{recensione} “Avventure minime” di Alessandro Broggi e “La grande anitra” di Andrea Inglese

Alessandro Broggi

Alessandro Broggi

Su  f l o e m a – esplorazioni della parola recensione combinata di Daniele Poletti ai libri “Avventure minime” di Alessandro Broggi (Transeuropa, 2014) e “La grande anitra” di Andrea Inglese (oèdipus, 2013).
Pur nella loro diversità i due libri vengono messi a confronto nella prospettiva di analisi delle “nuove scritture di ricerca”. Potete leggere e commentare a questa pagina:

http://www.diaforia.org/floema/2016/01/27/recensione-avventure-minime-di-alessandro-broggi-e-la-grande-anitra-di-andrea-inglese/

Buona Lettura!

Andrea Inglese

Andrea Inglese

{una modesta proposta_1} Tutto il bene che non ci siamo voluti, fare libri di poesia il 22 gennaio 2016

Su  f l o e m a – esplorazioni della parola inauguriamo un breve ciclo di interventi su editoria (in particolare di poesia) e nuove scritture, con l’auspicio di poter alimentare un dibattito su una materia già molto battuta, ma ancora da discutere e investigare parecchio. Oltre allo strumento “commento”, chi volesse inviare testi più articolati in sviluppo o in controcanto a quanto presenteremo, può inviare i materiali a info@diaforia.org.

Luca Rizzatello_foto

Partiamo con un articolo di Luca Rizzatello (alias Prufrock spa in coppia con Nicola Cavallaro, da ricordare anche un nostro speciale QUI) a questo indirizzo:

http://www.diaforia.org/floema/2016/01/22/tutto-il-bene-che-non-ci-siamo-voluti-fare-libri-di-poesia-il-22-gennaio-2016/

Buona lettura!

Colloquiale n°9 con Peter Carravetta

Peter

 

Su f l o e m a – esplorazioni della parola un’intervista al poeta e critico italo-americano Peter Carravetta. Le riprese si tennero due anni fa a Bologna presso la Libreria Modo Infoshop.
Carravetta ha un ampio spettro di interessi e di attività, ma forse il suo studio sul postmoderno (Bompiani) è il lavoro che gli ha dato maggiore risonanza.
Poesia, sperimentazione e allegoria sono le tematiche affrontate in questo nuovo Colloquiale:

http://www.diaforia.org/floema/2016/01/13/colloquiale-n9-con-peter-carravetta/

buona visione!

Peter Carravetta – on Pasolini’s unfinished revolution

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Last May, on the occasion of the 40th anniversary of Pier Paolo Pasolini’s death, [dia•foria published its latest issue (n°13), the short essay by Peter Carravetta “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, (on Pasolini’s unfinished revolution), so far unreleased in Italy. During the same month, we presented the new issue at Festival Bologna in Lettere, curated by our friend Enzo Campi.
We will soon share in  f l o e m a  – esplorazioni della parola, a videoclip featuring an interview with Carravetta on poetry, experimentation and allegory.

Book facts:
Dimensions: 12cm x 13cm
Pages: 84
Cover: b/n
Cover: paperback
Price: 9,00 euro
Language: Italian

The book can be ordered directly at: info@diaforia.org or purchased on the bigger online stores: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Peter Carravetta – Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

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Il saggio breve di Peter Carravetta “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, rimasto fino ad oggi inedito in Italia, è stato pubblicato nel maggio di quest’anno in occasione del quarantennale dalla morte dell’artista. Nello stesso mese abbiamo presentato in anteprima il libro al Festival Bologna in Lettere, curato dall’amico Enzo Campi.
A seguire un breve testo di Daniele Poletti (curatore del volume) preparato in occasione della presentazione e l’intervento video di Peter Carravetta (che non poté presenziare a Bologna) proiettato durante la serata del 29 maggio.
Prossimamente presenteremo su  f l o e m a  – esplorazioni della parola, una video intervista a Carravetta su poesia, sperimentazione e allegoria.

Caratteristiche del volume:
F.to: 12 x 13
Pagg.: 84
Copertina: b/n
Confezione: brossura
Prezzo: euro 9,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.
 
 
Presentazione saggio di Peter Carravetta per B.I.L.
di Daniele Poletti

 

“Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” è un saggio breve di P.C. inedito in Italia e pubblicato originariamente su Art & Text (Sydney), Winter, 1989.
Recentemente è uscito per Aracne un volume di saggi di P.C. “La funzione Proteo” che raccoglie quasi tutti gli interventi critici dell’autore. Parlando con Peter a Firenze alla fine del 2014, venimmo a sapere dell’esistenza di quattro saggetti ancora inediti, che non era riuscito a inserire in “La funzione Proteo”. Ci parlò di una rilettura del Maia di D’Annunzio e appunto di Pasolini. Poco tempo dopo ricevetti l’invito di Enzo Campi a B.I.L., che aveva come focus proprio Pasolini, perciò ricontattai subito Peter per il saggio ed eccolo qua.

Perché abbiamo deciso di pubblicare questo breve saggio?
Intanto per la “storicità” del documento, uscito 26 anni fa su una rivista australiana ma mai tradotto in Italia; ma soprattutto per  la collocazione che queste pagine hanno nella letteratura critica pasoliniana: si pongono sull’estremo limite che c’è tra l’ultima opera di Pasolini, “Salò”, e la scoperta e pubblicazione del corrispettivo letterario “Petrolio” nel 1992.

Carravetta decise di scrivere di Pasolini del tutto occasionalmente, in seguito alla mostra che si tenne a New York nel 1985 di tutti “I disegni, 1941/1975”  con catalogo Scheiwiller. La  prima parte del saggio sostiene (qui la prima novità) come l’opera grafica di Pasolini, per niente sporadica, ma anzi costante nella vita artistica dell’autore, rivesta una grande importanza nel processo creativo delle altre opere, siano esse cinematografiche o letterarie.
Da questo punto Carravetta espande la riflessione sulla poetica di Pasolini nelle altre modalità espressive, letteratura, cinema e di rinquarto critica sociologica, affermando che si può parlare di poetica del cambiamento e della contaminazione. Ne abbiamo una riprova anche nei disegni, secondo Zigaina (curatore del catalogo Scheiwiller): per l’opera grafica Pasolini “fece uso di tutta una serie di mezzi espressivi, materiali, oggetti, colori, alcuni dei quali egli addirittura scoprì o inventò.” Pasolini voleva “andare oltre l’univocità del significato o comunque creare le premesse per ulteriori fonti di significazione.” Carravetta colloca le opere di Pasolini “entro uno spazio allegorico fatto di figure che nascondono un discorso impronunciabile, una verità inaudita. Nonostante l’autore stesso non fosse consapevolmente allegorico, la sua opera può soltanto essere intesa come un’allegoria del destino dell’ultimo grande artista della Modernità”.

interno

Lo stesso Sanguineti definì “Pasolini uno scrittore postumo” e in effetti dopo la sua morte fino ad oggi, con intensità costante, si torna sull’uomo, sull’opera e sul testamento/testimone che ci ha lasciato. Come è noto Pasolini si pose in senso antagonista rispetto all’esperienza e agli esiti della nuova avanguardia. Nel 1975 esce “Salò” e Petrolio era nascosto in qualche cassetto; in quegli anni Sanguineti, preso ormai ad esempio, ma si potrebbe parlare anche degli altri novissimi, scrive “Postkarten” e il suo stile si fa più discorsivo e comunicativo.
Ritornare oggi su Pasolini con il saggio di Carravetta ci permette di riflettere anche sulla scrittura di ricerca di oggi e sui padri recenti dello sperimentalismo.
Pasolini è il grande demiurgo che con la palestra di “Officina” si pone ancora nella tradizione letteraria italiana (pur contestandola dal punto di vista sociale), Sanguineti, Balestrini, Pagliarani etc. rappresentano il nuovo che avanza che sembra spaccare del tutto i ponti con la tradizione e criticare molto più aspramente il contegno e le anomalie della borghesia. Questo è superficialmente il quadro di fazioni che via via si fronteggeranno in modo sempre più tagliente, basti ricordare il saggio su “Empirismo eretico” sull’avanguardia in Italia: “la critica dei novissimi si rivolge alla mera tradizione “letteraria”, non al mondo “reale””. In effetti la grande rivoluzione sta più nel significante che nel significato, mentre Pasolini evita qualunque autoindulgente virtuosismo dei significanti, perché è interessato al referente, alla concretezza storico-sociale intesa come Forma che connette due o più fenomeni. Per questo motivo Pasolini non può essere considerato un avanguardista, ma neppure, a nostro avviso, un antimoderno come affermava Gilda Policastro nel saggio “Pasolini anti-moderno: l’utopia negativa di Salò e Petrolio”.
Ci troviamo alle prese con uno scrittore che fa guerra ininterrottamente alla circolazione di significati acquisiti, riciclati dalla sua cultura e dalle istituzioni, svelandone la quasi completa assenza di autenticità, coerenza e verità. Certo il bilancio può essere solo ipotesi, in quanto abbiamo a disposizione le ultime due opere che segnalano una via alternativa, una terza via a quella dei lirico-ermetici da una parte e dei novissimi dall’altra.

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Come dicevamo, negli anni in cui la portata scardinante dei novissimi si modera in spazi di ricerca personali e meno dichiarativi, Pasolini porta a compimento o quasi le sue due opere più estreme e sperimentali in qualche modo, attraverso il principio di contraddizione che lo caratterizza, ma  mantenendo la coerenza di rispetto del Referente e del significato: con la denuncia di tutti i totalitarismi -compreso quello linguistico che è scaturito da una rivoluzione nata già viziata dall’ovatta borghese- di “Salò” e di “Petrolio”. Pasolini si pone oltre il moderno e al di sopra del postmoderno e indica una via ancora percorribile da un punto di vista soprattutto etico (con tutti gli aggiornamenti formali che si vogliono) da tener presente anche per le nuove ricerche sulla scrittura.

Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, avanguardie e postmoderno, poetiche e politica,  emigrazione, studi italoamericani, studi inter-culturali, e l’Umanesimo italiano ed europeo. Attualmente sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani.
PeterFondatore e direttore della rivista  Differentia, review of italian thought (9 fascicoli, 1986-1999), Carravetta è autore di Prefaces to the Diaphora. Rhetorics, Allegory and the Interpretation of Postmodernity (W. Lafayette (IN), Purdue University Press, 1991), Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Lecce, Milella 1996), Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (Torino, marcovalerio, 2002),Del Postmoderno. Critica e cultura in America all’alba del duemila (Milano, Bompiani, 2009);Sulle tracce di Hermes. Migrare, Vivere, Riorientarsi (Milano, Morellini Editore, 2012);The Elusive Hermes. Method, Discourse, Interpreting (Aurora (CO), The Davies Group Publishers, 2013); La funzione Proteo. Ragioni della poesia e poetiche della fine (Roma, Aracne, 2014).  Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Milano, Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Treviso, Pagus, 1993).
Ha tradotto dall’italiano all’inglese l’opera avanguardistica di Martino Oberto, Anaphilosophia (Campanotto, Udine, 1993; ed. bilingue), una raccolta di saggi di Gian Carlo Pagliasso, Déjà Chimera. Writings 1987‑1999 (Editions d’Afrique du Nord, Tanger, 2001), una raccolta di poesie di Flavia Pankiewicz,  Eclissi americane / American Eclipses  (W. Lafayette (IN), Bordighera Press, 1999), e l’antologia filosofica di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, Il pensiero debole (orig. it. 1983), Weak Thought (Albany, SUNY Press, 2012). Ha tradotto dall’inglese all’italiano il libro di poesie di Richard Milazzo, Piccola luna cinese (Udine, Campanotto, 2010)
Dall’inglese all’italiano ha tradotto Small China Moon di Richard Milazzo (Piccola luna cinese, Campanotto, Udine, 2009), testi poetici di John Cage, Bern Porter, e Paul Vangelisti, poeti-soldati del Vietnam, e testi critici di Richard Prince, Richard Palmer, Richard Milazzo, e Charles Bernstein.
Carravetta ha inoltre scritto otto libri di poesia: percorso masticato (Seledizioni, Bologna 1974); existenz (Adams Press, Chicago, 1976),  delle voci (Anterem, Verona, 1980); dialogi v (Tam Tam, Reggio Emilia, 1987);  metessi (1980-1989) (Ripostes, Salerno 1991);  The Sun and Other Things (Guernica, Toronto, 1998); L’infinito (poesie scelte 1972-2012) (Campanotto, Udine, 2012; Premio Lorenzo Montano 2013); e The Other Lives (Guernica, Toronto, 2014).

spazio di destot < = > Fabio Teti

Con molti mesi di ritardo siamo lieti di riprendere il discorso sulle nostre pubblicazioni.

Partiamo da spazio di destot, [dia•foria n.12. Dopo due anni di lavoro in rete il progetto f l o e m a – esplorazioni della parola si trasforma per la prima volta in una collana cartacea, dedicata alle scritture sperimentali.
Con Teti la partenza è subito senza compromessi, abbiamo deciso di pubblicare uno dei suoi lavori più impegnativi, un inedito rimasto fermo per diversi anni. Con una postfazione di Andrea Raos e una nota di Simona Menicocci.

                                                                                               Caratteristiche del volume:copertina rid

F.to: 10 x 19
Pagg.: 64
Copertina: b/n
Confezione: brossura
Prezzo: euro 8,00

Il libro può essere richiesto direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org o  sui maggiori siti librari in rete: IBS, AMAZON, LA FELTRINELLI, UNILIBRO, etc.

Approfondimento critico a cura di Daniele Poletti su [dia•foria/floema:

http://www.diaforia.org/floema/2015/11/11/spazio-di-destot-fabio-teti/

fabio teti viar 1 rid

 

After a long silence we’d like to update you about the latest releases of our magazine.

Let’s start with spazio di destot, [dia•foria n.12. Two years after its birth, the f l o e m a – esplorazioni della parola online project morphs into an actual paper issue which ushers in a new series dedicated to experimental writing.
The launch of this new series is as uncomprosing as Teti’s production can be, as we decided to present one if his most complex works: an unreleased piece which has remained unpublished for some years already. Featuring an afternote by Andrea Raos and a note by Simona Menicocci.

Multiversi. Parole Suoni Gesti (Pisa, 18-20/09/15)

Multiversi pisa

 

Dopo la torrida e impegnativa estate e prima di un approfondimento sulle nostre due ultime pubblicazioni (Fabio Teti – spazio di destot e Peter Carravetta – Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini), siamo lieti di annunciare la partecipazione di [dia•foria all’interessante e meritoria iniziativa progettata da Fabrizio Bondi e Paolo Gervasi: 

 

Multiversi. Parole Suoni Gesti

(Pisa, Cinema Teatro Lux, 18-20 settembre 2015)

 

 

Riportiamo di seguito le parole degli organizzatori sul tenore della manifestazione:

“Una rassegna sulle scritture ad alta voce.
Periodicamente si rinnovano le lamentazioni sulla morte dell’arte, della letteratura, del teatro, della poesia. Ma da questi proclami pieni di rancore e stanchezza emerge soprattutto che l’idea della fine rappresenta un alibi. Un modo per sottrarsi all’ascolto del presente e della sua complessità. 
Niente di ciò che conosciamo sarà più come prima, è vero. Sembra la fine del mondo. Ma non è la fine del mondo. Il mondo non sta per finire, e non finirà la sua volontà di esprimersi. Anziché chiudersi, il mondo si sta spalancando: il vecchio universo comincia a starci stretto, e ci salveremo solo migrando verso gli universi paralleli che sapremo immaginare. 
Di fronte alla ripetitività di una fine che non smette mai di finire, siamo convinti che l’unico modo per tenere in vita la poesia sia farla accadere. Continuando a scriverla, a leggerla, e a pronunciarla ad alta voce. Continuando a convocare la comunità di chi vuole ancora ascoltarla, e utilizzare il proprio corpo come una cassa di risonanza. 
Per questo insieme al Teatro Lux e all’associazione The Thing abbiamo immaginato la rassegna «Multiversi. Parole Suoni Gesti». Tre giorni di poesia, musica, teatro, e corpi in risonanza. Per continuare ad ascoltare il presente e le sue possibilità. Per sopravvivere alla fine del mondo, con le orecchie bene aperte.

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Programma

Venerdì 18 settembre

18.00 Selena Simonatti, chitarra e voce; Stefano Perfetti, chitarra, Segreta voce dell’amore oscuro. Versi in musica dai sonetti di Federico Garcia Lorca

19.30 Andrea Inglese e Stefano Delle Monache, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, installazione sonora / reading

21.00 I Sacchi di Sabbia, Grosso guaio in Danimarca, spettacolo teatrale

 

Sabato 19 settembre

18.00 [dia•foria rivista: diverse forme di sperimentazione + Fabio Teti, spazio di destot, reading. Con interventi di Daniele Poletti e Simona Menicocci

Fabio Teti

Fabio Teti

 

 

Presenteremo l’attività di [dia•foria con qualche anticipazione e “spazio di destot” di Fabio Teti, libro che ha inaugurato in maggio la collana di scrittura sperimentale “floema – esplorazioni della parola”. Esperienza nata in rete e per la rete floema è una costola dell’attività di [dia•foria che si prefigge di investigare lo stato attuale, ma anche remoto della ricerca letteraria. Oggi finalmente questo progetto si è concretizzato nell’antico libro di carta.
Sarà presente anche la poetessa e scrittrice Simona Menicocci che approfondirà gli stati di fruizione di destot.

 

19.30 Patrizia Valduga, Dizione poetica

21.00 Gabriele Frasca, Quarantena, reading di testi editi e inediti

 

Domenica 20 settembre

18.00 Matteo Pelliti, Dal corpo abitato. Case, corpi, traslochi, reading e anteprima dell’audiolibro Dal corpo abitato, in uscita per luca sossella editore

19.30 Alessandro Fo, Portavoce di Virgilio: una nuova Eneide in esametri italiani, letture e note di traduzione

21.00 Sfoghi d’artificio – un reading di e con Luigi Socci (materiali verbali, occhialini 3D, clava di gomma e petofono)

 

*******************************

Fabio Teti è nato a Castel di Sangro (AQ) il 17/12/1985. Vive e lavora a Roma, dove nel 2012 si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di Giuliano Mesa. È stato redattore di «gammm.org» e «puntocritico.eu»; collabora, dalla fondazione, alle attività di «eexxiitt.blogspot.com». Suoi testi sono comparsi in diverse riviste, lit-blogs e web-zines tra cui «Semicerchio», «Nazione indiana», «L’Ulisse», «Allegoria», «alfabeta2», «l’immaginazione». In traduzione inglese, è presente sul «Journal of Italian Translation» (2012) e nell’antologia online «FreeVerse – Contemporary Italian Poetry» (2013); in traduzione franscese, in «Nioques» (2015). Nel 2013 ha pubblicato, all’interno del volume antologico Ex.It. 2013. Materiali fuori contesto (Tielleci, Colorno), le prose di sotto peggiori paragrafi e, per La Camera Verde di Roma, b t w b h  (frasi per la redistribuzione del sensibile), uno dei cui testi è stato esposto, nel maggio 2014, al MACRO di Roma, nell’ambito della mostra collettiva se il dubbio nello spazio è dello spazio, a cura di Nemanja Cvijanović e Maria Adele Del Vecchio.

GIACOMO LUISI – CONTRASTI

Nuovo appuntamento con artriOOOps! che torna con un servizio su Giacomo Luisi. Il disegno e la componente concettuale sono alla base della ricerca dell’artista toscano, teorizzatore dell’Universale Linguaggio d’Infinito Essente. L’articolo è composto da un testo critico-creativo di Alessandro Bertozzi (scaricabile QUI) e un’intervista all’artista. Buona lettura!

Elemento – Verità 18/10/1984 – 00/00/0000, versione fisica 2010/2011, cm 75x55x3

Elemento – Verità 18/10/1984 – 00/00/0000, versione fisica 2010/2011, cm 75x55x3

[dia•foria a BOLOGNA IN LETTERE

Triplice appuntamento per [dia•foria, venerdì 29 maggio e sabato 30 maggio, a BOLOGNA IN LETTERE, festival di letteratura voluto e organizzato da Enzo Campi e giunto alla terza edizione.
Potete trovare il programma completo a questo indirizzo:

https://boinlettere.wordpress.com/2015/04/19/bologna-in-lettere-2015-il-programma/

BIL

VENERDI 29: presso Cassero Lgbt Center, Via Don Minzoni 18 dalle 19.00, presentazione del saggio breve di Peter CarravettaSulla rivoluzione incompiuta di Pasolini”, fino ad oggi inedito in Italia

Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, avanguardie e postmoderno, poetiche e politica,  emigrazione, studi italoamericani, studi

Peter Carravetta

Peter Carravetta

inter-culturali, e l’Umanesimo italiano ed europeo. Attualmente sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani.
Fondatore e direttore della rivista  Differentia, review of italian thought (9 fascicoli, 1986-1999), Carravetta è autore di Prefaces to the Diaphora. Rhetorics, Allegory and the Interpretation of Postmodernity (W. Lafayette (IN), Purdue University Press, 1991), Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Lecce, Milella 1996), Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (Torino, marcovalerio, 2002), Del Postmoderno. Critica e cultura in America all’alba del duemila (Milano, Bompiani, 2009); Sulle tracce di Hermes. Migrare, Vivere, Riorientarsi (Milano, Morellini Editore, 2012); The Elusive Hermes. Method, Discourse, Interpreting (Aurora (CO), The Davies Group Publishers, 2013); La funzione Proteo. Ragioni della poesia e poetiche della fine (Roma, Aracne, 2014).  Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Milano, Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Treviso, Pagus, 1993).
Ha tradotto dall’italiano all’inglese l’opera avanguardistica di Martino Oberto, Anaphilosophia (Campanotto, Udine, 1993; ed. bilingue), una raccolta di saggi di Gian Carlo Pagliasso, Déjà Chimera. Writings 1987‑1999 (Editions d’Afrique du Nord, Tanger, 2001), una raccolta di poesie di Flavia Pankiewicz,  Eclissi americane / American Eclipses  (W. Lafayette (IN), Bordighera Press, 1999), e l’antologia filosofica di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, Il pensiero debole (orig. it. 1983), Weak Thought (Albany, SUNY Press, 2012). Ha tradotto dall’inglese all’italiano il libro di poesie di Richard Milazzo, Piccola luna cinese (Udine, Campanotto, 2010)
Dall’inglese all’italiano ha tradotto Small China Moon di Richard Milazzo (Piccola luna cinese, Campanotto, Udine, 2009), testi poetici di John Cage, Bern Porter, e Paul Vangelisti, poeti-soldati del Vietnam, e testi critici di Richard Prince, Richard Palmer, Richard Milazzo, e Charles Bernstein.
Carravetta ha inoltre scritto otto libri di poesia: percorso masticato (Seledizioni, Bologna 1974); existenz (Adams Press, Chicago, 1976),  delle voci (Anterem, Verona, 1980); dialogi v (Tam Tam, Reggio Emilia, 1987);  metessi (1980-1989) (Ripostes, Salerno 1991);  The Sun and Other Things (Guernica, Toronto, 1998); L’infinito (poesie scelte 1972-2012) (Campanotto, Udine, 2012; Premio Lorenzo Montano 2013); e The Other Lives (Guernica, Toronto, 2014).

[...] Si potrebbe quindi vedere nell’opera di Pasolini il tramonto stesso della tradizione simbolista, nel senso che, pur restando in debito allo stile del Simbolismo, egli ne radicalizza le premesse, sovvertendole dall’interno. Se è vero che le avanguardie, in particolare le neo-avanguardie italiane degli anni ‘60, derivano in parte dal simbolismo francese7 e dai vari –ismi che esso ha generato, allora la critica pasoliniana delle diverse poetiche avanguardiste dovrebbe coincidere con il superamento tout court dell’anima Simbolista/Modernista dalla nostra tradizione culturale. [...] 
(da Peter Carravetta "Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini"; edizioni [dia•foria/Cinquemarzo, a cura di Daniele Poletti)

 

una-modesta-proposta_locandina

SABATO 30: presso Libreria Coop Zanichelli, Piazza Galvani 1/H dalle 11.00 alle 13.00, tavola rotonda su editoria e poesia con “UNA MODESTA PROPOSTA”, progetto a dialogo ideato e curato da Luca Rizzatello

 

 

SABATO 30: presso SPAZIO 100300 – Via Centotrecento 1/A dalle 17.30, presentazione del libro di Fabio Teti “spazio di destot”, primo volume della collana di scrittura sperimentale  f l o e m a

Fabio Teti è nato a Castel di Sangro (AQ) il 17/12/1985. Vive e lavora a Roma, dove nel 2012 si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di

Fabio Teti

Fabio Teti

Giuliano Mesa. È stato redattore di «gammm.org» e «puntocritico.eu»; collabora, dalla fondazione, alle attività di «eexxiitt.blogspot.com». Suoi testi sono comparsi in diverse riviste, lit-blogs e web-zines tra cui «Semicerchio», «Nazione indiana», «L’Ulisse», «Allegoria», «alfabeta2», «l’immaginazione». In traduzione inglese, è presente sul «Journal of Italian Translation» (2012) e nell’antologia online «FreeVerse – Contemporary Italian Poetry» (2013); in traduzione franscese, in «Nioques» (2015). Nel 2013 ha pubblicato, all’interno del volume antologico Ex.It. 2013. Materiali fuori contesto (Tielleci, Colorno), le prose di sotto peggiori paragrafi e, per La Camera Verde di Roma, b t w b h  (frasi per la redistribuzione del sensibile), uno dei cui testi è stato esposto, nel maggio 2014, al MACRO di Roma, nell’ambito della mostra collettiva se il dubbio nello spazio è dello spazio, a cura di Nemanja Cvijanović e Maria Adele Del Vecchio.

 

non trapianto, non amo il gioco non la
dimensione della corrente. procedure di deformazione
ossea: è la forza della corda alla mia
testa. carneade, necrologio di un’amica, non ci
siamo. sono caduto, lo lego mentre lo leggo, se
non sai nuotare per le lunghe distanze, spingere
il treno deragliato e aprii gli occhi, dubbio nello
spazio, dello spazio, a frattura: l’esperienza e la
scomparsa, la speranza e lo spirito del quadrato
semiotico, la linea: allotria, non credere, non è
sufficiente
(da Fabio Teti "spazio di destot"; edizioni [dia•foria/Cinquemarzo, a cura di Daniele Poletti)
 

SUONO PROSSIMO – terzo e ultimo appuntamento

Sabato 7  marzo si conclude la rassegna di arti sonore

SUONO PROSSIMO

A Pietrasanta dalle ore 21.30 presso gli spazi del Chiostro di S. Agostino e alle 23.30 presso Lo Studio

 

 

Gianluca Becuzzi

Gianluca Becuzzi

 

Con questa data si conclude la prima rassegna versiliese di arti sonore SUONO PROSSIMO curata da Lisca RecordsNub Project Space. Il buon successo di pubblico e l’ottimo livello degli artisti invitati lascia sperare in prosieguo per una seconda edizione nel 2016. Nelle prossime settimane compariranno su [dia•foria alcuni contributi fotografici a cura di Silvio Pennesi e le interviste ai musicisti curate da Walter G. Catalano.

In questo appuntamento suoneranno nella sala dell’Annunziata, Chiostro di S. Agostino: Gianluca BecuzziAndrea Borghi, Michele Spanghero. Presso Lo Studio si esibirà Star Pillow.

 

 

GIANLUCA BECUZZI

Gianluca Becuzzi (1962, Piombino) è un compositore elettroacustico / elettronico e sound artist attivo dalla prima metà degli anni 80. Ha pubblicato molti album e suonato dal vivo in giro per l’ Europa nel corso degli ultimi tre decenni, sotto vari nomi. Dal 1999, la sua produzione artistica è caratterizzata da una forte impronta sperimentale, dall’interesse per le possibilità espressive offerte dalle tecnologie e da una chiara propensione estetica verso forme astratte e micro/macro rumori /suoni. Si occupa di composizione elettronica/elettroacustica, sound art, ambienti post-scorins e sound design. Le relazioni tra arte e scienza, tra audio e forme spaziali visuali, non ché tra composizione e processi auto generativi rappresentano i temi principali della sua ricerca sonologica. Tra le produzioni artistiche degli ultimi anni, oltre ai lavori sperimentali a suo nome, sono da menzionare anche i suoi progetti solisti come Kinetix, gli album in duo con Fabio Orsi, il progetto elettro-post-punk Noise Trade Company e le produzioni harsh-power-noise come Greyhistory, oltre a diverse altre collaborazioni con musicisti, compagnie teatrali e videoartisti dell’ area sperimentale.

 

Andrea Borghi

 

ANDREA BORGHI

Andrea Borghi è attivo in campo musicale dal 1995. Inizia suonando il basso poi estende la sua ricerca alla Sound Art e alle Istallazioni Sonore. Il suo lavoro si focalizza sull’utilizzo del software Max con il quale costruisce una patch, elaborata nel corso degli anni, per il trattamento del suono in tempo reale, e si esibisce in contesti audio-visivi. Nel 2002 realizza QUAALUDE in collaborazione con Dino Bramanti (1969-2008). E’ membro del quartetto di improvvisazione elettroacustica VipCancro e collabora stabilmente con l’etichetta Liscarecords. Il suo lavoro è documentato attraverso produzioni su etichette musicali internazionali come And/OAR (USA) Spectropool (USA) Reductive (ESP) Observatoire (RU) Cypher Production (AUS) SQRT(PL). Lavora come insegnante.

borghi74aa.blogspot.it

 

 

Michele Spanghero

Michele Spanghero

 

MICHELE SPANGHERO

Nella performance Desmodrone il contrabbasso smette di essere lo strumento in cui nasce il suono per svolgere essenzialmente il ruolo di cassa armonica. Il gesto tecnico (l’esecuzione sullo strumento ad arco) viene portato al grado zero utilizzando il legno e le corde, senza mai toc- carle direttamente, agendo esclusivamente attraverso la fisica del suono. La performance nasce dalla diffusione di alcune onde sinusoidali che fanno risuonare lo strumento: le vibrazioni del contrabbasso diventano quindi un segnale acustico per il computer che innesca un effetto larsen. La tessitura sonora così si dilata e si stratifica con variazio-ni microtonali e battimenti armonici che entrano in dialogo con l’acustica del luogo.

Michele Spanghero (Gorizia, 1979) artista sonoro e visivo Laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Trieste, ha inoltre frequentato seminari di musica, sound design e video making. Il suo interesse attuale è focalizzato sulla musica (come contrabbassista e composi-tore) e sulla sound art, attraverso performance ed installazioni elettroacustiche. Conduce parallelamente un percorso di ricerca e sperimentazione visiva con particolare interesse verso il medium fotografico. Ha esposto e si è esibito in vari contesti internazionali in Italia, Slovenia, Francia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Belgio, Danimarca, Olanda, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Stati Uniti d’America. Dal 2007 è resident artist presso la Stazione di Topolò/Postaja Topolove. Nel 2008 ha partecipato ad una residenza artistica di un mese nello studio MoKS a Mooste (Estonia). Ha pubblicato dischi per varie etichette tra cui Palomar Records, Gruenrekorder e MiraLoop.

michelespanghero.com

 

 

Star Pillow

Star Pillow

 

STAR PILLOW

The Star Pillow è un progetto musicale nato da un’idea di Paolo Monti nel dicembre 2007. All is Quiet è il nuovo album, il risultato di una ricerca principalmente interiore, dove l’unico strumento, la chitarra, qui è al servizio di un’urgenza creativa che si scontra con le inquietudini del quotidiano, che ne apprezza le virtù e che crea un’intesa con i demoni che le agitano. Tutto questo crea un movimento stabile, una continua ricerca verso qualcosa che non si mostra mai, ma che alimenta un motore invisibile. Dal movimento nasce una stabilità, dal caos l’ordine, dalla gioia e il dolore dell’esistere la quiete. Tutto ciò di cui si ha bisogno è già qua tra le nostre mani. Si tratta di sapere guardare oltre le nebbie (intese come limiti delle nevrosi umane, incomunicabilità, errori, orrori e perdita di valori del nostro tempo) per potere scorgere qualcosa di più definito. E allo stesso modo, tra le nebbie drone di All is Quiet, è possibile scorgere micro melodie, costruzioni e stratificazioni di un suono che non cerca più un tempo da seguire e nessun riferimento se non quello di ricercare un essenza, non solo musicale. Dietro questa indefinizione di strutture musicali senza criterio compositivo, se non quello della libera forma, si può scorgere una forma, un’apparizione di geometrie minimali vestite di riverberi e feedback che mirano a creare una materia sonora che ha a che fare con emozioni e sensazioni dell’essere umano.

 

 

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info:
nubprojectspace.com
www.liscarecords.com
Centro Culturale Luigi Russo – www.museodeibozzetti.it – 0584795500

 

luoghi:
Chiostro di Sant’Agostino (Sala dell’Annunziata) – Via Sant’ Agostino 1, Pietrasanta
Lo Studio – Piazza Matteotti 39, Pietrasanta