\/dia%E2%80%A2foria-n8-john-cage-100\/\">&#8220;1000 e una nota per John Cage&#8221;<\/a> <\/strong><\/em><strong><\/strong>e con l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2012\/10\/12\/uncage-it-lucca-venerdi-19-ottobre\/\">UnCage IT<\/a>; poi una breve, ma interessante parentesi al <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2012\/11\/21\/john-cage-al-pisa-book-festival-venerdi-23-novembre\/\">Pisa Book Festival<\/a>.<\/p>\n<p>La giornata <a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/2012\/10\/12\/uncage-it-lucca-venerdi-19-ottobre\/\">UnCage IT<\/a> si \u00e8 tenuta a Lucca il 19 ottobre e il lavoro di Antonio Agostini ha rappresentato uno dei momenti pi\u00f9 alti e rappresentativi del programma. Il pezzo <em>\u201cGrains and Variations (for John Cage)\u201d<\/em>, \u00e8 stato composto appositamente (su nostra commissione) per l&#8217;evento ed eseguito in prima assoluta dal Quintetto Cage Ensemble.<\/p>\n<p>Qui sotto potete ascoltare un estratto:<\/p>\n[audio:http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Grains-and-Variations-for-John-Cage-A.-Agostini.mp3]\n<p><strong><!--more Continua a leggere...--><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1993\" aria-describedby=\"caption-attachment-1993\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1993\" title=\"Antonio Agostini\" src=\"http:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1-289x300.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1-289x300.jpg 289w, https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1-987x1024.jpg 987w, https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1-250x259.jpg 250w, https:\/\/www.diaforia.org\/diaforiablog\/files\/2013\/01\/Antonio-Agostini-1.jpg 1148w\" sizes=\"(max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1993\" class=\"wp-caption-text\">Il compositore Antonio Agostini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1) &#8220;Grains and variations&#8221; \u00e8 una composizione originale dedicata a John Cage e scritta appositamente per il centenario; perch\u00e9 un pezzo per John Cage e che parte ha avuto il compositore americano sulla tua formazione e sulla tua musica?<\/strong><\/p>\n<p>Iniziai ad ascoltare John Cage per caso, perch\u00e9 (venendo io da una formazione tipicamente da chitarrista &#8220;rock&#8221; e da autodidatta totale, parlo dei primi anni \u201880) ne lessi un&#8217;intervista su una rivista della fine dei \u201870 (non ricordo il nome, forse \u201cFare Musica\u201d&#8230;) a proposito di un happening romano. Mi incurios\u00ec il personaggio e cominciai a cercare registrazioni sue e di tutta la cosiddetta scuola americana. Nei primi anni di conservatorio mi avvicinai all&#8217;esperienza cageana della scrittura casuale e all&#8217;uso dell&#8217;alea. Fu in realt\u00e0 un&#8217;esperienza giovanile e tale rimase, non ho pi\u00f9 riutilizzato questi processi nella strategia compositiva. L&#8217;occasione di scrivere un lavoro dedicato a John Cage mi \u00e8 stata data nell&#8217;anniversario dello scorso anno per un&#8217;esecuzione del concerto a lui dedicato, svoltosi a Lucca ed \u00e8 stata una esperienza interessantissima, anche per riaprire vari &#8220;cassetti&#8221; chiusi in epoca giovanile, a proposito di Cage.<\/p>\n<p><strong>2) Secondo te ha senso omaggiare Cage scrivendo un brano a lui dedicato? Ha senso scrivere un brano per lui, se verr\u00e0 poi eseguito secondo le modalit\u00e0 che Cage stesso ha cercato di cambiare con il suo lavoro: la sala da concerto, il pubblico, gli applausi?<\/strong><\/p>\n<p>Per quello che mi riguarda il particolare del senso di un omaggio a Cage \u00e8 al suo pensiero, e al ruolo che ha avuto dagli anni \u201850 sulla musica colta e non solo. Continuo a pensarla come Xenakis, rimarr\u00e0 sempre pi\u00f9 l&#8217;idea-pensiero di Cage, l&#8217;importanza della sua figura e della sua personalit\u00e0&#8217;, la sua decisa frattura, pi\u00f9 che certa sua musica.<\/p>\n<p><strong>3) Qualche dettaglio tecnico sulla scrittura del pezzo. Si tratta di un quintetto piuttosto atipico (pianoforte, tromba, flauto traverso, marimba e varie percussioni, sassofono) e di una partitura piuttosto complicata. Perch\u00e9 un ensemble di questo tipo e quali dinamiche compositive hai adottato, anche in considerazione del fatto che si tratta di un tributo a Cage?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;organico in realt\u00e0 \u00e8 proprio quello originale del Cage Ensemble (Roberto Baccelli-pianoforte, Lucia Barsotti -flauto traverso, Riccardo Puccetti-percussioni, Giuseppe Angeli-tromba, Michael Bastianelli-sassofono. <em>N.d.r.<\/em> ), quindi era una formazione &#8220;data&#8221;, timbricamente molto stimolante, a mio avviso. Tutto il lavoro \u00e8 basato su un gruppo di <em>grani<\/em>, sei frammenti dalla IX sonata di John Cage dalle &#8220;Sonates and Interludes&#8221; per pianoforte preparato, e su <em>variazioni<\/em> dei suddetti elementi cageani; solo l&#8217;elemento conclusivo (il sesto <em>grano<\/em>)<em> <\/em>risulta vagamente riconoscibile, nel tentativo di &#8220;riemergere&#8221; da un magma sonoro di distorsione continua dei frammenti originali. Il pianoforte preparato ha funzione concertante.<br \/>\n<strong>4) Ti faccio una domanda preliminare per introdurre una successiva sui &#8220;massimi sistemi&#8221;. Prendendo come paradigma il pezzo &#8220;Grains and variations&#8221;, cosa dovrebbe evocare nello spettatore? Quali suggestioni emotive e\/o intellettuali deve produrre?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 complesso risponderti, non so cosa dovrebbe evocare in realt\u00e0, compreso un brano come questo che nasce come un omaggio dichiarato; questo vale per tutta la composizione, per quello che mi riguarda. Credo sarebbe importante la possibilit\u00e0 di avere attenzione, concentrazione, vivendo l&#8217;esperienza dell&#8217;ascolto come atto di indagine, di curiosit\u00e0 e di \u201cpiacere puro\u201d. Conosco parecchi giovani appassionati (persone che vengono dal rock, dal jazz e a volte anche dall&#8217;heavy metal o dal punk) che proprio grazie ad un po\u2019 di voglia di ricerca e di curiosit\u00e0 si sono avvicinati alla musica colta del secondo \u2018900 e poi alla musica d&#8217;oggi e ne godono ampiamente pur non conoscendo la prassi compositiva o l&#8217;analisi formale della musica. Alla mia domanda del cosa susciti in diversi ascoltatori la risposta \u00e8 sempre la stessa, \u00ab un grande piacere \u00bb, e si va da esperienze pi\u00f9 &#8220;accessibili&#8221; come le musiche minimaliste americane, agli ascolti decisamente pi\u00f9 impegnativi come quelli della &#8220;nuova complessit\u00e0&#8221;, solo per citare due campi.<\/p>\n<p><strong>5) Cos&#8217;\u00e8 oggi la musica contemporanea? Quali linee e quali sviluppi rappresentano meglio ci\u00f2 che pu\u00f2 essere considerato &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;modernit\u00e0&#8221;? Ma soprattutto a chi si rivolge la musica contemporanea; quale la sua istanza sociale e politica, in considerazione del linguaggio che usa, spesso ostico per la maggior parte delle persone?<\/strong><\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 la musica contemporanea. Come si fa a rispondere&#8230; migliaia di compositori, spesso (soprattutto vari giovani) decisamente interessanti e ognuno di loro con una ricchezza sonora e d&#8217;idea fantastiche, di lavoro in lavoro. \u00c8 difficile, oggi, con la velocit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di incastri di suggestioni, di compenetrazioni culturali profonde (penso all&#8217;uso di strumenti extraeuropei e alla possibilit\u00e0 di inserirli in un linguaggio<em> musicale colto occidentale<\/em>, o all\u2019interazione tra strumento\/ensemble\/orchestra e live electronics, ad esempio) tracciare una linea di demarcazione netta su cosa sia la <em>musica contemporanea<\/em>. Questo tipo di mare di suono si rivolge a chi ha orecchie e passione, un pubblico spesso molto pi\u00f9 giovane di quello che si crede e che grazie ad Internet spesso arriva alla promozione &#8220;dal basso&#8221; di concerti ed avvenimenti\/incontri, basti pensare alle possibilit\u00e0 che canali come YouTube danno per la fruizione di concerti interi od estratti in discreta risoluzione audio\/video di interessanti -e spesso sconosciuti altrimenti- solisti, ensemble e quindi compositori; gli ascoltatori ed appassionati crescono sempre pi\u00f9, rompendo il dogma di avere pubblici formati solo da altri musicisti, compositori, artisti e addentellati. A mio parere, si deve comunque prendere atto dell&#8217;urgenza (ancor di pi\u00f9 degli esperimenti di Luigi Nono negli anni &#8217;60 e Giacomo Manzoni, Pestalozza ecc., quindi l&#8217;esperienza fondamentale di &#8220;Musica Realt\u00e0&#8221; anche nei &#8217;70) di portare la musica fuori delle sale da concerto, ripeto oggi pi\u00f9 che mai, cercando di &#8220;strappare&#8221; (ed inventare!) nuovi luoghi di ascolto, e di conseguenza nuove possibilit\u00e0 d&#8217;incontro con chi non \u00e8 abituato all&#8217;esperienza del concerto di <em>musica contemporanea<\/em>.<\/p>\n<p><strong>6) Qui entrano in gioco altri due aspetti, che possono forse completare il ragionamento sul fruitore\/spettatore di musica colta: la coerenza e la responsabilit\u00e0 (quest\u2019ultima sia del compositore che dello spettatore). In pi\u00f9 \u00e8 da tener presente che forse qualcosa \u00e8 cambiato tra lo spettatore di 100 anni fa e quello odierno: l\u2019evoluzione sociale probabilmente non \u00e8 andata di pari passo con quella della musica (colta). Che ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, decisamente, fosse solo per la riproduzione meccanica dell&#8217;opera musicale prima e per la possibilit\u00e0 di accesso, con un tasto del computer ed un po&#8217; di pazienza, ad un quantitativo infinito di musiche di qualunque provenienza, genere, epoca poi, si impone per forza la presa d&#8217;atto della differenza e del diverso rapporto della fruizione che si ha nel campionario di tipologie di ascoltatore rispetto a quello di appena venti anni fa. La questione rimane sempre la stessa, a mia avviso, nel bilanciamento tra attenzione ed \u201cinvestimento\u201d del proprio tempo a disposizione nella ricerca, nello studio e poi nell&#8217;atto dell&#8217;ascolto di una detta musica. Orientarsi in oceani di musica affidandosi solo alla casuale possibilit\u00e0 di incontrarne di buona credo sia atto utopico, occorre informarsi, studiare, cercare, per poi concentrarsi, fosse solo per goderne il doppio, dell&#8217;ascolto scelto! Chi non ha interesse e voglia di <em>provare<\/em> a rapportarsi con l&#8217;investimento del proprio tempo, si accomodi pure.<\/p>\n<p><strong>7) Spesso, in certo sentire comune, si pensa che la musica contemporanea sia sinonimo di musica d\u2019avanguardia; ha ancora senso oggi parlare d\u2019avanguardia musicale?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi non userei pi\u00f9 questo termine, lo trovo legato ad un&#8217;altra epoca. Come e dove si pu\u00f2 identificare oggi la <em>musica d&#8217;avanguardia<\/em>? Le opere di un giovane compositore armeno o rumeno o newyorkese possono essere <em>d&#8217;avanguardia<\/em> allo stesso modo pur venendo ognuno di essi da percorsi musicali e usando elementi compositivi e strutturali completamente diversi.<\/p>\n<p><strong>8) Si pu\u00f2 affermare che la musica contemporanea abbia ormai un codice -seppure pi\u00f9 complesso della musica tradizionale- riconoscibile?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono musiche <em>contemporanee<\/em> che hanno codici (per usare un tuo termine) pi\u00f9 riconducibili a brutte musiche del XIX\u00b0 secolo, altre che ti potrebbero far venire in mente musica assolutamente improvvisata, altre che ti trascinano immediatamente (seppur suonata da strumenti <em>tradizionali<\/em>) nella suggestione della musica elettronica ecc. L&#8217;esperienza di un compositore \u00e8 spesso complessa per la stratificazione continua del lavoro, dell&#8217;analisi, della necessit\u00e0 della propria ricerca, della voglia di esplorare alimentando i propri stimoli e le proprie urgenze attraverso nuove forme strutturali, nuovi approdi, quindi \u00e8 spesso gi\u00e0 complesso \u201ccodificare\u201d un compositore tra un pezzo ed un altro dello stesso autore (spesso in una necessit\u00e0 fin troppo sbrigativa di classificazione in una determinata <em>scuola compositiva<\/em>&#8230;),figuriamoci nel concetto di \u201cgenere\u201d riconducibile al clich\u00e9 della dissonanza.<br \/>\n9) <strong>La pi\u00f9 grande frattura col passato passa per Sch\u00f6nberg con dodecafonia e atonalit\u00e0. E\u2019 pensabile un ritorno alla tonalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Onestamente, fin dai primi periodi di conservatorio, non ho mai potuto concepire la dodecafonia come una frattura, ma come una <em>conseguenza<\/em> del percorso di Arnold Sch\u00f6nberg, dei suoi famosi allievi (nelle conosciute diversit\u00e0 di utilizzo&#8230;) e non solo. Allo stesso modo la prassi dell&#8217;armonia di una detta epoca ha sempre avuto la necessit\u00e0 di aprirsi, di evolversi, includendo sempre pi\u00f9 nuove <em>eccezioni<\/em> che diventavano poi accademia e cos\u00ec via. Detto questo, se intendi un ritorno ad idee compositive costruite su forme diciamo canoniche di ri-scrittura del passato (e in questo personalmente ci inserisco ovviamente anche la dodecafonia e il serialismo integrale) ci sono eccome, ma onestamente non mi interessano.<br \/>\n<strong>10) Puoi indicare qualche compositore che opera oggi, di particolare interesse per lo sviluppo della &#8220;contemporanea&#8221;? <\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 ci sono tanti compositori (tanti sono italiani&#8230;) che apprezzo, ed \u00e8 bellissimo avere la possibilit\u00e0 di vivere un momento di grande ricchezza di differenze e cammini. Tra gli italiani (ma solo per citarne alcuni, ed ovviamente evitando di ricordare i compositori gi\u00e0 iper-affermati in Italia e non) Marco Marinoni, Maura Capuzzo, Andrea Nicoli, Marco Alunno e soprattutto quello che \u00e8 stato per me il primo grande riferimento come insegnante e mente brillantissima, il compositore genovese Riccardo Dapelo. Ripeto, il panorama (anche in un momento apparentemente di crisi e stagnazione&#8230;) \u00e8 veramente vasto e molto vario, \u00e8 difficile circoscrivere a pochi nomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">**********************<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Breve incompleta nota biografica<\/p>\n<h6><em>Antonio Agostini nasce a Viareggio nel 1969. Chitarrista, inizia gli studi musicali con Lilia Bemi a Viareggio; studia composizione<\/em> <em>presso il conservatorio statale &#8220;G.Puccini&#8221; di La Spezia e privatamente con Riccardo Dapelo. Si perfeziona (1996-2002) in<\/em> <em>composizione con Giacomo Manzoni, alla Scuola di musica di Fiesole, dove ottiene la borsa di studio del corso per l\u2019anno<\/em> <em>2001\/2002.<\/em><br \/>\n<em>Nel 1999 vince il \u201cPremio Veretti\u201d. Nel 2001 viene selezionato dal M\u00b0 Mario Ancillotti e dal M\u00b0 Enzo Porta, con l\u2019Ensemble Kontra-<\/em><em>Punkte, per la \u201cFesta della Musica 2001\u201d alla Scuola di musica di Fiesole. Nel 2003 tiene due seminari di analisi e composizione a Praga e a Budapest. Nel 2005 vince il primo premio del concorso internazionale di composizione \u201cChant du Monde &#8211; Dimitri Shostakovich\u201d di Mosca. Nel 2008 vince il primo premio del concorso internazionale di composizione &#8220;Musici Mojanesi&#8221;. Nel 2010 e&#8217; stato invitato a tenere un corso di composizione, con due concerti di sue musiche dal dipartimento di musica dell&#8217;universit\u00e0 di Medellin (Colombia). Nel 2012 riceve una commissione dalla violista Cornelia Petroiu e dal sassofonista e compositore Daniel Kientzy per un lavoro per viola sola e trio(che verr\u00e0 pubblicato su disco nel 2013) ed \u00e8 compositore ospite a Parigi presso gli studi di Nova Musica. Dal 1992 al 2002 segue corsi, seminari ed incontri con Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Salvatore Sciarrino, Adriano Guarnieri, Helmut Lachenmann, Luca Francesconi, Sylvano Bussotti e Nicola Sani. Sue composizioni, per vari organici strumentali e vocali, sono state eseguite in Italia, Repubblica Ceca, Ungheria, Francia, Giappone, Svizzera e Germania. A capo di vari ensembles di musica improvvisata, partecipa, come chitarrista, a numerosi concerti in Svezia, Norvegia, Danimarca e Svizzera. Dal 1999 e\u2019 membro dell\u2019ensemble \u201cLe Onde Martenot\u201d, con il quale vince nel 2001 il \u201cPremio Piero Ciampi\u201d per la migliore esecuzione, e nel 2002 il secondo premio della prima edizione del \u201cPremio Fabrizio De Andr\u00e9 \u201d di Desio. Nel 2007 \u00e8 in finale al &#8220;Festival Teatro-Canzone Giorgio Gaber&#8221; accompagnando Luca Checchi.<\/em><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Dedichiamo questo articolo al compositore Antonio Agostini, artista molto vicino a [dia\u2022foria: oltre ad apprezzare il suo lavoro, siamo legati da una pluriennale amicizia e da una recente, bella collaborazione. 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