Il sesso senza fine va a letto con la lingua ortodossa < = > a cura di Carmine Mangone

Joyce Mansour

Cris | Grida

(estratti, 1953)

 

*

Les machinations aveugles de tes mains
Sur mes seins frissonnants
Les mouvements lents de ta langue paralysée
Dans mes oreilles pathétiques
Toute ma beauté noyée dans tes yeux sans prunelles
La mort dans ton ventre qui mange ma cervelle
Tout ceci fait de moi une étrange demoiselle.

*

Le cieche macchinazione delle tue mani
Sui miei seni frementi
I lenti movimenti della tua lingua paralizzata
Nelle mie orecchie patetiche
Tutta la mia bellezza immersa nei tuoi occhi senza pupille
La morte nel tuo ventre che mangia il mio cervello
Tutto ciò fa di me una strana signorina.

 

 

Joyce Mansour (1928-1986) è stata uno dei membri più importanti del gruppo surrealista francese del secondo dopoguerra. Di origini anglo-egiziane, Mansour emerge perentoriamente, in àmbito letterario, con la raccolta poetica Cris (1953). Il suo fervido erotismo, dagli inconfondibili toni beffardi, è come un sasso lanciato nello stagno delle avanguardie degli anni Cinquanta e viene a trasformare un territorio, quello della letteratura erotica, che era, all’epoca, appannaggio ancora tipicamente maschile e maschilista. La sua carica mordace e poetica non viene meno neanche nelle successive prove letterarie. Anzi, si affina e si manifesta compiutamente fino alla metà degli anni Ottanta, elaborando testi di grande carattere, come ad esempio la “suite” poetica Le Grand jamais (1981), inclusa integralmente nella nostra antologia.

 

 

 

*

J’aime jouer avec les petites choses
Les choses pas nées roses sous mes yeux de folle
Je gratte je pique je tue je ris
Mortes les choses ne bougent pas
Et moi je regrette ma fièvre de folle
J’ai pitié de mes parents dégénérés
Je voudrais effacer le sang de mes rêves
En abolissant la maternité.

*

Mi piace giocare con le piccole cose
Le cose che non sono rosee per i miei occhi da folle
Gratto stuzzico uccido rido
Morte le cose non si muovono più
Ed io rimpiango la mia febbre da pazza
Ho pietà per i miei genitori degenerati
Vorrei cancellare il sangue dai miei sogni
Abolendo la maternità.

 

 

IL SESSO SENZA FINE VA A LETTO CON LA LINGUA ORTODOSSA

Poesie di Joyce Mansour e Benjamin Péret, con traduzione e cura di Carmine Mangone

 

In questo ultimo scorcio dell’anno esce un lavoro a lungo vagheggiato, le traduzioni quasi interamente inedite in Italia di testi di due surrealisti eccellenti, Joyce Mansour e Benjamin Péret. Con la cura e la traduzione di Carmine Mangone -che da anni studia e si occupa di letteratura francese del ‘900, con particolare attenzione alle avanguardie storiche e alle loro propaggini- il libro che proponiamo è piuttosto originale anche nella forma. Le sillogi dei due autori si fronteggiano sui due lati opposti del libro e sono accompagnate in apertura da un breve profilo critico dedicato, fino ad arrivare alla metà con un testo cerniera sull’amour fou surrealista, che ricompone in verticale le due sezioni del volume.

Caratteristiche del volume:
F.to: 13 x 23
Pagg.: 136
Copertina: colore
Confezione: brossura
Prezzo: euro 14,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o  sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

 

 

Benjamin Péret

Je sublime | Io sublimo

 

Égaré | Smarrito

 

Qu’une mésange turquoise batte de l’aile dans la crème
et les pousses de la vigne s’envoleront comme des fausses barbes
chassées par des pavés égarés dans des lunettes
qui ne sont pas les miennes
pas plus que la blancheur d’un bras ne noircit une chevelure
tombant sur des yeux si clairs
qu’on y voit
gelées comme un os tombé du ciel
de longues plantes molles et fragiles comme un torrent de larmes
bataviques brisées
une à une
comme un automobile de luxe qui a heurté un âne
braillant comme un tonneau de mica
comme une asperge qui de terre
et demande s’il est l’heure de dormir
L’heure de dormir est passée
asperge
comme passent les oeufs dans les tirs forains
comme je passe en crachant sur la légion d’honneur
que je rêve d’agrandir jusqu’aux omoplates
afin d’y loger un rat
affamé comme une mitrailleuse tirant sur les flics
L’heure de dormir est passée comme une mésange turquoise
qui se cache dans une armoire
sans arriver à faire croire qu’elle est pleine de linge
Pour dormir et s’éveiller comme une rivière qui saute à pieds joints
dans le tutu de sa chute
il faudrait que la mésange turquoise
sorte de son armoire comme un arc-en-ciel sur un canapé
et me crie
Coucou me voilà

*

Fate che una cincia turchese sbatta le ali nella crema
e le cime della vite prenderanno il volo come barbe finte
scacciate dal pavé smarrito negli occhiali
che non sono i miei
non più del pallore di un braccio che scurisce una capigliatura
cadente su occhi così chiari
da vedervi
gelate come un osso caduto dal cielo
lunghe piante flosce e fragili come un torrente di lacrime
bataviche infrante
una ad una
come un’automobile di lusso che ha investito un asino
che raglia come un barile di mica
come un asparago che spunta dalla terra
chiedendosi se è ora di dormire
L’ora di dormire è passata
asparago
come passano le uova nel tiro al bersaglio delle fiere
come passo io sputando sulla legion d’onore
che sogno d’allargare fino alle scapole
per metterci un topo
affamato come una mitragliatrice che spara sugli sbirri
L’ora di dormire è passata come una cincia turchese
che si nasconda in un armadio
senza che si riesca a credere che sia pieno di panni
Per dormire e svegliarsi come un fiume che salta a piedi uniti
nel tutù della sua caduta
bisognerebbe che la cincia turchese
uscisse dall’armadio come un arcobaleno su un divano
e mi gridasse
Cucù eccomi qui

 

Dadaista, surrealista, rivoluzionario marxista antistalinista, Benjamin Péret (1899-1959) è stato, senz’alcun dubbio, uno dei poeti più radicali del Novecento. Amico fraterno di André Breton, Péret ha partecipato attivamente, fino all’ultimo, al movimento surrealista internazionale, spiccando per intransigenza e rigore teorico. Per quasi quarant’anni è andato elaborando componimenti automatici di grande poeticità e, allo stesso tempo, alcuni tra i testi politici più lucidi del surrealismo storico, tra cui spicca “Il disonore dei poeti” (1945), in cui egli critica aspramente la banalità disarmante dei poeti francesi della Resistenza. Nel 1936, anno in cui va a combattere in Spagna tra le fila degli antifranchisti, pubblica, tra le altre cose, Je ne mange de ce pain-là (i versi forse più violenti del XX secolo, accostabili per veemenza solo ai testi di taluni gruppi punk), nonché Je sublime, raccolta di carattere amoroso, che qui si presenta al pubblico italiano.

 

 

Carmine Mangone è nato a Salerno nel 1967. Di estrazione proletaria e contadina, si avvicina alla poesia e comincia a interessarsi di sovversione sociale dopo la scoperta del punk anarchico e la lettura di Stirner, Lautréamont e Péret. Ha alle spalle studi di informatica e una laurea in Scienze politiche, ma per stare al mondo si è ingegnato spesso e volentieri facendo, in ordine sparso, l’idraulico, l’apicoltore, lo squatter, il curatore editoriale, ecc. Ha pubblicato ormai una ventina di opere e tradotto dal francese Raoul Vaneigem, Lautréamont, Maurice Blanchot, René Char, Georges Bataille, Antonin Artaud e molti altri.Dal 1998 tiene letture e conferenze in tutta Italia, spesso ritrovandosi a spalleggiare figure di rilevanza internazionale come Lawrence Ferlinghetti, John Giorno, Jack Hirschman o Alejandro Jodorowsky. Le sue più recenti pubblicazioni, entrambe del 2017, sono: Il corpo esplicito. Breve storia critica dell’erotismo occidentale (Paginauno) e L’insurrezione che è qui. Max Stirner e l’unione dei godimenti (Gwynplaine). Principale spazio web: https://carminemangone.com/

 

 

# Ritorno su “spazio di destot” di Fabio Teti (a cura di Luigi Severi)

# Ritorno su “spazio di destot” di Fabio Teti

(a cura di Luigi Severi)

su  f l o e m a – esplorazioni della parola il primo saggio di approfondimento di Luigi Severi su “spazio di destot” di Fabio Teti.

Cliccando sull’immagine potete accedere all’articolo

Luigi Severi

Colloquiale n.15 con Fabio Teti

FABIO TETI
COLLOQUIALE + spazio di destot (a seguire…)

Presentiamo l’intervista al poeta Fabio Teti sulle tematiche di scrittura e sperimentazione; nelle prossime settimane invece proporremo due saggi di approfondimento su spazio di destot a cura di Simona Menicocci e Luigi Severi.

BUONA VISIONE!
Cliccando sull’immagine potete accedere all’articolo su  f l o e m a – esplorazioni della parola

Colloquiale n.14 con Luigi Ballerini

Su  f l o e m a – esplorazioni della parola  un’intervista a Luigi Ballerini, uno dei nostri intellettuali più importanti che ci parla di poesia, sperimentazione e editoria. Buona Visione, cliccando sull’immagine sotto:

OBSOLETO, un romanzo di Vincenzo Agnetti

La prima e unica edizione di OBSOLETO di Vincenzo Agnetti risale al 1968, uscì per i tipi di Scheiwiller inaugurando la collana denarratori. A quasi cinquant’anni di distanza [dia•foria propone la prima ristampa di uno dei testi più importanti e dimenticati della scrittura sperimentale italiana. Semplicemente era giunto il momento di porre rinnovata attenzione sull’opera di Agnetti (non solo quella artistica) e i cinquantenari rappresentano tradizionalmente la misura dei bilanci.

(Clicca sull’immagine per l’articolo su  f l o e m a – esplorazioni della parola)

[dia•foria n20, Obosleto - romanzo di Vincenzo Agnetti

EMILIO VILLA { } DAVIDE ANDREATTA

Le nostre due ultime pubblicazioni uscite a breve distanza l’una dall’altra.

AA.VV – Emilio Villa | la scrittura  della Sibilla

DAVIDE ANDREATTA – INSERT KOINÈ

(clicca sull’immagine per l’articolo su  f l o e m a)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I libri possono essere richiesti direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o  sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Colloquiale n.13 con Giulia Niccolai

Su  f l o e m a – esplorazioni della parola  un’intervista a Giulia Niccolai fotoreporter e poetessa, è stata una delle animatrici della Neoavanguardia e dell’esperienza del Mulino di Bazzano di Adriano Spatola.

Potete vedere la video intervista cliccando sull’immagine sotto:

TUTTOLOGIA E CONTROZAM

[dia•foria n.17, è il primo libro “redazionale” di [dia•foria. Dopo quasi sette anni di attività il gruppo diaforico si cimenta nella creazione di pagine un po’ bislacche un po’ no.

Caratteristiche del volume:
F.to: 13,5 x 20,5
Pagg.: 136
Copertina: b/n
Confezione: brossura
Prezzo: euro 12,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o  sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

 

Qual è il modo migliore di pescare un merluzzo? È possibile ordinare l’assetto caotico degli spermatozoi? Quando vegeta un piumino da spolvero? Qual è la migliore annata del vino lappone?

Se queste domande vi tormentano da sempre, col nuovo numero della collana [dia•foria, Tuttologia e Contro Zam, troverete le risposte che avete costantemente cercato.

La prima raccolta redazionale del gruppo comprende sei interventi firmati Anateti, Calandriello, Catalano, Moretti, Pocci e Poletti più un testo inedito di Georg Lichtenberg (tradotto da Berlinghiero Buonarroti) e una postfazione dello chef Alessandro Filomena.

Tra il surreale e patafisico, con un occhio al nuovo futurismo e l’altro al grottesco, questo strabico volume, gustoso pastiche di generi, si muove tra narrativa, grafica e scrittura concreta in 136 divertentissime pagine.

E se alla fine della lettura vi rimarrà qualche dubbio, osservate la copertina di Marco Lodola e domandatevi chi vinse Miss Italia nel 1968.

 

Anateti

Calandriello

Pocci

Moretti

Poletti

Catalano

 

 

BOOKTRAILER – 30 sonetti del Burchiello

Il booktrailer del libro 30 sonetti del Burchiello – a cura di Giuseppe Crimi, terza uscita della collana  f l o e m a – esplorazioni della parola ([dia•foria n.15), su progetto e per la regia di Walter G. Catalano e musica originale di David Lucchesi, è visibile da oggi all’indirizzo:

30 sonetti del Burchiello, a cura di Giuseppe Crimi – il BOOKTRAILER

 

Roberto Chiabrera – Vision

Nuovo appuntamento di artriOOOps!, con il pittore Roberto Chiabrera. Pubblicato un testo critico inedito di Enrico Mattei e un’intervista di Giuseppe Calandriello. A corollario una galleria di opere esplicative dell’ultima produzione dell’artista genovese. Buona lettura e buona visione!

 

Now available on artriOOOps! a new article about painter Roberto Chiabrera. Featuring a critic essay by Enrico Mattei and an interview by Giuseppe Calandriello which accompany a gallery of the artist’s latest works. Enjoy the read (though only in Italian) and the vision.