Vincenzo Marsiglia – Arte digitale

Con il secondo appuntamento di artriOOOps! presentiamo Vincenzo Marsiglia artista cosentino che opera tra Savona e Cremona. L’articolo è corredato da un testo critico scritto per l’occasione da Niccolò Bonechi e un’intervista all’artista realizzata durante Artefiera Bologna 2014  presso lo stand Bonioni Arte di Reggio Emilia. A chiudere un breve contributo critico.
Baroque, 2011, ceramica decorata Antico Savona con interventi al terzo fuoco, diam 54 cm

Baroque, 2011, ceramica decorata Antico Savona con interventi al terzo fuoco, diam 54 cm

ARTE DIGITALE/ARTE POPolare
di Niccolò Bonechi

Conosco l’opera di Vincenzo Marsiglia da anni; ho curato esposizioni ed eventi a lui dedicati, e abbiamo discusso a lungo insieme, soprattutto delle grandi possibilità di sviluppo del suo lavoro e delle derivazioni storiche da cui attinge stimoli e avvia riflessioni. Una di esse, quella che ritiene a sé più vicina, è senz’altro la pittura analitica, tendenza artistica che negli anni Settanta dà vita in Italia, ma anche in Francia e Germania, ad un importante dibattito sull’attualità delle ricerche astrattiste. Certamente questa affermazione è da ricondurre al lavoro del primo Marsiglia, che a partire dalla fine degli anni Novanta, terminati gli studi alla Accademia di Belle Arti di Brera, si cimenta nella pittura aniconica: esperienza che gli permetterà di essere invitato ad importanti mostre come “Nuova Generazione Astratta” alla Fondazione Zappettini nel 2006 e “Pittura Aniconica. Percorsi tra arte e critica in Italia (1968-2007)” presso la Casa del Mantegna a Mantova nel 2008.
A partire da quel momento, dopo anni di studio sulle svariate possibilità modulari degli elementi geometrici, l’artista giunge a “brevettare” l’Unità Marsiglia, una sorta di logo identificativo, generatore e narratore di nuove possibili realtà. Attraverso il potenziale di estrema sintesi dell’U.M., Marsiglia conduce un’intensa ricerca sui supporti che, per contrasto o funzionalità, si adattano a questo nuovo sviluppo del suo lavoro. L’evoluzione più recente riguarda l’applicazione del logo ai media digitali – monitor lcd, tablet, realtà aumentata – che permette allo stesso tempo una interazione ed una comprensione immediata. Su questo aspetto fondante si sofferma e si concentra la mia personale analisi del lavoro di Vincenzo Marsiglia: ho sempre dedicato molto tempo allo studio del concetto dell’ Unità Marsiglia, a come questa rappresenti allo stesso tempo un modulo autonomo e una porzione di totalità, tralasciando però quegli aspetti POPolari propri di questi nuovi supporti.
In questo caso ho voluto intenzionalmente rimarcare il termine pop, in virtù delle modifiche strutturali che la ricerca di Marsiglia ha subìto, da una pittura piatta e aniconica ad uno sviluppo che, per gradi, lo ha condotto ad identificarsi in un logo: l’elogio della bellezza nel suo caso passa attraverso una stella a quattro punte. Così come i grandi interpreti della Pop Art americana vollero attribuire un valore artistico-popolare ad oggetti e soggetti in auge nella loro contemporaneità, anche Marsiglia costruisce la propria icona. Dapprima ne rende comprensibile la sua natura, contestualizzandola e brandizzandola (vedi gli occhiali prodotti dall’Azienda Zanotti Fragonara o la poltrona realizzata con l’azienda Essent’ial che sarà presentata in anteprima durante Set Up ArtFair 2014); mentre in un secondo momento le affida un carattere social e dunque popolare. Attraverso le potenzialità delle tecnologie 2.0 le opere di Marsiglia abbandonano la staticità propria dell’arte bidimensionale (in questo senso, se vogliamo, l’artista si avvicina alle esperienze della corrente di arte cinetica e programmata) annullando completamente così la distanza che intercorre tra l’opera il fruitore. Quest’ultimo, infatti, non si trova più nella condizione di semplice osservatore, bensì diviene attore principale. Allo stesso modo di Biasi e Alviani, tra gli artisti italiani, le opere di Marsiglia richiedono l’interazione diretta del pubblico che “mette in moto” l’opera. Spingendoci oltre è facile ammettere che per coinvolgimento e centralità questi lavori possono essere accostati alla serie degli specchi di Pistoletto.
Ma Marsiglia è artista e uomo del XXI secolo, pertanto non può prescindere dal muovere verso il futuro, facendo sue tecniche che appartengono al proprio tempo. Andando oltre le applicazioni per schermi lcd dei primi esperimenti digitali, l’artista si cimenta oggi con i tablet, oggetto cult della generazione attuale, vero e proprio status symbol di massa. Questa operazione implica una ulteriore deriva popolare della sua ricerca in quanto l’oggetto “opera d’arte” diventa fruibile sempre e ovunque, quasi fosse un compagno di viaggio.
Instancabile sperimentatore Marsiglia continua le proprie ricerche sulle superfici e le nuove dimensioni, confrontandosi con materiali classici come il marmo e l’ardesia o progettando ambienti dinamici (realtà aumentata) dove l’osservatore diventa abitante del contesto e fautore delle continue trasmutazioni plurisensoriali.

Interactive Star App Darkness, 2012, Applicazione per iPad, proiettore, iPad e marker, Misure variabili

Interactive Star App Darkness, 2012, Applicazione per iPad, proiettore, iPad e marker, Misure variabili


1) Puoi spiegarci il significato del logotipo della stella a quattro punte?
Il mio logo detto UM (Unità Marsiglia) appartiene a un mondo da me studiato e costruito, grazie ad esso ho la possibilità di Mappare in modo scientifico ogni superficie sulla quale vado a lavorare.

2) […] fin dall’antichità, differenti approcci empiristici e materialistici alla conoscenza hanno pensato la relazione dell’occhio col mondo visibile in modo analogo al rapporto tra l’occhio e la Forma sovrasensibile […]. […] L’immagine percettiva è uno stimolo naturale ad intendere la rappresentazione ideale come una duplicazione della forma percepita […].1
Nelle tue opere, con particolare riferimento all’app per iPad che cattura e al contempo genera l’immagine rielaborata, quali rapporti di scambio e di sinergia si innescano tra la percezione dello spettatore (occhio) con una Forma sovrasensibile personale (stella)   e la relazione dello spettatore con la realtà visibile?
“Interactive Star App” è la mia nuova esperienza nel mondo dell’applicazione, che mi ha dato la possibilità di far rapportare lo spettatore davanti ad un oggetto che appartiene al nostro quotidiano come l’iPad; la percezione del fruitore di se stesso in un piccolo formato diventa ancora di più affascinante.
La sovrapposizione dell’immagine con la mia Unità, dà la possibilità di cambiare varie tonalità di colori all’interno dell’immagine stessa.
Quindi lo spettatore scopre un nuovo modo di riflettersi e riflettere sulla sua immagine esteriore ed interiore.

3) Consideri l’immagine percettiva un fatto fisiologico che definisce la rappresentazione ideale (realtà distorta dall’UM) una duplicazione della realtà oggettiva?
L’immagine che viene rielaborata dal software è duplice poichè nel contempo abbiamo la visione reale ma distorta nella cromia.
E’ una realtà del mio mondo stellare.

4) L’applicazione della tua UM come agente endemico in rappresentazioni antiche e mobilio barocco2  ha una valenza di (sovra)scrittura contemporanea dell’antichità? Qual è il nesso tra l’oggetto “contaminato” e il simbolo?
La mia UM va a interferire, a creare una sorta di corto circuito all’interno di un oggetto già esistente, con una sua storia, che viene però assorbito dalla mia idea: quindi mi approprio del significato importante per farlo vivere in un’altra dimensione del contemporaneo.

5) La teoria eidetica di Edmund Husserl consiste in una attitudine della coscienza volta a confrontarsi con una immagine. Quest’ultima, sempre secondo Husserl, partecipa alla manifestazione della cosa in maniera più efficiente di un segno3. Nelle tue opere il segno UM ha una valenza molto importante rapportata alla percezione dell’immagine (sia essa scultorea o riproduzione digitale). Puoi dirci se questo tuo concetto di interazione è un prodotto tangibile di una immagine eidetica? La realtà aumentata, in questo caso, può essere considerata una concretizzazione di questa immagine eidetica?
L’ultima installazione della realtà aumentata dal titolo “Interactive Star App Daekness” è caratterizzata dall’immagine del fruitore che viene completamente annullata per dare spazio alla stella a quattro punte, infatti i movimenti e i suoni vengono generati dalla persona stessa in diretta.
Quindi chi si trova davanti allo schermo viene trasformato in questo elemento per creare nuove rotte e nuovi movimenti. Il fattore importante di questa idea è che il fruitore possa avere un rapporto diverso in un ambiente al di fuori del reale, in un habitat infinito. Quello che cerco nel lavoro interattivo è lo scambio che vi è tra opera e spettatore.








1 Jean-Jaques Wunenburger, Filosofia delle immagini, Piccola Biblioteca Einaudi Filosofia, Einaudi, Torino 2002.
2 vedasi ad esempio l’installazione Baroque Ambient, 2008/2011, divano primi Novecento, carta da parati, cornice di fine Settecento, specchio polarizzato, software e webcam, cm 300x300x300, Padiglione Italia, 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, 2011.
3 Jean-Jaques Wunenburger, op. cit.

Interactive Star App Darkness, 2012, Applicazione per iPad, proiettore, iPad e marker, Misure variabili

Interactive Star App Darkness, 2012, Applicazione per iPad, proiettore, iPad e marker, Misure variabili

 NUOVO ORDINE MARSIGLIA

Interessato all’alterazione della percettività attraverso l’acquisizione dell’immagine e alla sua riproposizione trasformata in tempo reale, Vincenzo Marsiglia si appropria dell’universo visibile (tramite la cattura di immagini con fotocamera, ipad, etc. o intervenendo direttamente sugli oggetti che compongono le sue installazioni) e ce lo restituisce decontestualizzato, come oggetto acronico, grazie e semplicemente all’inserimento di una stella a quattro punte: logotipo che rappresenta una sorta di sintesi della sua ricerca artistica, oltre che agente pandemico di una produzione piuttosto articolata.
Marsiglia si pone come demiurgo iconico nella (ri)organizzazione di un creato soggetto all’UM (Unità Marsiglia), creando così una vera e propria ucronìa (sostituzione di avvenimenti immaginarî a quelli reali di un determinato periodo o fatto storico), che ci proietta in uno scenario quasi fantascientifico pre- o post- occidentale, suggerendo anche la vicinanza emotiva con alcuni registi come John Carpenter ad esempio, anche se probabilmente l’obiettivo delle opere di Marsiglia non è distopico.

Interactive Star App Music, 2012, Applicazione per iPad, Specchio intagliato e iPad, 24x18 cm cad. (dittico)

Interactive Star App Music, 2012, Applicazione per iPad, Specchio intagliato e iPad, 24×18 cm cad. (dittico)

Ipso facto la regia in Marsiglia è molto spiccata e il porsi come artefice di una nuova realtà, diventa facilmente un imporsi: come si può riscontrare dall’opera “Interactive Star App Music”, dove l’artista concede, potenzialmente a chiunque, i quindici minuti di fama warholiani. In questa operazione diventiamo protagonisti dell’immagine e perciò star, ma da soggetto transitiamo a condizione di oggetto, grazie alla cifra estetizzante della stella, vera e propria griffe che mira alla trasmutazione dei valori.

Baroque Ambient

Baroque Ambient

Bucolic Ambient

Bucolic Ambient

Marsiglia, tuttavia, non si limita a voler dettare l’hic et nunc del suo mondo tetrastellato introiettando il presente in diretta, ma evoca contemporaneamente il successivo e il precedente. L’uso delle ultime tecnologie, funzionali anche ai fini della realtà aumentata -elaborazione elettronica che implementa la percezione con elementi e informazioni additive-, sono spesso messe in gioco dall’artista che ne usufruisce  per imprimere un futuro (passato) a sua misura agli scenari che va a rappresentare. Lavori come le installazioni “Baroque Ambient” e “Bucolic Ambient” sono il risultato di una commistione di generi che solo ad un primo sguardo risultano omogenei, ma che in realtà ci mettono di fronte a vere e proprie distorsioni temporali: oggetti d’epoca, divani, cornici, piatti in ceramica e vasi farmaceutici elegantemente scenografati, ricreano un passato alternativo e alterato grazie alla complementarietà temporale degli elementi e dei segni.

Pharmacy Star Story, 20112012, maiolica decorata Antico Savona, 30x28 cm

Pharmacy Star Story, 20112012, maiolica decorata Antico Savona, 30×28 cm

Suggestiva è l’immagine del putto con la stella a quattro punte in mano dell’opera “Pharmacy Star Story”, figura surreale con tilt temporale di accostamenti decorativi.
L’arte di Marsiglia quindi può essere considerata come un perpetua endemizzazione tripartita lungo le coordinate del tempo.


I See you I see – installazione ambientale, Artefiera Bologna 2014

La nuova installazione ambientale di Vincenzo Marsiglia, presentata in occasione di Artefiera Bologna 2014, consiste in un insieme di opere concettualmente collegate tra loro da un percorso filologico sull’evoluzione della tecnologia, e da una continua introiezione, trasformazione e proiezione dell’immagine dello spettatore di fronte ad essa.

I See you I see - courtesy by Dario Lasagni

I See you I see – Courtesy by Dario Lasagni

Il primo passo consiste in “Star stone”, quindici formelle in ardesia incisa con la stella a quattro punte (Unità Marsiglia), simile a una primitiva pittura rupestre. L’insieme di queste tessere va a comporre una sorta di mappa stellare geometrica, prodromo della tecnologia.
In successione si passa all’opera “Mirror of Introspection”. Uno specchio intagliato di forma simile al corrispettivo in ardesia, frammenta l’immagine riflessa tramite il riposizionamento delle tarsìe componenti il logo di Marsiglia. Di fianco un iPad cattura l’immagine e, mediante una specifica app, la rielabora e la proietta, attraverso un mini proiettore, ricomponendola sull’opera stessa.

I See you I see - Courtesy by Dario Lasagni

I See you I see – Courtesy by Dario Lasagni

Con “I See You I See” ci troviamo di fronte a un piccolo specchio polarizzato che interagisce con la tenda Tripolina posta all’entrata dell’installazione ambientale: l’immagine dello spettatore, intervenuto nello spazio dell’opera, viene riflessa sulla tenda che riceve la proiezione dello specchio. La sottile componente concettuale si muove tra il continuo scambio di chi guarda chi, il fruitore e l’opera stessa, la smaterializzazione molecolare del fruitore e l’idea dell’oltrepassare fisicamente la tenda ed entrare simbolicamente nel proprio io.
Ad ultimare il percorso due specchi interattivi: “Vanity Star Fuchsia” e “Vanity Star Green”. Nel primo l’immagine riflessa va in dissolvenza con l’Unità Marsiglia, mentre nel secondo diventa una macchia scura che cancella la geometria interna, ancora nella prospettiva dicotomica di fisico e mentale.







Vincenzo Marsiglia (1972) nasce a Belvedere Marittimo (CS). Vive e lavora tra Alassio (SV) e Soncino (CR).
Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano persegue la ricerca artistica collegata alle nuove tecnologie, in particolare alle app per iPad e realtà aumentata. Si sono interessati al suo lavoro, tra gli altri, Luca Beatrice, Beatrice Buscaroli, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Gianluca Marziani e Marco Meneguzzo.
http://www.vincenzomarsiglia.it

Niccolò Bonechi (1986) nasce a Pistoia.
Frequenta il corso di studi DAMS (settore arte) presso l’Università di Bologna, ed è curatore indipendente e critico d’arte. Ha organizzato mostre in spazi pubblici e gallerie private. Collabora attivamente con la rivista specializzata Espoarte.


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