Questo è artriOOOps!

artriOOOps!  è una nuova diramazione del progetto culturale di  [dia•foria, dedicata alle arti contemporanee.
Nata per partenogenesi nel clima di ricerca che caratterizza il blog, deve il suo nome al compositum  tra “arte” e “triops”, crostacei comparsi sulla terra qualche milione di anni fa, considerati fossili viventi muniti di tre occhi.
Questo connubio inusuale suggerisce a livello onomatopeico (ooops!) il qui e ora dell’arte: forma di espressione che continuamente si rinnova e si adatta all’epoca e ai luoghi in cui si sviluppa, provenendo da molto lontano, come il nostro piccolo crostaceo notostrace.

Triops 

EVOLUZIONE – ALIENAZIONE – CONVOLUZIONE

L’evoluzione come trasformazione graduale¹, ma anche come svolta netta, è una caratteristica del percorso di tutte le arti e le letterature che accumulano nel tempo modificazioni e stratificazioni di tutti i “contemporanei” che le precedono. Dagli albori del Paleolitico, in campo magico e religioso,  con le pitture rupestri, all’arte greca, romana e romanica, per giungere alla prospettiva empirica di Giotto e alla sua codificazione scientifica con Piero della Francesca, dal Pieno Rinascimento fino all’arte moderna degli impressionisti2 e passando per le avanguardie, arriviamo al nostro “contemporaneo” attraverso lo sviluppo degli esseri (e dei concetti) da forme primordiali (triops) a forme (e concetti)  evolute e ulteriormente perfettibili. L’arte è la somma inestinguibile di “contemporanei”, e allo stesso tempo lo scorporo di ciò che precede.

Alienazione, da alieno (lat. alienus da alius = gr. allos), altro. Ciò che è altro da noi. L’arte come mezzo e pretesto per confrontarci prima esteticamente, poi culturalmente , con un’alterità (arterità!) che ha il dovere di attivare le connessioni sinaptiche più riposte e impensate. Non c’è un fine preciso: l’arte è autoreferenziale, talvolta solipsistica; è chi fruisce che completa l’opera o l’operazione. Nell’accezione di allontanamento trasferimento, l’alienazione nell’arte è da considerarsi come quel segmento spazio-temporale irripetibile, ma sempre simile a se stesso, che parte dalla creazione artistica per giungere a una imponderabile possibilità di  fruizione e comprensione. Soggiace infine alla volontà di usare questo termine anche il malessere dell’uomo rispetto alla propria epoca; perciò l’arte diventa se non politica in senso profondo, sicuramente diario della storia  immanente ad essa.

Convoluzione, in matematica, in particolare nell’analisi funzionale, è un’operazione tra due funzioni che genera una terza funzione vista come la versione modificata di una delle due funzioni di partenza. La risultante tra evoluzione (costante) e alienazione (mutevole) è l’atto di avvolgere, avviluppare, di pervenire attraverso la suggestione emotiva e intellettuale alla terza funzione modificata, che ha come obiettivo il cambiamento dello stato di coscienza profondo e del senso critico di chi esperisce l’opera d’arte. La visione artrioooptica può essere considerata una protofunzione organico-artistica convoluta da due funzioni eterogenee, essendo i fattori del compositum arte e triops appartenenti rispettivamente alla sfera concettuale e al regno animale.

artriOOOps! logo

 

artriOOOps! ospiterà il lavoro di artisti contemporanei che perseguono una ricerca pressante sui linguaggi e sulla materia: presenteremo il loro lavoro, faremo interviste, cercando di comprenderne gli obiettivi e la filosofia, e anche quando questa fosse esplicita, cercheremo di  darne ulteriori visioni. Prevediamo anche approfondimenti su nomi storici della sperimentazione nell’arte, per creare un quadro più ampio e mettere in risalto gli scambi molecolari tra l’oggi, il recente passato e anche il passato remoto.
Alla luce di queste definizioni limitate e limitanti artriOOOps! vorrà comunque esercitare la visione artrioooptica, secondo tutte le declinazioni e interpretazioni che la parola “arte contemporanea” ha, ha avuto e avrà nel futuro.

 

Giuseppe Calandriello, Daniele Poletti

 

 

 

 

 

1 “[…] Non c’è arte senza trasformazione.” , Robert Bresson, Note sul cinematografo, Marsilio Editori, Venezia 1992.
2 L’anno che si considera convenzionalmente come punto d’inizio dell’arte moderna è il 1863, in cui Édouard Manet realizzò il dipinto Olympia ed esibì Colazione sull’erba a Parigi. Questa generalizzazione in realtà è troppo rigida rispetto alla fluidità della storia dell’arte. Giulio Carlo Argan, ad esempio, fissa l’inizio dell’arte moderna col capitolo “Classico e Romantico”, vedi il suo  L’Arte Moderna, Sansoni editore, Firenze 1989.

 


Commenti

Questo è artriOOOps! — 2 commenti

  1. Caro Calandriello,
    in poche parole è impossibile dare un giudizio sul tutto, anche perchè – facendo una distinzione tra critica d’arte e cronaca d’arte – andrei (o andremmo) ad occupare uno spazio enorme. Nel frattempo mi complimento per questa tua (e ovviamente di altri) iniziativa che può sfociare in un palcoscenico comunicativo utile anche in questa nostra Versilia che amiamo all’inverosimile, tanto che certe persone pensano sia al centro del mondo. Sono sicuro che, ospitando voci variate e varipinte, puoi creare interesse anche su artisti meno noti, o nuovi, come sui cosiddetti ‘dimenticati’, e ovviamente dare altra luce su quelli già famosi. Interessante l’unione linguaggi/materia. Un caro saluto e auguri all’artista cui hai dato spazio oggi.

  2. Caro Lodovico, grazie per il tuo commento.
    Quello che scrivi è in completa sintonia con gli obiettivi di artriOOOps! e più in generale di [dia•foria.

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